1. “CHERCHEZ LA FEMME” E TROVATE IL LATITANTE! IL KAZAKO ABLYAZOV È RIMASTO FREGATO DALL'ATTRAZIONE FATALE PER UN'AVVENENTE BIONDONA, SUO AVVOCATO E AMANTE, L'UCRAINA OLENA TYSCHENKO, CHE NON SAPEVA DI ESSERE PEDINATA DA NAZARBAYEV 2. MA LA LISTE DELLE ‘’VITTIME’’ DELLA FIGA È LUNGA. DALLE FREGOLE DEL CAPO DELLA CIA DEL GENERALE, PLURI DECORATO, DAVID PETRAEUS AGLI ATTEGGIAMENTI LIBERTINI DEL SUPERTERRORISTA CARLOS, PER NON PARLARE DELLE SCAPPATELLE DI CAMORRISTI E DI MINISTRI E POLITICI PAGATE CON DIMISSIONI E DIVORZI (VEDI STRAUSS-KAHN) 3. ALMA SHALABAYEVA SAPEVA DELL’AVVOCATO “PARTICOLARE” DEL MARITO CHE L’AVEVA MOLLATA DA SOLA A CRESCERE I FIGLI NELLA VILLETTA DI CASAL PALOCCO MENTRE LUI IN COSTA AZZURRA ORDIVA LE SUE “TRAME” INTERNAZIONALI CON LA BONAZZA UCRAINA

1. DA ABLYAZOV A PETRAEUS: QUELLI INGUAIATI DALLE AMANTI
Fausto Biloslavo per Il Giornale

«Cherchez la femme» e trovate il latitante. Mukhtar Ablyazov, il discusso oligarca kazako che si atteggia a oppositore non è il primo né sarà l'ultimo a venire arrestato pedinando la sua amante. Camorristi, rapinatori, terroristi sono finiti in manette grazie alle donne che continuavano a frequentare nella latitanza. Per non parlare di ministri e generali costretti alle dimissioni da storie di scappatelle, spie e segreti.

Il latitante kazako arrestato in Costa azzurra mercoledì scorso è rimasto fregato dall'attrazione fatale per un'avvenente biondona, suo avvocato e amante. L'ucraina Olena Tyschenko, come hanno ricostruito i tabloid inglesi, non sapeva di essere pedinata. Senza saperlo ha portato gli investigatori della banca kazaka truffata da Ablyazov alla sua villa-nascondiglio nel Sud della Francia. Il resto l'hanno fatto i corpi speciali francesi travestiti da giardinieri, che sono riusciti a entrare a bordo di un furgone usato come cavallo di Troia.

Con l'amante, che suo malgrado ha fregato Ablyazov, si sfalda il quadretto di famigliola felice e sorridente ritratta nelle foto di Mukhtar, moglie e i figli circolate sui giornali. E appare ancora più triste il destino della consorte, Alma Shalabayeva, vergognosamente espulsa dall'Italia il 31 maggio, verso il Kazakhstan, assieme alla figlia Alua di 6 anni. In quell'occasione la nostra polizia non aveva trovato il marito latitante rincorso da tre mandati di cattura internazionale.

Il 12 maggio scorso è finito in manette Cosimo Lo Forte un camorrista accusato di omicidio. A tradirlo il legame con la sua ex compagna, che non aveva mai interrotto i rapporti. Seguendo Maria Carmela gli agenti della Mobile hanno beccato il latitante, che si era nascosto in un incavo creato ad arte nel muro della cucina di lei.

Salvatore D'Avino considerato uno dei 100 latitanti più pericolosi, in fuga da 4 anni, è stato incastrato dalla passione della compagna marocchina, che ha postato su Facebook le foto della loro vacanza d'amore. Grazie alle immagini dei due insieme i carabinieri di Napoli e la Guardia civil spagnola hanno arrestato D'Avino a Marbella per traffico e spaccio di droga.

Nel lontano 1995 c'è chi è uscito platealmente allo scoperto, durante la latitanza, per affari di cuore finiti malissimo. Il pregiudicato napoletano, Patrizio Silvestri, si è presentato in un ristorante vicino a Salerno, a pochi metri dalla Questura, e ha freddato l'amante della moglie che stava pranzando con la donna separata.

Nel campo del terrorismo internazionale il sanguinario Ilich Ramirez Sanchez, meglio noto come lo Sciacallo, ha rischiato grosso per le sue amanti. Un paio di volte è riuscito a fuggire per miracolo con rocambolesche sparatorie dopo che l'intelligence israeliana lo aveva individuato seguendo le sue donne.

Alla fine gli atteggiamenti libertini di Carlos in Sudan sono stati un motivo in più, per i fondamentalisti del governo di Kartoum, nel vendere il super terrorista ai servizi segreti di Parigi. Oggi l'ex primula rossa sconta l'ergastolo in Francia. Si diceva che pure Stefano Delle Chiaie, latitante «nero» per 17 anni, fosse stato individuato in Venezuela grazie alle informazioni di una ex convivente. La donna avrebbe voluto vendicarsi dei nuovi amori del super latitante conosciuto come Caccola.

