legge elettorale matteo renzi

CARI CENTRINI, CON MATTEONZO BISOGNA FARE I CONTI - RENZI NON DOVRA' RACCOGLIERE ALCUNA FIRMA PER PARTECIPARE ALLE PROSSIME POLITICHE - ITALIA VIVA HA FORMATO UN GRUPPO PARLAMENTARE PRIMA DEL 31 DICEMBRE 2025 ED E’ ESONERATO DALLA RACCOLTA, COME PREVISTO DALLA NORMA “ANTI-VANNACCI” INFILATA DALL’ARMATA BRANCA-MELONI NELLA LEGGE ELETTORALE - E COME TUONA DA TEMPO GOFFREDO BETTINI, RENZI SARA' NEL CAMPO LARGO: GLI ASPIRANTI LEADER CENTRISTI, DA ONORATO A RUFFINI, SONO AVVISATI...

Estratto dall’articolo di Daniela Preziosi per “Domani”

 

matteo renzi otto e mezzo 2

Sono bastati pochi giorni a spiegare il motivo dell’inspiegabile lavoro al ralenti per la formazione della quarta gamba del centrosinistra. Italia viva stava aspettando, con pazienza, la certificazione della propria possibilità di presentarsi al voto senza raccogliere firme. La legge attuale non lo consentirebbe, come non lo consentirebbe ad Azione, e neanche a Avs: la «ratio» è impedire che si presentino al voto le liste «civetta», dunque possono non raccogliere le firme solo le forze politiche che hanno il gruppo parlamentare in entrambe le camere e dall’inizio della legislatura.

 

Ma l’altro ieri in commissione è arrivato un emendamento alla legge elettorale, proposto da Azione e “opportunamente” riformulato dalla maggioranza – ce n’era anche uno di Più Europa, che però ha rifiutato la riformulazione – che concede l’esenzione ai partiti che hanno un gruppo in una camera, che si sia formato entro il 31 dicembre 2025. È stato ribattezzato norma «anti Vannacci». [...] 

 

alessandro onorato

A sinistra si sono sentite poche voci in dissenso. Fin qui quasi nessuna. Perché questa norma risolve alcuni problemini del campo largo. Permette, infatti, di “sanare” non solo la posizione di Azione, che non ha gruppo al senato, ma anche quella di Italia viva, ora Italia viva – Casa Riformista, che a inizio legislatura si chiamava «Azione - Italia Viva - Renew Europe»; di Avs, che al Senato siede nel misto; oltreché, dall’altra parte, di Noi Moderati, che ha formato il gruppo alla Camera grazie ad alcuni parlamentari a inizio legislatura. Chi resta fuori? Più Europa.

 

Insomma Renzi, che pure è preoccupato e anche parecchio irritato dal tentativo di escluderlo dalla coalizione da parte di M5s e, dietro le quinte, di Avs – un tentativo comunque respinto da Elly Schlein con parole molto chiare all’ultima direzione Pd – per la riunione della «quarta gamba» l’ha presa comoda dall’inizio.

 

ernesto maria ruffini

E ora si capisce perché: aspettava di rendere consapevoli gli amici cespugli, da Alessandro Onorato al socialista Enzo Mario, da Ernesto Maria Ruffini a Vincenzo Spadafora, e naturalmente a Più Europa, che devono venire a Canossa, a bussare alla Casa riformista, e con il cappello in mano. Se invece vogliono presentarsi autonomamente, dovranno farsi il mazzo per raccogliere le firme. Ne servono circa 2mila per collegio plurinominale: e fra i collegi plurinominali alla Camera, che sono 49, e i 33 del Senato, ne servono circa 150mila. Beninteso: il mazzo se lo faranno ai banchetti, perché la destra in commissione ha anche escluso l’uso della firma digitale, che pure è stata introdotta per i referendum. [...]

  

Resta che, se le cose restano così e al netto di aggiustamenti dell’ultima ora – improbabili, la destra non ha intenzione di semplificare la vita a Vannacci – Più Europa dovrebbe raccogliere le firme, peraltro in un numero monstre. Il suo segretario Riccardo Magi in aula sarà un relatore di minoranza.

 

riccardo magi assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 23

Ed è furibondo. Il suo partito, spiega, si presenta agli elettori dalla nascita, cioè da due turni elettorali politici e due turni europei. «Nell’ultimo, quello del 2022, abbiamo raccolto 790mila voti, il 2,9 per cento. Noi Moderati, che è in maggioranza, ne ha presi 250 mila di Noi Moderati, lo 0,9 per cento. Il partito di Lupi è riuscito a ottenere poi più seggi in Parlamento perché ha eletto più candidati nei collegi uninominali previsti dal Rosatellum. Ora la destra vuole davvero prendersi la responsabilità di cancellare una forza politica che ha preso più del doppio di un loro alleato? Attenzione, perché questa è materia incandescente». [...]

 

Enzo Maraio, segretario del partito socialista italiano4

 

In commissione Federico Fornaro, del Pd, ha proposto due vie «tecniche» per ovviare il problema. Elly Schlein, che fin qui ha pregato tutti quelli della “quarta gamba” di «parlare con Renzi» per mettere insieme una lista unica, ora è a conoscenza della crisi in corso.

 

Del resto, lei lo sa, lo stile del fiorentino non è dolce: e una cosa è unire le forze, un’altra consegnarsi a lui. Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico Italia, ieri su La7 ha annunciato come «non lontana l’ipotesi di un coordinamento politico» fra Più Europa, il Psi di Enzo Maraio e la rete «Più Uno» di Ernesto Maria Ruffini. E cioè di tutti quelli che fin qui sono andati a parlare con il fondatore di Iv e ne sono usciti sconfortati dalla boria egemonica. [...] 

Enzo Maraio, segretario del partito socialista italiano3matteo renzi otto e mezzo 3matteo renzi al senato foto lapresse RUFFINI RENZI ONORATO

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