netanyahu assemblea onu

“CHI E’ USCITO E’ UN CODARDO” – IL PREMIER ISRAELIANO BENJAMIN NETANYAHU PARLA DAVANTI ALL'ASSEMBLEA ONU SEMIVUOTA PER L'ASSENZA DI MOLTE DELEGAZIONI, CHE HANNO ABBANDONATO LA SALA PER PROTESTA - "BIBI" RIVENDICA LA RISPOSTA AL 7 OTTOBRE: “LE ACCUSE DI GENOCIDIO A GAZA RIVOLTE A ISRAELE SONO LA PIÙ GRANDE BUGIA DEL SECOLO, NOI ABBIAMO EVITATO UN GENOCIDIO: QUELLO DEGLI EBREI” – “LE VIOLENZE DEI COLONI IN CISGIORDANIA? OPERA DI UNA MANCIATA DI GIOVANI DELINQUENTI” – NETANYAHU, CHE RISCHIA DI PERDERE LE ELEZIONI, ATTACCA I NEMICI: SINWAR, KHAMENEI, ERDOGAN, IL QATAR E PURE MAMDANI: “UN SINDACO ANTISEMITA, ORA GLI EBREI A NEW YORK HANNO PAURA” – NESSUN INCONTRO CON TRUMP E LA BATTUTA AGGHIACCIANTE SUL “CERCAPERSONE” CHE MOSTRA ALL’ASSEMBLEA: "HEZBOLLAH SE LO RICORDA, ECCOME..." - VIDEO

 

 https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/24/video/netanyahu_allonu_attacca_mamdani_sindaco_antisemita_gli_ebrei_a_new_york_ora_hanno_paura-425605902/?ref=RHRT-BG-P1-S1-T1-vd01

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/24/netanyahu-cercapersone-onu-hezbollah-video/8517340/

 

 

1 - NETANYAHU SFIDA L’ONU “A GAZA NESSUN GENOCIDIO ABBIAMO EVITATO IL NOSTRO” 

Gabriella Colarusso per “la Repubblica” - Estratti

 

L'abito blu scuro, la cravatta rossa, il tono grave e ritmato. Le parole chiave che ritornano: «scelta», «combattere», «minaccia esistenziale», «genocidio». Al palazzo di Vetro di New York, Benjamin Netanyahu prova a costruire la sua contronarrazione. Arriva alle Nazioni Unite con l'onnipresente moglie Sarah, la scorta e una video con la colonna sonora da film d'azione che annuncia un discorso all'attacco. In realtà, il premier israeliano sembra molto sulla difensiva. 

Netanyahu mostra un cercapersone

 

Porta sulle spalle l'orrida conta dei 70mila morti a Gaza e l'incognita di guerre aperte senza che si veda una soluzione politica. Ed è su quella parola che Netanyahu vuole provare a rovesciare il racconto: «Le accuse di genocidio a Gaza rivolte a Israele sono la più grande bugia del secolo, noi abbiamo evitato un genocidio: quello degli ebrei», ripete. Il 7 ottobre è il totem da cui tutto inizia e in cui tutto finisce. «I terroristi di Hamas hanno bruciato vivi i bambini davanti ai loro genitori, stuprato le donne. I nostri nemici si aspettavano che collassassimo ma ci siamo alzati e abbiamo combattuto come leoni. E continueremo a combattere perché non abbiamo altra scelta», dice, citando le parole del fratello Yoni, soldato morto durante l'operazione Entebbe nel 1976 per salvare gli ostaggi israeliani ed ebrei del volo Air France 139. 

 

assemblea onu mentre parla netanyahu

Nell'aula in larga parte abbandonata dai delegati di molti Paesi mentre parla Bibi, applaudono solo gli israeliani. Un diplomatico dell'Iran ha lasciato sulle sedie vuote una foto del generale Soleimani, ucciso dagli americani a Baghdad nel 2020. Netanyahu rivendica il diritto di muovere guerra all'Iran, «una delle decisioni più facili che abbia mai dovuto prendere», definisce «codardi morali» i delegati che hanno lasciato l'assemblea: «Difendendo se stessa, Israele difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest'aula». 

 

Su tutti i fronti, attacca, l'imperativo è non mostrare cedimenti, dubbi. Le violenze dei coloni in Cisgiordania? Poca cosa, opera di una «manciata di giovani delinquenti». Non la chiama mai Cisgiordania, per lui è Giudea e Samaria, «la nostra terra», circondata da nemici.