Il vizietto dell'amante ha messo nei guai uomini ben più potenti, che davano la caccia a terroristi e spie. Lo scorso anno sono state clamorose le dimissioni da capo della Cia del generale, pluri decorato, David Petraeus. L'Fbi aveva scoperto che manteneva uno stesso account di posta e relativa password con l'amante, Paula Broadwell. Lei aveva scritto un libro su di lui e faceva la giornalista usando il capo della Cia come fonte. Molto prima, nel 1963, il ministro della Difesa del governo inglese, John Profumo, mentì in Parlamento, che ne ottenne la testa, sulla relazione con Christine Keeler sospettata di essere in contemporanea l'amante di una spia sovietica.

2. ALMA SHALABAYEVA SAPEVA ED ERA PURE STUFA DELLE SCAPPATELLE INTERNAZIONALI DEL MARITO
Francesco Semprini per "la Stampa"

L'avvocato «particolare» di Mukhtar Ablyazov non era una presenza sconosciuta ad Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako arrestato mercoledì scorso in Costa Azzurra. «Ci sono elementi che fanno supporre la consapevolezza di Alma in questa vicenda», riferiscono a «La Stampa» fonti informate.

Non è chiaro in quale veste fosse nota Olena Tishenko alla Shalabayeva, se come avvocato del marito, amante, o entrambi i ruoli. O ancora, se la donna era semplicemente consapevole che suo marito, nel peregrinare in fuga dalla lunga mano di Nursultan Nazarbayev, si concedeva qualche emozione particolare.

Quello che è chiaro è che la donna, bloccata ad Almaty dopo la «rendition» da Casal Paloccco di fine maggio, era stanca di quella vita. «Avere il marito lontano, vederlo solo qualche giorno, dover pensare a tutto, specie ai figli, era divenuto un peso enorme, spiegano - un vero sacrificio». Se poi ci si aggiunge l'infedeltà coniugale (e non si esclude reiterata), il peso era diventato un macigno. Ciò nonostante la donna ha tentato di coprire il marito prima di crollare davanti al rischio di dover fare ritorno in Kazahstan e, forse, anche per stanchezza.

Un peregrinare, quello del marito, che non gli ha risparmiato l'arresto nel blitz in Costa Azzurra, in cui gli agenti hanno utilizzato il furgoncino e gli abiti dei giardinieri come «cavallo di Troia» per penetrare nella villa di Mouans-Sartoux. A portare gli investigatori sulle tracce dell'oligarca kazako è stata proprio la Tischenko, pedinata dopo la sua apparizione in tribunale a Londra per seguire una delle udienze sul «crack» bancario del quale è accusato. E così la bionda e avvenente donna ucraina è stata doppiamente fatale.

Donne e denaro, come prevedono i più classici intrighi d'autore. La rivalità tra Nazarbayev e Ablyazov si è infatti giocata sul doppio binario politico-finanziario. Dopo la nascita della Repubblica del Kazahstan Ablyazov fa fortuna negli affari grazie all'appoggio di Nazarbajev, ma quando da ministro dell'Energia chiede le riforme per attenuare il gap sociale ma soprattutto per «legalizzare e legittimare l'enorme ricchezza accumulata anche con metodi pochi puliti», spiega Yevgeniv Zhovtis, presidente dell'Ufficio per i diritti umani del Kazakhstan. Nazarbayev inizia a infuriarsi. La fondazione, da parte dell'imprenditore, del partito di opposizione «Scelta democratica» segna la fine dei rapporti.

Ablyazov viene condannato per «abuso di potere» a sei anni, ma dopo dieci mesi esce dietro promessa di non fare più politica. Nel 2005 Nazarbajev lo richiama da Mosca per dirigere la Bta Bank, uno dei quattro gioielli finanziari del Kazakhstan, l'unico a non avere partecipazioni statali nel suo azionariato.

Con la gestione di Ablyazov la banca rafforza la sua posizione di «system forming», ovvero di orientamento verso una clientela più facoltosa, grazie a una politica di tassi di prestito minimi e uno spread alto sulla compravendita in valuta straniera. Nazarbajev non ha nulla da eccepire, ma col tempo Bta va così bene che fa gola anche a lui.

Così tenta di intromettersi quando Bta investe in Georgia ai tempi delle tensioni con la Russia, però Mosca non si dimostra disturbata dalla scelta e quindi il presidente kazako non ha il pretesto per intervenire. Se la finanza non lo aiuta, lo fa la politica: quando Ablyazov torna in campo al fianco dell'opposizione, il presidente lo considera un doppio tradimento e lo costringe alla fuga, nel 2009. Il presidente nazionalizza la banca e fa emettere un mandato di cattura per il suo ex timoniere con l'accusa di aver rubato cinque miliardi di dollari.

La gestione Nazarbajev però non funziona, le garanzie sulle linee di credito senza Ablyazov vengono meno e i prestatori vogliono i loro soldi. Ma a fronte di una crescita dei prestiti del 100% in quattro anni i depositi erano aumentati assai meno, e liquidare era impossibile.

«Ricordo che i banchieri in Europa erano infuriati, specie Commerzbank», racconta Anatoliy Weisskopf, corrispondente di «Deutsche Welle», il giornalista che più di ogni altro ha investigato sulla vicenda. La crisi finanziaria fa il resto. Nazarbayev avvia la ristrutturazione e offre ai creditori 18 centesimi per ogni dollaro: «O così o nulla». È l'ultimo atto di una storia che segna la fine degli splendori del gioiello centro-asiatico e, ora, rischia di segnare quella di Ablyazov.

 

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