andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

DAGOREPORT

andrea stroppa foto lapresse 1

Come nasce l’incontro tra il vispo Andrea Stroppa, luogotenente di Musk in Italia, e Beppe Grillo? Il fu "Elevato" del M5s è un nuovo interlocutore dell’uomo più ricco del mondo, uno dei capoccini della destra tecnologica?

 

L'ex comico genovese, come al solito, la butta in caciara: “Elon ci tiene troppo”, ha ironizzato parlando con Tobia De Stefano della “Verità”.

 

Che Musk stia puntando sul vecchio comico è un'esagerazione. Piuttosto, si sono "annusati". Con la mediazione di Stroppa. 

 

beppe grillo pulp podcast 8

Per capire come si è arrivati al pranzo di Grillo con l’ex hacker, che da giovanissimo collaborava con Renzi, serve un po’ di contesto.

 

La destra americana del mondo “Maga”, quella galassia informe che va da Elon Musk a Peter Thiel e i suoi deliri sull’Anticristo, fino ai vecchi falchi dell’establishment repubblicano come Marco Rubio, è in piena ebollizione: guarda al dopo-Trump, ormai pronto per il "carrello dei bolliti".

 

Il "Deragliato mentale" della Casa Bianca è ormai un volto in via di rottamazione. Già alle midterm di novembre, in caso di vittoria dei democratici (certa alla Camera, a rischio al Senato), potrebbe trasformarsi in un’anatra in carrozzina, cioè avrà ben poche possibilità a governare. Trump, a meno di forzature anticostituzionali, non potrà essere ricandidato per un eventuale terzo mandato. Quindi tra due anni, fora di ball. 

 

E l'universo poliforme che tiene dentro i "Maga" e la destra americana si è mosso: in casa, per le presidenziali del 2028, sembra ormai trovata la quadra sulla candidatura di JD Vance, attuale vicepresidente in ottimi rapporti con Thiel (di cui è stato dipendente alla Mithril Capital). Ma nella gestione degli "affari esteri", con la galassia dei partiti "amici" in giro per il mondo, le cose si complicano.

 

JD VANCE PETER THIEL

La politica di potenza americana si basa su equilibri di ampio respiro: se il mondo è il cortile di casa dell’America, bisogna che anche i governi e i partiti degli altri Paesi giochino di sponda con quelli statunitensi.

 

È la base del successo degli Stati Uniti dal secondo Dopoguerra. Un ragionamento strategico che anche l’apparentemente becera destra trumpiana sviluppa con intelligenza.

 

PER UN EFFETTO OTTICO, AL CONGRESSO DI AFD COMPAIONO I BAFFETTI SUL VOLTO DI ELON MUSK

Il Cavaliere Nero della tecnodestra, Peter Thiel, sta puntando tutto sul Sudamerica, in particolare sull'Argentina, in modalità “proconsole”. Ha un ottimo rapporto con il presidente Javier Milei, con cui condivide la linea anarco-libertaria, e soprattutto ne apprezza i tagli fiscali, e quelli alle regolamentazioni.

 

Il co-fondatore di Palantir sta investendo fior di miliardi in Patagonia per sfruttare le pianure spopolate e costruire massicce infrastrutture di data center e supercalcolo.

 

Non solo, con 76 milioni di dollari si è garantito una quota della società petrolifera Vista Energy, e ha anche comprato una "casetta" a Buenos Aires: un mega-villone da 12 milioni di dollari.

 

peter thiel, elon musk fondatori di paypal

Se Thiel punta tutto su Buenos Aires, a Musk interessa soprattutto l’Europa.

 

L’Unione Europea è il nemico numero uno del fondatore di Tesla e SpaceX: le autorità regolatorie di Bruxelles, con i loro vincoli, le loro direttive, bandi, sanzioni e ossessioni per la privacy, causano grosse rotture di cojoni a Elon.

 

Che, di conseguenza, ha tutto l’interesse a destabilizzare politicamente l’Europa. Come? Puntando sui molti movimenti anti-sistema che pullulano nel Vecchio Continente.

