DITE AL GOVERNO MELONI CHE L’ORDINE PUBBLICO NON SI FA CON L’ESERCITO NÉ CON LEGGI SPECIALI – LA LEZIONE DI LUIGI ZANDA: “L’ITALIA HA AVUTO NEGLI ANNI 70 IL TERRORISMO E LO STRAGISMO PIÙ SANGUINOSI E DI PIÙ LUNGA DURATA. LI HA BATTUTI SENZA EMANARE LEGGI SPECIALI, SENZA METTERE IN CAMPO LE FORZE ARMATE, SENZA IMMAGINARE DI DARE ALL’ESERCITO POTERI DI POLIZIA GIUDIZIARIA, SENZA COPRIFUOCO NELLE CITTÀ. LA BATTAGLIA È STATA VINTA PERCHÉ LA POLITICA CERCÒ DI GARANTIRE LA SICUREZZA SENZA SPACCATURE TRA GOVERNO E OPPOSIZIONE, LEVANDO ALIBI AL TERRORISMO E ALLA VIOLENZA E DANDO ALLE FORZE DI POLIZIA LA CERTEZZA DI AVER DIETRO DI LORO UNO STATO COMPATTO. IL MESSAGGIO DI UNITÀ CHE IL GOVERNO E L’OPPOSIZIONE INVIAVANO AL PAESE SUL TEMA DELLA SICUREZZA, DIEDE ALLO STATO LA FORZA POLITICA NECESSARIA PER BATTERE LA VIOLENZA, QUELLA FORZA CHE OGGI MANCA…”
Estratto dell’articolo di Luigi Zanda per “il Sole 24 Ore”
Tra i tanti compiti di un governo, l’ordine e la sicurezza pubblici sono certamente tra i più gravosi, più complessi, più densi di rischi. Sono una responsabilità squisitamente politica […] In un pomeriggio dell’estate del 1979, ricordo perfettamente il luogo, Francesco Cossiga mi regalò uno dei suoi pensieri difficili da dimenticare. Mi disse: «mai un magistrato ministro di grazia e giustizia, mai un generale alla difesa». Quella frase mi colpì, perché veniva da un uomo politico che aveva molta considerazione per l’alta amministrazione dello Stato, la frequentava e ne ascoltava i consigli.
Cossiga era una persona profonda e il senso del suo pensiero andava spesso cercato oltre una frase buttata lì […] È sempre capitato che la politica abbia affidato poteri di governo a tecnici capaci. Ma ci sono materie, a cominciare da tutto ciò che attiene all’ordine pubblico, che la politica deve tenersi strette per la natura delle scelte che sarà chiamata a fare e perché in democrazia la sicurezza dello Stato è il primo dei suoi doveri.
DEVASTAZIONI A MILANO - UN RAGAZZO FA IL DITO MEDIO CON IN TESTA UN CAPPELLO RUBATO A UN CARABINIERE
[…] nelle democrazie liberali la divisione dei compiti e dei poteri ha un grande peso […]
L’ordine pubblico degli anni 70 era un’altra cosa rispetto alle manifestazioni e ai saccheggi dei giorni scorsi. Ma ricordare i principi su cui si fondava la gestione politica della difesa dello Stato negli anni 70, può dirci qualcosa di ancora utile.
In quegli anni le manifestazioni del sabato sera a Roma e a Milano erano imponenti […] Quei cortei erano una vera e propria sfida politica allo Stato di una gioventù che si era formata nel 68 al grido di “riappropriamoci del nostro futuro”. All’interno degli 80/100 mila studenti, c’erano sempre gruppi di brigatisti e di altre sigle violente che cambiavano in modo drammatico il senso di quei pomeriggi […] La polizia conteneva la violenza e aveva la regola di ingaggio di non accettare le provocazioni e usare la forza solo in presenza di atti gravi, attenta a non innescare pericoli maggiori. […]
ELLY SCHLEIN GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
[…] Anche oggi come allora, distinguere i pochi violenti dai molti studenti pacifici è un difficile compito della politica. […] per la politica rinunciare a capire significherebbe certificare il proprio fallimento. Le differenze tra gli anni 70 ed oggi sono numerose. Le manifestazioni di allora avevano un significato politico […] allora la società era ricca di corpi intermedi molto attivi […]
A me, che lavoravo con Cossiga ma ero giovane e pieno di rapporti con i movimenti, è capitato più volte di venire a sapere da miei amici, prima dei carabinieri e della polizia, data, ora, luogo e dimensioni delle manifestazioni in preparazione. Così come mi è capitato di ricevere la confidenza del nome dei due assassini di un poliziotto, per farli avere all’autorità giudiziaria. Allora la società era porosa e molto intercomunicante. Poi, col sequestro di Aldo Moro, molti di quegli spazi si chiusero. Oggi le cose sono diverse e probabilmente più difficili da capire.