Netanyahu assemblea onu

Li enumera, uno ad uno. Erdogan, il presidente turco, «un antisemita» che «ha ucciso migliaia di curdi, imprigiona gli oppositori, nega il genocidio degli armeni e vorrebbe governare a Gerusalemme ma non lo farà». Il Qatar, che «ha investito miliardi nelle università americane e in al Jazeera per fare il lavaggio del cervello ai giovani occidentali: odiate l'America, odiate Israele».

 

E ancora: il sindaco di New York Mamdani, «un antisemita»: da quando governa la città, sostiene il premier israeliano, «gli ebrei non si sentono più al sicuro». Rivendica pure il Golan, Netanyahu, evocando il presidente siriano al Sharaa. E ricorda quelli che considera successi «contro i terroristi»: l'uccisione di Nasrallah, l'ex leader di Hezbollah, che nomina mostrando un cercapersone, di quelli usati nella campagna contro la milizia libanese; quella di Sinwar, capo di Hamas; e di Khamenei, l'ex guida suprema dell'Iran. Teheran, ancora la sua ossessione. Mostra un ripetitore Starlink e pronostica la «caduta del regime»: i «tiranni dell'Iran» temono la rivolta del «coraggioso popolo iraniano», è per questo che provano a censurare Internet. 

 

(...)

 

2 - NETANYAHU ALL’AULA VUOTA: «NO ALL’ATOMICA IRANIANA, I COLONI VIOLENTI SONO POCHI» 

Davide Frattini per il “Corriere della Sera” - Estratti

assemblea onu mentre parla netanyahu

 

Cinquecento cartelloni digitali, sparsi per Manhattan, concentrati attorno al Palazzo di Vetro, visibili nel traffico di New York affissi sulle fiancate dei camion. Le scritte cambiano, il messaggio resta lo stesso: «L’Iran non può avere la bomba atomica», «È un regime terrorista». Soprattutto: «Da che parte state?». 

 

Perché in questo settembre, più di ogni altro in passato, Benjamin Netanyahu parla all’Assemblea generale perché a casa gli elettori israeliani intendano. 

Così la sfida per dimostrare di essere l’unico che tiene testa ai potenti del mondo inizia ancora prima di decollare, un’occasione che gli offre Zohran Mamdani, il sindaco della metropoli.

 

Pochi giorni fa lo ha accusato di essere «l’architetto di un orrendo genocidio contro i palestinesi» e Bibi ha minacciato in risposta: «Alle Nazioni Unite dirò la verità sui nostri eroici soldati. E su di te». In un manifesto per la sua campagna elettorale ha messo Mamdani a fianco di Ali Khamenei e Hassan Nasrallah: «Vogliono che Netanyahu perda, non lasciarli vincere». 

 

(...)  Accorciare la visita gli serve anche a giustificare perché non sia riuscito a organizzare un incontro con il presidente Donald Trump, sperava in una stretta di mano che allargasse il supporto degli israeliani da qui alle elezioni di fine ottobre. «Netanyahu ritorna sul palcoscenico preferito, ma questa volta i riflettori illuminano qualcosa di diverso: il suo isolamento», commenta il Wall Street Journal . 

yonatan netanyahu 1

 

(...)

Accusa Mamdani di antisemitismo — «gli ebrei non si sentono più sicuri a New York» —, cita i «mi piace» della moglie Rama Duwaji a messaggi che celebravano l’invasione dei fondamentalisti, gli grida davanti alle telecamere: «Incolparci di genocidio è la più grande menzogna del secolo».

 

ZOHRAN MAMDANI - DELIVERY PROTECTION ACT

Il sindaco di New York rispedisce le accuse al mittente: «Mente per coprire il genocidio». Sempre per i sostenitori della destra in patria, Netanyahu definisce i coloni violenti «una manciata di teppisti, al massimo 150», minimizza i loro raid contro i palestinesi: «Sradicano ulivi, tirano pietre, appiccano qualche incendio, parliamo al massimo di una o due vittime». In realtà l’Onu calcola che nei primi mesi di quest’anno almeno 23 palestinesi sono stati uccisi in assalti dei coloni. Chiama la Cisgiordania con il nome biblico di Giudea e Samaria. 

 

È ai territori occupati che — in un videomessaggio registrato perché per la seconda volta gli americani non gli hanno concesso il visto di ingresso — il presidente Abu Mazen si riferiva denunciando un piano per «espellere i palestinesi dalla loro terra»: «È un momento di grande pericolo per il nostro popolo, la soluzione dei due Stati va salvata». 

 

benjamin netanyahu e donald trump alla casa biancaJared Kushner e benjamin netanyahu

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