 

GIORGIA MELONI ELON MUSK

In Germania, Musk ha trovato soddisfazione: ha puntato in tempi non sospetti sui post-nazisti di Afd, supportati pubblicamente su “X” e con la partecipazione ai congressi (il sostegno finanziario, pur probabile, non è mai stato provato), e l’operazione sta avendo i suoi frutti.

 

Alternative fur Deutschland sbanca le elezioni nei Land dell’Est ed è il primo partito anche a livello nazionale.

 

In Francia invece Musk e il mondo “Maga” fanno fatica: ci sarebbe Marine Le Pen, ma la bionda valchiria transalpina non scalda i cuori a stelle e strisce. Vuoi per la sua rigidità caratteriale (è una tignosa, difficile da smuovere), vuoi per il suo radicato nazionalismo anti-americano e vuoi anche il rapporto con Putin (con tanto di finanziamenti ricevuti dalla Russia), non è un nome potabile per Elon & friends. Ci sarebbe l'ultradestro Zemmour, ma su di lui ci sono già le manine del finanziere bretone Vincent Bollore'.

 

elon musk matteo salvini

E in Italia? Musk ha intuito che Roma è il ventre molle del Vecchio Continente: un paese, più di altri, permeabile alle ingerenze straniere. Nella ricerca di un cavallo su cui puntare, Mr Tesla ha via via spostato le sue fiches.

 

All'inizio si era infatuato di Giorgia Meloni, che ha poi sfanculato dopo la delusione per il mancato affare Starlink. Poi ha avuto una breve simpatia per Salvini, per poi capire che la parabola politica del segretario della Lega è ormai declinante.

 

E qui si arriva a Beppe Grillo.

Difficile pensare che Musk (che è uno spostato ketaminico ma non è scemo) creda che un quasi 80enne, senza più un partito in mano, sempre più malinconico fino alla depressione, possa rappresentare una leva con cui influenzare la politica in Italia.

 

Certo, BeppeMao è stato un tipino che in mano all'emeninza grigia e tecno-visionaria di Gian Roberto Casaleggio, è riuscito a fondare un movimento e in pochi anni a issarlo al 33%. Ma oggi è il trascina-folle che sa ancora incantare gli elettori con il suo bla-bla da attore consumato? La sua recente performance al podcast di Fedez, pur smitragliando battutine e sentenze, ha mostrato che il suo tempo da frontman è concluso.

 

beppe grillo

Più probabile che l'incontro con il riccioluto Stroppa rientri in una manovra “preparatoria”: raccogliere spunti, idee, fiutare possibilità, valutare scenari.

 

Musk, interessato a creare un po’ di caos nello scenario politico italiano, potrebbe aver consigliato al suo luogotenente, Andrea Stroppa, di tastare il terreno, incontrando tutti coloro che possano essere utili alla causa, compreso Grillo (che qualche calcione qua e là, nella politica italiana lo darebbe volentieri, con il Conte Travaglio in testa).

 

E Vannacci? Il generale di Futuro Nazionale è guardato con sospetto dai "Maga" e dalla tecno-destra americana: pur appoggiandolo, nessuno a Washington si fida ciecamente di lui: a quanto pare, non sarebbe ideologicamente "manipolabile" come quelli di Afd.

 

Sull'ex generale della Folgore, che con l'irresistibile ascesa del suo partito ha fatto felice quello svalvolato ketaminico di Musk, smanioso come una scimmia di dare una lezione alla "traditrice" Meloni, al di là dell'Atlantico amano vederci chiaro, prima di muoversi...

 

 

JD VANCE SENZA BARBA QUANDO LAVORAVA CON PETER THIEL

VIDEO SU GIORGIA MELONI REALIZZATO CON GROK E PUBBLICATO DA ANDREA STROPPA

 

matteo salvini elon muskBeppe Grillo beppe grillo antonio di pietro BEPPE GRILLO SU BILD jpegpeter thiel incontra javier milei in argentinagiorgia meloni e elon musk all atlantic council 2GIORGIA MELONI ELON MUSKGIORGIA MELONI - ELON MUSK - ATLANTIC COUNCIL

 

ELON MUSK E GIORGIA MELONI

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