Mancano riferimenti ideologici, la società si è molto disgregata, improvvisamente si scopre che gli autori delle devastazioni sono in gran parte giovanissimi[…] per le famiglie l’impegno educativo deve fare i conti con il peso del lavoro di tutti e due i genitori. In più la velocità degli avvenimenti, il ruolo dei social, le possibili interferenze internazionali e la concomitanza con le proteste di pezzi importanti del sistema economico rendono molto difficile il lavoro di prevenzione delle forze dell’ordine.
SCONTRI A MILANO DURANTE LA MANIFESTAZIONE ITALIA IN PIAZZA - 17 OTTOBRE 2026
Ma c’è un altro fattore, questa volta politico, che fa la differenza tra la gestione dell’ordine pubblico oggi e quella di ieri, un fattore che per la sua importanza, forse decisiva, sarebbe grave non cogliere.
Tra tutte le democrazie occidentali, l’Italia ha avuto negli anni 70 il terrorismo e lo stragismo più sanguinosi e di più lunga durata. Li ha battuti senza emanare leggi speciali, senza mettere in campo le forze armate, senza immaginare di dare all’esercito poteri di polizia giudiziaria, senza cavalli di frisia e coprifuoco nelle città, senza suicidi simultanei in carcere di un folto gruppo di terroristi in attesa di giudizio.
SCONTRI A MILANO DURANTE LA MANIFESTAZIONE ITALIA IN PIAZZA - 17 OTTOBRE 2026
La battaglia è stata vinta soprattutto perché la politica cercò di garantire la sicurezza senza spaccature tra governo e opposizione, levando alibi al terrorismo e alla violenza e dando alle forze di polizia la certezza di aver dietro di loro uno Stato compatto, non capi e capetti in continuo combattimento tra loro.
Il messaggio di unità che il governo e l’opposizione inviavano al Paese sul tema della sicurezza, diede allo Stato la forza politica necessaria per battere la violenza, quella forza che oggi manca […]
[…] il peso di contenere la violenza dello scontro di piazza non può non cadere sulle spalle della polizia e dei carabinieri […] Oggi l’Italia può contare su forze dell’ordine di notevole professionalità e di sicura lealtà democratica. […] l’ordine pubblico prima d’essere un problema di polizia è un problema politico la cui soluzione non può essere altro che politica. La polizia contiene il disordine, la politica è il medico che deve guarire il malato.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
Il governo Meloni non ha affrontato la radice del malessere, ma ha preso immediatamente nuove misure legislative, creando nuovi reati e intervenendo sulle pene.
[…] ancora manca […] il punto di maggior forza della politica italiana negli anni 70: una riflessione “intelligente e approfondita” del governo e dell’opposizione, ciascuno con la propria posizione politica, per cercare di capire la vera natura di avvenimenti così pericolosi per la sicurezza del Paese. Né il governo, né l’opposizione hanno sinora mostrato di sentire l’esigenza di trovare lo spazio per una valutazione comune dei rischi che l’Italia sta correndo. Questo non è bene anche perché quando le forze politiche sono portatrici di pensieri forti non temono il confronto, mentre se il loro il pensiero è debole lo rifiutano. […]
MILANO - SACCHEGGI DEVASTAZIONI E VIOLENZE DI DUEMILA RAGAZZI
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 7 foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 11 foto lapresse
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse

