DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…
DAGOREPORT
È già finita la luna di miele fra il presidente di Leonardo, Francesco Macrí, e l’amministratore delegato Lorenzo Mariani? Così è (se vi pare).
Del resto, i ferri corri fra i vertici della partecipata pubblica della difesa nostrana sono stati una costante in piazza Montegrappa: in passato duellarono Luciano Carta e Alessandro Profumo, seguiti a ruota da Roberto Cingolani e Stefano Pontecorvo; ma questa volta i nostri eroi, Macrì e Mariani, avrebbero raggiunto lo stadio dello scazzo in pochi mesi (sono stati nominati il 7 maggio).
I motivi, alla fine, sono sempre gli stessi: il potere, la ripartizione sulle deleghe e l’ossessione per il rapporto con la politica, considerato il bene più prezioso per ottenere la riconferma a fine mandato.
Macrì, soldato aretino di Fratelli d’Italia in quota del corregionale toscano Donzelli, era stato indicato alla sua prima esperienza da presidente di una partecipata anche su pressione del duplex Lollobrigida-Crosetto, mentre la sostituzione di Cingolani con Mariani fu ispirata e gestita e motivata (“scelta industriale”) dall’eminenza grigia di ‘’Pa-Fazzo’’ Chigi: cambiato lo “schema di gioco da adottare”, era necessario un nuovo Ad, più adatto alla nuova fase.
roberto cingolani stefano pontecorvo lorenzo mariani
Mariani, svezzato e cresciuto nella Finmeccanica di Guarguaglini, ha sempre coltivato un ottimo rapporto con la politica (da Lorenzo Guerini, suo amico strettissimo che lo tolse dalle grinfie di Profumo, a Crosetto fino a Fazzolari), e di certo non ha voglia di essere mediato dal suo presidente.
Il primo braccio di ferro è iniziato con la distribuzione delle deleghe fra il presidente e l’Ad. La spuntò Mariani che alla democristiana diede a Macrì una lunghissima lista di deleghe (rapporti istituzionali, le fondazioni, la sostenibilità, la sicurezza, le filiere etc. etc.), ma tutte gestite “congiuntamente con il Ceo”. E Mariani, a quanto pare, non gli fa toccare palla.
E allora, via ad una continua rincorsa fra i due di incontri riservati e conferenze pubbliche, promesse e interviste, richieste e lamentele sull’altro (chi più ne ha, più ne metta), per far capire al mondo esterno chi pesa di più in Leonardo.
Ogni incontro deve essere esclusivamente separato e se possibile fatto all’insaputa dell’altro per evitare che possa essere convolto negli incontri e magari nelle foto. Attriti si estendono anche fra i consiglieri che si sentono esclusi e che rivendicano (non si sa a quale titolo) visibilità e gestione delle relazioni.
A piazza Montegrappa, come al solito, gli staff sono già impazziti e il malumore va di pari passo col disordine. In questo gioco di rincorse nell’ostentazione del potere non potevano mancare i lavori per ingrandire i rispettivi uffici. Hai visto mai che qualcuno possa dire che uno ha l’ufficio più piccolo dell’altro.
E così ad agosto a pochi giorni dal nuovo insediamento è partito il mega ampliamento degli ambienti riservati al presidente e all'Ad. Il nuovo layout prevede infatti spazi extra, buvette da grand hotel, arredamenti cool…
Leonardo
leonardo finmeccanica
sede di Leonardo ex Finmeccanica a Vergiate - varese
LA SEDE DI LEONARDO FINMECCANICA A PIAZZA MONTE GRAPPA
sede di Leonardo ex Finmeccanica a Vergiate - varese
LORENZO MARIANI ROBERTO CINGOLANI
pierfrancesco guarguaglini
lorenzo mariani foto di bacco (1)
lorenzo mariani e carmine masiello 1000miglia



