trump - xi jinping

DIETRO ALLE SMANCERIE TRA TRUMP E XI JINPING, USA E CINA CONTINUANO A FARSI LA GUERRA DIETRO LE QUINTE – PER L’INTELLIGENCE USA, PECHINO AVREBBE INVIATO ALL’IRAN COMPONENTI PER PRODURRE MISSILI E DRONI E AVREBBE ASSISTITO ANCHE GLI HOUTHI: LO RIVELA IL “WALL STREET JOURNAL” – GLI 007 AMERICANI HANNO ANCHE SCOPERTO CHE PARTI DI CACCIA F-35 DESTINATE ALL’AUSTRALIA SAREBBERO FINITE PER ERRORE A HONG KONG E POI IN MANI CINESI – SUL FRONTE ECONOMICO, IL COSTO DEL DEBITO AMERICANO CONTINUA A SALIRE: IL RENDIMENTO DEI TITOLI USA A DIECI ANNI È ARRIVATO AL 5,18%, CONTRO L’1,67% DI QUELLI CINESI – FUBINI: “IL CONTINUO AUMENTO DEL COSTO DEL DEBITO AMERICANO INIZIA A GENERARE CONTAGIO. IL TITOLO DECENNALE ITALIANO ORMAI RENDE IL 4,54%: NIENTE CHE RENDA FACILI LE PROSSIME MANOVRE DI BILANCIO NÉ LE PROSSIME CAMPAGNE ELETTORALI..."

1 - DALL’IRAN ALL’INTELLIGENCE SCONTRO SULLA SICUREZZA TRA WASHINGTON E PECHINO

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

CENA DI GALA TRUMP XI JINPING

 

Donald Trump ha steso il tappeto rosso per Xi Jinping. […] Le intelligence, invece, hanno srotolato un filo di indiscrezioni sul ruolo cinese in supporto agli avversari degli Usa. […]

 

[…] Partiamo da un articolo del Wall Street Journal: la Cina, secondo il quotidiano, ha inviato in Iran un alto numero di componenti necessarie alla produzione di missili e droni. Carichi arrivati dopo l’inizio del conflitto e proseguiti nel tempo. […]

 

Sempre Pechino ha assistito gli Houthi, movimento alleato di Teheran. Sul piano commerciale ma anche militare. Spesso si è trattato di materiale suscettibile di impiego civile e bellico. Una spedizione intercettata nel porto di Aden ha portato alla scoperta di parti che possono essere usate per la produzione di armamenti.

 

xi jinping donald trump

La terza rivelazione è imbarazzante per gli americani. Parti del caccia F-35 destinate all’Australia sono finite per errore ad Hong Kong e, poi, in mano cinese. Il Pentagono ha aperto un’inchiesta per capire come sia stato possibile un errore così grave: c’è il timore che alcune caratteristiche del velivolo, oggi in dotazione a molti Paesi occidentali (Italia inclusa), siano ora a disposizione del concorrente.

 

A questo proposito va ricordato che la recente decisione della Casa Bianca di vendere una quarantina di F-35 all’Arabia Saudita è stata seguita da voci allarmate per il timore che si crei un varco nella sicurezza, con la superpotenza asiatica in grado di impossessarsi di dati usando l’ottimo rapporto con Riad. […]

 

Nelle scorse settimane si è parlato a lungo delle foto satellitari fornite da Cina e Russia ai pasdaran, immagini sfruttate — secondo alcune tesi — per condurre attacchi mirati sulle basi statunitensi nel Golfo. E altrettanto frequenti sono stati gli inviti, da parte dell’Fbi, a stare in guardia davanti alla sfida rappresentata dallo spionaggio cinese con incursioni nel settore economico, industriale e della difesa.

 

Un avvertimento accompagnato dalle parole pragmatiche del presidente americano. Alla vigilia del summit con Xi ha dichiarato: loro spiano noi, come noi spiamo loro. E l’intelligence non ha avuto problemi a confermare. Il numero due della Cia, Michael Ellis, ha detto la stessa cosa in pubblico. […]

 

2 - E LO SPREAD SI ALLARGA A FAVORE DELLA CINA TIMORI PER IL DEBITO USA

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

debito pubblico americano

Mentre ieri mattina Donald e Melania Trump accoglievano Xi Jinping e signora nel South Portico della Casa Bianca, Stati Uniti e Cina stavano già facendo segnare un record. […] Mai prima nella Storia lo spread fra i loro titoli di Stato era arrivato a 351 punti base: a favore di Pechino, naturalmente. Il bond decennale della Repubblica popolare ieri rendeva l’1,67%, quello degli Stati Uniti continuava a registrare un aumento dei rendimenti fino al 5,18%.

 

Sulla base di una differenza del genere, se confermata nel tempo, il costo dell’indebitamento pubblico americano a lungo termine sarebbe di circa del 30% più alto di quello di Pechino. E poiché i titoli di Stato spesso sono la base per il tasso d’interesse su tutte le altre forme di indebitamento, ciò si applica al resto dell’economia. Non una differenza da poco, per due sistemi nei quali l’esposizione totale è all’astronomica cifra del 300% (per la Cina) e al 260% del prodotto lordo (per gli Stati Uniti).

DEBITO AMERICANO E CINA - ILLUSTRAZIONE

 

Il confronto non è del tutto leale, naturalmente. La Cina tiene semichiuso il suo mercato dei capitali e il suo governo forza le banche commerciali a finanziare lo Stato. Negli Stati Uniti non succede. Eppure quel record nello spread sino-americano sembra solo la punta di un iceberg. […]

 

Niente infatti sembra riuscire a fermare la lunga scivolata dei bond americani, i cui rendimenti salgono quando il prezzo scende. […]

 

Pesa di più in negativo la spinta al rialzo dei prezzi impressa dai rincari del petrolio (ieri il Brent a 107 dollari al barile), a causa del blocco di Hormuz senza soluzioni in vista. Ma pesa soprattutto un deficit pubblico americano regolarmente altissimo e l’esigenza del Tesoro di collocare titoli per circa diecimila miliardi di dollari l’anno, ora anche in concorrenza con l’enorme offerta di bond da parte dei colossi dell’intelligenza artificiale.

 

debito pubblico americano

Questo cocktail di fattori allarga lo scarto con Pechino. Non che la Cina stia bene, alle prese com’è con un’economia sull’orlo della deflazione. Ma il continuo aumento del costo del debito americano, ormai una crisi larvata, inizia a generare contagio. Con gli strappi di questa settimana, ripetutisi ieri, il titolo decennale italiano ormai rende il 4,54% e quello francese sfiora il 4,7%: niente che renda facili le prossime manovre di bilancio né le prossime campagne elettorali, in entrambi in Paesi.

CENA DI GALA TRUMP XI JINPING MELANIA TRUMPCENA DI GALA TRUMP XI JINPING 44

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