CERTI DISASTRI, UNA VOLTA FATTI, LI...BUTTI – “3-I SPA”, LA NEWCO PUBBLICA CHE AVREBBE DOVUTO SVILUPPARE I SOFTWARE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, È UN BUCO NERO: IL SALDO NEGATIVO TRA ENTRATE E USCITE DELL’ULTIMO ANNO È DI 2,1 MILIONI DI EURO – UN FLOP CHE HA IL MARCHIO DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA TRASFORMAZIONE DIGITALE, ALESSIO BUTTI, E DEL POTENTE SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI – "DOMANI": “3-I HA FATTURATO SOLO 400MILA EURO IN UN ANNO. A METTERCI I SOLDI SONO GLI AZIONISTI INPS (COL 49%DELLE QUOTE), INAIL (30%) E ISTAT (21%). E LE RESPONSABILITÀ POLITICHE PORTANO DRITTO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO…”
Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”
La 3-I spa, la “newco” pubblica che avrebbe dovuto sviluppare i software della Pubblica amministrazione, continua a essere un disastro su tutta la linea. Pagata con soldi pubblici. In pochi anni ha bruciato poco meno di un milione e mezzo. Il bilancio del 2025 della società conferma che il carrozzone non è mai partito.
Un flop che, anzitutto, ha il marchio del sottosegretario alla Trasformazione digitale, Alessio Butti, e del potente sottosegretario, consigliere di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari.
GIOVANBATTISTA FAZZOLARI AL SENATO - FOTO LAPRESSE
Il saldo negativo tra entrate e uscite dell’ultimo anno è di 2,1 milioni di euro ed è stato mitigato – si legge nella relazione ufficiale – solo da «proventi finanziari derivanti dall’impiego temporaneo di liquidità», che hanno fatto scendere le perdite a poco meno di 1,2 milioni di euro.
L’indicatore conferma il cattivo stato di salute della 3-I, che ha fatturato solo 400mila euro in un anno, nonostante sia stata fondata nel 2022. Il passivo rischia di appesantirsi a fine 2026. Sono stati diversi gli affidamenti per vari tipi di servizi per un totale di circa 25 milioni di euro.
giorgia meloni e alessio butti
A metterci i soldi sono infatti gli azionisti Inps (col 49 per cento delle quote), Inail (30 per cento) e Istat (21 per cento). E le responsabilità politiche portano dritto alla presidenza del Consiglio fino al ministero del Lavoro di Marina Elvira Calderone. [...]
Butti, in quanto titolare del dipartimento dell’Innovazione e della trasformazione digitale, è il delegato da Palazzo Chigi a supervisionare sull’attività della società. La gestione fallimentare riguarda anche l’ex direttore generale – con un compenso di 120mila euro all’anno – Stefano Acanfora, gradito a Fazzolari.
I due erano entrati in contatto, come raccontato da Domani, anni fa: nel 2017, Acanfora aveva firmato – da dirigente della regione Lazio – un contratto di consulenza da 166mila euro lordi proprio a Fazzolari, all’epoca semplice militante di Fratelli d’Italia (il rapporto si è interrotto nel 2018 con l’elezione al Senato).
Poi le strade si sono allontanate per incrociarsi quando Fazzolari è diventato un centro di potere alla presidenza del Consiglio. Il flop di 3-I spa non ha stoppato l’ascesa di Acanfora: tra luglio e agosto c’è stata la “promozione” nel ruolo di amministratore delegato di Infratel.
Nella vicenda della gestione negativa rientra anche un altro nome che riporta a Palazzo Chigi: Gennaro Terracciano, vicinissimo al capo di gabinetto di Meloni, Gaetano Caputi, è stato presidente della società subentrando a Claudio Anastasio, travolto dal caso della mail inviata ai dipendenti con una citazione del discorso di Benito Mussolini.
giovanbattista fazzolari giancarlo giorgetti
Terracciano ha cercato di mettere a posto le cose per garantire l’avvio della società, ma dopo ha preferito lasciare ufficialmente per altri incarichi. Ma probabilmente anche perché aveva intuito l’antifona. La presidenza è passata poi a Domenico Mastrolitto. Intanto la 3-I continua a bruciare risorse pubbliche nell’indifferenza.
Le perdite del 2025 si sono sommate a quelle degli anni precedenti. Il patrimonio iniziale di 45 milioni di euro è sceso, in questi anni, a 43,5 milioni di euro. Tanto che il Consiglio di amministrazione ha formalizzato la proposta, da concordare con il ministero dell’Economia, per far confluire la 3-I all’interno di Sogei, società in house del Mef. Ancora una volta una spa pubblica si accollerebbe il fallimento, limitando le perdite della 3-I a una cifra inferiore ai 2 milioni di euro. [...]


