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DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

DAGOREPORT

GIORGIA MELONI AL MARE - FOTO CHI

Splash! Giorgia, t’hanno rimasto sola! Dopo la vacanza alla Maddalena, la Meloni rischia di finire direttamente all’esilio a Sant’Elena, come Napoleone.

 

La gloria di aver riacquistato un ruolo di leadership in Europa, dopo il fallimento a colpi di "vaffa" della sua "relazione speciale" con Trump, incornando il leader spagnolo Sanchez, è durata lo spazio di 48 ore.

 

La famosa lettera, buttata giù insieme alla premier danese Mette Fredriksen, e firmata da 22 Stati Ue, è rimasta "lettera morta" che si è poi trasformata in un boomerang: dopo la firma, i leader le hanno fatto ghosting, guardandosi bene dal sospendere il trattato di Schengen con la Spagna.

 

GIORGIA MELONI METTE FREDRIKSEN

Tutti hanno tra i piedi i loro Vannacci-Vox-Afd, nessuno vuole dimostrare di essere indifferente al dossier migranti, ma poi, di fronte al rischio rottura di una delle basi dell’Unione, hanno fatto i "morti a galla", lasciando di fatto sola l’Italia.

 

Dopo l’intervento, democristianissimo, del commissario Ue alle migrazioni, Magnus Brunner (“Il sistema Ue ha retto, ma va aumentata la cooperazione”), a far saltare definitivamente la resurrezione politica di Giorgia Meloni, è stato il “vaffa” inaspettato di Friedrich Merz.

 

Come scrive oggi su “Repubblica” Lorenzo De Cicco, la premier è rimasta “spiazzata” dalla sortita del Cancelliere (il “Muro di Berlino”, spara oggi in prima pagina “il Giornale”), che vuole rispedire in Italia i migranti “secondari” arrivati nei land tedeschi dopo un primo approdo sulle coste italiche.

 

il giornale - il muro di berlino

Scrive De Cicco: “Dopo la fragorosa crisi diplomatica con Madrid, Giorgia Meloni vorrebbe evitare strappi anche con la Germania di Friedrich Merz, che in teoria è considerato un leader ‘amico’, persino in sintonia con Roma sulle politiche migratorie: è entrato nel gruppo capeggiato da Italia e Danimarca che si riunisce prima dei summit brussellesi, proprio per discutere d’immigrazione”.

 

“Meloni – continua De Cicco -, è in una strettoia. Ai piani alti di FdI se la prendono sottovoce con Merz, che sarebbe mosso ‘da ragioni elettorali’, uno ‘sfoggio di muscoli’ per arginare l’avanzata dell’Afd, ‘in Sassonia’ in particolare. Sono in realtà le stesse critiche rivolte dalla Spagna a Meloni su Ceuta.

 

SANTIAGO ABASCAL CON GIORGIA MELONI

Ognuno ha il suo Vannacci. La sponda della Germania però è cruciale per Meloni, molto più di quella con la Spagna. Dopo ore tribolate e contatti informali tra Palazzo Chigi e la cancelleria tedesca, il governo ha deciso di tenere il punto.

 

Fonti del Viminale hanno fatto sapere che considerano ‘azzerati’ tutti i presunti ‘dublinanti’ (i migranti secondari, disciplinati dal trattato di Dublino) ‘arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026’.

 

[…]  I problemi sono due. Il primo: la Germania ha fretta, vuole che ripartano subito i trasferimenti. Il governo italiano al contrario frena […]”.

 

Davanti al "Muro di Berlino", alla sirenetta del Colle Oppio, in vacanza alla Maddalena, non è rimasto altro che pigiare il pedale del frena: non può permettersi di trattare Merz come un Sanchez qualunque, vuole restare aggrappata alla giacchetta del cancelliere tedesco perché è l'unico salvagente che le è rimasto nel Vecchio Continente, e ha mandato avanti il povero Piantedosi per una replica annacquatissima allo strappo tedesco.

 

migranti invadono ceuta

Da parte sua, la premier si è limitata a postare su Instagram messaggi e foto con la premier danese Mette Fredriksen (socialdemocratica ma ferocemente anti-migranti, avendo capito che la gestione dei richiedenti asilo è un tema prioritario per i cittadini). 

 

La situazione, però, potrebbe diventare incandescente nelle prossime ore, con il possibile intervento di Ursula von der Leyen da Bruxelles.

 

La presidente del governo esecutivo europeo sarebbe intenzionata a chiudere entro ferragosto la folle corrida tra Italia e Spagna, ''invitando'' di conseguenza Meloni a un passo indietro, rimangiandosi il trattato di Schengen e i controlli alle frontiere.

