goffredo bettini vladimir putin

DALLA CORRENTE “THAILANDESE”, BETTINI È PASSATO A QUELLA RUSSA – IL GRAN CIAMBELLONE DEM SCRIVE UNA LETTERA AL “CORRIERE DELLA SERA” DOVE FA COPIA-INCOLLA DELLA PEGGIORE PROPAGANDA DEL CREMLINO SULLA GUERRA IN UCRAINA: “L’EUROPA HA INGIGANTITO IL PERICOLO, CANCELLANDO TOTALMENTE LE RAGIONI CHE HANNO PORTATO ALLO SCONTRO. NON HA COMPRESO IL GRAVE ERRORE DI PORTARE LA NATO AI CONFINI RUSSI, NON SI È FATTA CARICO DELLE CONDIZIONI DELLA POPOLAZIONE RUSSOFONA DEL DONBASS. HA TRASFORMATO ZELENSKY IN UN SIMBOLO UNIVERSALE, ASSAI POCO CREDIBILE, DI LIBERTÀ” – FILIPPO SENSI, ESPONENTE DEI RIFORMISTI DEL PD, SCRIVE A DAGOSPIA: “LE POSIZIONI DI BETTINI SULL’UCRAINA SONO, PURTROPPO, NOTE. MI DISPIACE CHE LA SUA INTELLIGENZA E LA SUA AUTOREVOLEZZA SIANO CURVATE A UNA RICOSTRUZIONE CHE NON SOLO NON STA IN PIEDI, MA OGGI FA IL GIOCO DEI NEMICI DELL’UCRAINA CHE PROSPERANO A DESTRA COME A SINISTRA”

BETTINI E LA LITE M5S-PD SULL'UCRAINA, LA LETTERA: «TREGUA E KIEV NELLA UE MA NON NELLA NATO. LA VIA PER IL CAMPO LARGO»

Lettera di Goffredo Bettini pubblicata dal “Corriere della Sera”

 

Caro direttore,

goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

il Campo largo sembra paralizzato sulla questione Ucraina. Nonostante abbia raggiunto un’intesa su altre decisive questioni internazionali; a partire dal rifiuto di un riarmo in ordine sparso dei Paesi europei, con in testa la Germania. Per indicare, piuttosto, la necessità di una difesa europea comune, efficiente e per ovvie ragioni meno onerosa.

 

La Russia ha aperto una guerra sciagurata e criminale. A quasi cinque anni dall’inizio del conflitto l’opzione militare ha dimostrato la sua inutilità. Nessuna delle due parti sembra ormai in grado di prevalere con il solo strumento delle armi.

 

Eppure, dopo l’invasione, dall’Europa non si è mai sollevata veramente la parola pace. Si è parlato di vittoria finale per l’uno o l’altro fronte, nell’epoca degli ordigni atomici più sofisticati, in grado di far esplodere l’intero mondo.

 

Nella guerra fredda, l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America lavorarono per la coesistenza, il disarmo, l’equilibrio tra potenze.

 

Oggi, la caduta di qualsiasi forma ordinatrice, produce il caos, l’anarchia, il prevalere della pura forza.

 

Vladimir Putin

Noi, dopo l’invasione russa, avevamo l’obbligo di aiutare l’Ucraina. Ma, contemporaneamente, dal giorno dopo, avremmo dovuto spingere per la trattativa, il compromesso, la via diplomatica per la pace. Le finestre di speranza, talvolta aperte, dovevano essere forzate in direzione di una tregua immediata.

 

Ma su questo è mancata totalmente l’Europa, la sua funzione, l’esercizio della sua vocazione costitutiva. Al contrario l’Europa, nella sostanza, ha contribuito ad alimentare il clima guerresco.

 

goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

Ha definito l’avversario come il male assoluto. Putin come Hitler. Ha confuso il popolo russo, la sua cultura, la sua storia, con chi in questo momento lo governa. Ha invocato la vittoria finale su quel grande impero.

 

Ha ingigantito il pericolo di un attacco al cuore dei suoi territori e delle sue capitali. Ha cancellato totalmente la storia e le ragioni che hanno portato allo scontro, che non giustificano l’aggressione, ma rendono leggibili le dinamiche dell’aggressore.

 

Non ha compreso il grave errore di portare la Nato ai confini russi. Non si è fatta carico delle condizioni spesso drammatiche della popolazione russofona nel Donbass. Ha trasformato Zelensky in un simbolo universale, assai poco credibile, di libertà.

 

Ha giudicato i conflitti nel mondo con due pesi e due misure, per cui si colpisce con le sanzioni la Russia, ma non si fa nulla sull’aggressione all’Iran e sul massacro del popolo palestinese.

 

attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 2

Non è chiaro decifrare le disponibilità di Putin a un qualsivoglia dialogo. Ma è certo che esso non potrà mai avvenire se non si smonta l’alleanza europea dei «volenterosi», precari circa il loro consenso interno e in cerca di improbabili e nuove legittimazioni. Un’alleanza che sta convertendo il sistema produttivo a una economia di guerra; che vuole altra guerra per essere giustificato agli occhi dell’opinione pubblica democratica.

 

Allora la domanda se continuare a spedire armamenti all’Ucraina è in modo stringente collegata a una svolta chiara e immediata della politica europea. Perché il dilemma sta lì: continuare una guerra infinita, con i rischi per l’umanità che ciò comporta e con la distruzione di intere giovani generazioni ucraine e russe? Oppure concentrarsi, con tutta l’autorevolezza che l’Europa unita potrebbe avere, su una proposta di pace? Basata sul realismo, sul compromesso e su una garanzia di sicurezza per tutti. A partire da quell’ottanta per cento di territorio che è rimasto nella mani di Kiev.

 

VLADIMIR PUTIN COME VOLDEMORT - MURALE

Se è guerra infinita, continuare ad alimentarla, è inutile e persino pericoloso e controproducente. Se, al contrario, si avvia un percorso vero, pattizio e di tregua, nel corso di esso è del tutto legittimo e opportuno sostenere la parte dell’Ucraina ancora libera, con armi difensive: che impediscano, nel corso della trattativa, ulteriori danni al popolo ucraino. Dunque, la posizione del centrosinistra deve uscire dal dilemma pressante, armi sì o armi no.

 

Ponendolo, in modo condizionato. Armi per cosa? Per quale prospettiva? Per quale assetto generale di sicurezza dell’Europa, della Russia, dell’Ucraina? E su questo occorre azzardare prime ipotesi concrete. Tregua sulla linea del fronte. Una fascia smilitarizzata garantita da forze neutrali sotto la bandiera dell’Onu. Sì a l’Ucraina nell’Unione europea. No nella Nato. Lavorare per un assetto di sicurezza del continente europeo secondo un modello mutuato dal trattato di Helsinki: obbediente al criterio secondo cui la sicurezza di una parte non può andare a detrimento della sicurezza dell’altra.

 

FILIPPO SENSI

Ciò significa, anche farsi carico, da parte dell’Ucraina, della propria collocazione geopolitica. Collocazione geopolitica che costò cara all’Italia: nonostante le rassicurazioni di Berlinguer di non voler uscire dall’alleanza atlantica, gli fu impedito di concludere un’intesa di governo con Moro e la Democrazia cristiana.

 

Il centrosinistra deve porsi all’offensiva sulle questioni internazionali e nell’interlocuzione europea. Non deve subire il continuo esame peloso dei nostri avversari sulla lealtà e profondità dei nostri principi democratici ed europeisti, dal quale essi stessi si sottraggono.

 

LA REPLICA DI FILIPPO SENSI

Riceviamo e pubblichiamo:

 

elly schlein e goffredo bettini rilancio rinascita

Le posizioni di Goffredo Bettini sull’Ucraina sono, purtroppo, note assai. Mi dispiace che la sua intelligenza e la sua autorevolezza siano curvate a una ricostruzione storica e politica che non solo non sta in piedi, ma obiettivamente oggi fa il gioco dei nemici dell’Ucraina che prosperano a destra come a sinistra.

 

Non condivido neanche le pause tra le parole: non il contesto, non il prologo, non le argomentazioni, non le prescrizioni. Per fortuna il Partito Democratico ha una sua posizione molto chiara su questo, che è quella del sostegno chiaro, netto, esplicito alla difesa e alla resistenza Ucraina contro Putin. Conte e Bettini dovranno farsene una ragione

alessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

Filippo Sensi

VLADIMIR PUTIN INTERVISTATO DA TUCKER CARLSON elly schlein goffredo bettini foto lapresseattacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 3attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 4

attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 5attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 1SOLDATI UCRAINI CON UN DRONE GUERRA IN UCRAINA - SITUAZIONE IN DONBASS E DONETSK A SETTEMBRE 2026 goffredo bettini andrea orlando rilancio di rinascita

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