COME SI E’ ARRIVATI AL COMPROMESSO SU MALAGO’ COMMISSARIO FIGC? IL CONI AVEVA PAURA DI PERDERE IN GIUNTA, MA SOPRATTUTTO AL TAR, CON LA CONSEGUENTE CRISI E IL POSSIBILE PASSO INDIETRO DEL PRESIDENTE BUONFIGLIO. A QUEL PUNTO, E' MATURATO IL COMPROMESSO: LA FIGC SARA' COMMISSARIATA PER DUE MESI, MALAGO’ RESTA AL VERTICE E POI SI RICANDIDERA’ ALLE ELEZIONI PREVISTE TRA DICEMBRE E GENNAIO. L’EX PRESIDENTE DEL CONI, CHE HA INCASSATO L'APPOGGIO DELLA LEGA SERIE A, SARÀ L’UNICO CANDIDATO IN CORSA ALLA PRESIDENZA DEL CALCIO ITALIANO. A QUESTO PUNTO A COSA SERVE IL COMMISSARIAMENTO? A PERDERE ALTRO TEMPO?
Elisabetta Esposito per gazzetta.it - Estratti
(…) la soluzione appare quasi surreale: Malagò commissariato e Malagò commissario.
GIOVANNI MALAGO' LUCIANO BUONFIGLIO
In realtà dietro c’è molto più di un apparente corto circuito. Il colpo di scena è arrivato ieri quando il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha chiamato Malagò chiedendogli un incontro questa mattina prima della Giunta chiamata a esprimersi sulla situazione della Figc.
Il Coni all’ultimo momento cerca una mediazione e il motivo è piuttosto chiaro: si è reso conto che, nonostante tutti gli sforzi, il rischio che la proposta di commissariamento fosse respinta era alto e quello di perdere poi i ricorsi davanti alla giustizia ordinaria ancora di più. Per questo ha scelto di fare un passo indietro, cercando un accordo che eviti una spaccatura della Giunta. Stiamo parlando, ricordiamolo, dell’organo di governo del Coni e se si esprimesse contro il suo presidente lo metterebbe in una posizione decisamente scomoda, tanto da renderne opportune le dimissioni. E non sarebbe stato affatto bello nemmeno uscire sconfitti al Tar.
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 109
Meglio allora ragionare insieme, smussando gli angoli e cercando un accordo. Quale? A questo punto è praticamente certo che la Figc venga commissariata pagando il prezzo per l’errore commesso al momento dell’ammissione della candidatura di Malagò, ma che lui stesso diventi il commissario. Il presidente Figc valuterà attentamente la proposta, chiedendo le necessarie garanzie, ma è probabile che alla fine una quadra si trovi e la soluzione venga approvata sia dalla Giunta in blocco che dal Consiglio Nazionale.
Che cosa succederà poi? A brevissimo Malagò versione commissario convocherà nuove elezioni, che da Statuto dovranno tenersi tra i 60 e i 90 giorni dopo l’atto. Il presidente/commissario non vuole perdere tempo, anche per ridare in fretta stabilità a quella Federazione che meno di quattro mesi fa lo ha sostenuto con quasi il 70% delle preferenze. Quindi si ricandiderà, questa volta sventolando la fantomatica tessera federale che prenderà durante il commissariamento, rimettendosi in gioco per continuare la famosa «rivoluzione culturale» del sistema calcistico italiano che per ora — a causa di una sequela di problemini e problemoni — si è solo intravista. È facile che sia l’unico candidato in corsa, anche se qualche nuova trattativa sarà comunque necessaria.
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 109
Di certo quanto accaduto ieri nell’assemblea informale della Lega Serie A è un bel segnale anche in prospettiva. In una dura nota i club hanno espresso il loro "completo supporto" a Malagò, ritenendo "del tutto inopportuno" il commissariamento, ovviamente se avesse implicato rivoluzioni o possibili ingerenze politiche.
Ma come si è arrivati a questo punto? Malagò nell’ultimo periodo aveva conquistato la fiducia di diversi membri di Giunta, in particolare dei rappresentanti di atleti e tecnici impressionati per come stesse difendendo la Federazione e lo sport nella sua autonomia.
luciano buonfiglio giovanni malagò
La famosa conta delle preferenze tra i 15 votanti in Giunta (al netto di tutte le possibili questioni sul conflitto d’interessi che comunque potrebbero avere avuto un loro peso) stava diventando quindi sempre meno favorevole al commissariamento promosso da Buonfiglio.
Poi c’è l’importante capitolo pareri. Anche se in Giunta probabilmente non sarebbero riusciti a cambiare troppo le cose, di certo le riflessioni espresse dagli esperti sentiti dalla Federcalcio hanno fatto parecchio rumore, non solo al Coni ma anche dalle parti di Palazzo Chigi.
Ci si è resi conto che, ammesso che fosse arrivata una comunque difficile vittoria all’interno del Coni, difficilmente ci si sarebbe salvati davanti a Tar e Consiglio di Stato.
Merito soprattutto del passo avanti che ha fatto la Figc, guidata in quest’operazione dal suo legale Giancarlo Viglione, rispetto a quanto chiesto dal Coni ai suoi quattro giuristi di fiducia. La scelta di interpellare tre dei cinque esperti — tra cui Bernardo Mattarella — sul commissariamento come "atto dovuto" ha fatto registrare un importante punto a favore di Malagò.
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FIGC, VOTO A DICEMBRE
Mario Canfora per gazzetta.it - Estratti
luciano buonfiglio giovanni malago elena vaccarella foto mezzelani gmt 032
Se accordo dovrà essere, l’obiettivo sarà poi di concludere tutto l’iter ragionevolmente in tempi rapidi per restituire nuovamente alla Figc un presidente senza più ombre. Un presidente che presumibilmente verrà eletto in un tempo che va dai 60 ai 90 giorni.
Giovanni Malagò dovrebbe essere l’unico candidato alla prossima tornata elettorale, proprio per non interrompere il percorso che ha iniziato il 22 giugno scorso, quando fu eletto al primo scrutinio con il 68,58% delle preferenze (343,084 voti), mentre l’altro candidato, Giancarlo Abete si fermò al 29,17%, (145,936 voti), mentre le schede bianche furono il 2,25% nella giornata in cui i 266 delegati presenti scrissero con il loro voto una nuova pagina della storia del calcio italiano
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