 

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

I segnali che arrivano da Palazzo Berlaymont non sono affatto rassicuranti, come ricorda ancora De Cicco: “La Commissione europea non commenta la disputa, ma già lo scorso 15 luglio aveva inviato all’Eurocamera un duro report sui migranti dei movimenti secondari.

 

Lodando gli sforzi di Grecia e Spagna, mentre per l’Italia registrava annotazioni critiche: dall’entrata in vigore del nuovo patto migranti, il 12 giugno, 8 paesi ci hanno chiesto di riaccogliere 12 migranti. Ma nessuno è rientrato.

 

La Commissione avverte l’esecutivo che ‘uno Stato ricevente non può rifiutare un trasferimento e deve proporre una data alternativa’ per farlo. Da qui l’invito ‘a rimuovere gli ostacoli, interrompendo le pratiche che finora hanno impedito i trasferimenti’”.

 

pedro sanchez e ursula von der leyen

Aggiunge “Politico.eu”: “il dossier si è ormai spostato dalla gestione immediata dell'afflusso migratorio alla necessita' di trovare una "via d'uscita" politica che permetta a Roma e Madrid di ridurre le misure senza apparire sconfitte sul piano interno”.

 

E' probabile che per salvare la faccia e i cavoli, da leader che è imbattibile su come comunicare propaganda e panzane, la "Gigiorgia" di Trump sparerà le solite supercazzole con scappellamento a destra, ma la corrida italo-spagnola potrebbe lasciare qualche incornata anche nella sua maggioranza.

 

Antonio Tajani

Come hanno ricostruito nei giorni scorsi i retroscenisti, all'iniziativa della Meloni ha provato inutilmente ad opporsi Antonio Tajani: come ministro degli esteri, per ragioni di grammatica istituzionale; come vice-presidente del Ppe, il partito popolare europeo di Ursula von der Leyen; e come leader di Forza Italia, finito sotto schiaffo di Marina e Pier Silvio Berlusconi.

 

E la Famiglia di Arcore ha interessi enormi in Spagna, a partire da TeleCinco, prima tv commerciale iberica.

 

E' difficile pensare che le tensioni con Madrid  lascino indifferente il presidente di MfE-Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. 

 

Migranti

Comunque va detto che il disprezzo di Trump per Sanchez che rifiuta di scucire il 5% per la difesa Nato e nega l'uso delle basi militari spagnole agli aerei Usa diretti verso l'Iran, non c'entra nulla con la Plaza de toros messa in piedi dalla Meloni: il Bestione di Washington è lontanissimo ormai delle vicende europee, e se ne fotte delle beghe di piccolo cabotaggio tra gli stati "scrocconi" e "parassiti" dell’Ue.

 

L'attacco della "Thatcher immaginaria" della destra europea al leader socialista spagnolo sarebbe bensì frutto di un calcolo politico, insufflato da quel torello di Santiago Abascal, leader di Vox, partito sovranista caro alle casse della galassia MAGA in grande ascesa nei sondaggi.

 

MEDIASET ESPANA - TELECINCO

Lady Giorgia sa bene che sul tema migranti e sicurezza si giocheranno le elezioni del 2027. E con il generale Vannacci che soffia sul fuoco, con i sondaggisti che prevedeno che Futuro Nazionale possa arrivare al 10% già in autunno, non può perdere tempo. Va ribadita la supremazia a destra di Fratelli d'Italia.

 

Qui, magari, si inserisce il “consiglio” dell’amato Santi Abascal: il governo di Pedro Sanchez traballa, è accerchiato dalle inchieste sulla corruzione e la crisi di Ceuta può essere il colpo di grazia.

 

PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI

“Yo soy Giorgia” non se l’è fatto ripetere due volte: Meloni vede in Sanchez, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, il suo nemico più acerrimo.

 

Infatti, se i controlli per chi è diretto in Spagna costringono i viaggiatori a ore estenuanti in aeroporto, sta succedendo qualcosa di strano anche a chi ha deciso di svacanzare in Francia.

 

C’è chi segnala lunghe code, anche di due ore alla frontiera per controllare passaporti e carte di identità: è solo il caos per l’esodo della settimana di Ferragosto o uno scherzetto di Parigi per manifestare solidarietà a Madrid? Ah, saperlo...

GIORGIA MELONI BAMBINA ALLE CANARIE

 

 

 

 

 

 

 

telecinco

 

FRANCIA O SPAGNA, PURCHE SE LAGNA - MEME BY EMILIANO CARLI

 

friedrich merz ursula von der leyen

ANTONIO TAJANI - URSULA VON DER LEYEN - MANFRED WEBER - DONALD TUSK

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MACRON SANCHEZ 22

GIORGIA MELONI E SANTIAGO ABASCAL AD ATREJU 2023

 

 

 

 

 

 

 

mette fredriksen e giorgia meloni foto lapresse

 

SANTIAGO ABASCAL CON GIORGIA MELONI

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