DONALD, T'HANNO RIMASTO SOLO! - TRUMP NON PUO’ PIÙ CONTARE SUL SUO MEGAFONO “MAGA, E SONO CAZZI AMARI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM - TUCKER CARLSON, UN TEMPO TROMBETTIERE DEL TYCOON, VUOLE LA SUA CACCIATA DALLA CASA BIANCA PER VIA DELLA FOLLE GUERRA CONTRO L’IRAN. IL CONFLITTO CON I PASDARAN E’ OSTEGGIATO DALLA GALASSIA MAGA, TENDENZIALMENTE ISOLAZIONISTA - I PODCAST DELLA DESTRA AMERICANA PARLANO SEMPRE MENO DI TRUMP: NEL 2024 IL SUO NOME CIRCOLAVA 39 VOLTE OGNI ORA, IL 20 SETTEMBRE LA MEDIA E’ SCESA A 11 VOLTE - I REPUBBLICANI SONO INCAZZATI NERI CON “THE DONALD” PERCHE' HA PERCULATO L'EX PRESIDENTE BIDEN DAVANTI A XI JINPING...
TRUMP HA PESTATO UN MERDONE DURANTE VISITA DI XI – “THE DONALD” HA SBEFFEGGIATO JOE BIDEN, MALATO DI CANCRO, DAVANTI AL PRESIDENTE CINESE: ALLA CASA BIANCA, HA MOSTRATO LA GALLERIA DEI RITRATTI DEI PRESIDENTI AMERICANI E SI È SOFFERMATO SU QUELLO DEDICATO AL SUO PREDECESSORE, SOSTITUITO DALL'IMMAGINE DI UN AUTOPEN, DISPOSITIVO CHE, SECONDO TRUMP, VENIVA UTILIZZATO DALLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE PER FIRMARE DOCUMENTI UFFICIALI SENZA COINVOLGERE IL PRESIDENTE DEM: “QUESTO È BIDEN”. XI HA REPLICATO CON UNA RISATA – LA MOSSA VOLGARE DI TRUMP HA SUSCITATO INDIGNAZIONE NELL’OPINIONE PUBBLICA AMERICANA, IN UN PAESE IN CUI L’ORGOGLIO NAZIONALE RESTA FORTE E PRENDERE IN GIRO UN EX PRESIDENTE, PER DI PIÙ MALATO, DI FRONTE A UN LEADER “RIVALE”, È CONSIDERATO INACCETTABILE. ANCHE I REPUBBLICANI SONO INCAZZATI NERI CON IL TYCOON – VIDEO
Estratto dall’articolo di Mattia Ferraresi per "Domani”
Tucker Carlson, l’anchorman che più di tutti ha favorito l’ascesa di Donald Trump e che poi gli si è rivoltato contro, è arrivato a dire che il presidente avrebbe dovuto essere rimosso dall’incarico, invocando il 25esimo emendamento, quando «ha minacciato la guerra nucleare» e perciò la distruzione dell’umanità.
In un’intervista alla radio pubblica Npr, Carlson ha raccontato che quattro giorni prima dell’inizio della guerra con l’Iran era nello Studio Ovale con il presidente, per tentare di convincerlo a non cedere al piano inclinato che lo portava verso il conflitto.
«Se lo farai gli Stati Uniti saranno cacciati dal Golfo, la tua eredità sarà distrutta, insieme al tuo partito», ha detto Carlson. «Mi ha guardato e mi ha detto: sì, hai ragione. Ma alla fine moriremo tutti comunque, quindi non importa».
Carlson ha obiettato: certo, ma che ne sarà dei nostri figli, del nostro paese, delle generazioni che verranno? Trump a quel punto ha liquidato le sue osservazioni con un gesto della mano e un indecifrabile verso il cui senso era: chissenefrega.
Carlson aveva rotto con Trump nel momento della decisione di attaccare l’Iran, circostanza fatale in cui si è spaccata la coalizione Maga, ma non era mai arrivato al punto di invocare una rimozione forzata da parte del suo governo, facendo leva su un emendamento concepito per rimuovere un presidente incapace di esercitare le sue funzioni. [...]
Il distacco di Carlson ha preso anche forme inattese fino a qualche mese fa. In Michigan, dove è in palio il seggio al Senato lasciato libero dal democratico Gary Peters, l’ex anchorman ha elogiato Abdul el-Sayed. [...]
Carlson ha detto che non voterebbe il repubblicano Mike Rogers nemmeno sotto la minaccia di una pistola e lo ha definito «uno strumento di Israele e delle agenzie di intelligence».
[...] L’episodio testimonia che il rapporto con Israele è diventato una questione dirimente su cui il mondo Maga si spacca con crescente ardore. I falchi che hanno applaudito l’attacco congiunto all’Iran sono in mortale contrasto con la corrente isolazionista che vede in quella guerra il tradimento della promessa di Trump di finirla con i conflitti mediorientali e i complessi da poliziotto globale. [...]
Il Wall Street Journal ha passato al setaccio con un sistema di intelligenza artificiale oltre 70mila ore di audio di 147 podcast politici. Ha scoperto che i programmi di destra parlano sempre meno di Trump.
Nel pieno della campagna del 2024 il suo nome ricorreva circa 39 volte ogni ora, mentre al 20 settembre la media era scesa a 11, un calo del 70 per cento rispetto al picco. Dopo l’inizio della guerra con l’Iran, a fine febbraio, le citazioni mensili sono diminuite di un altro 30 per cento. Il presidente chiede agli elettori di votare come se il suo nome fosse sulla scheda, ma i suoi megafoni quel nome preferiscono non pronunciarlo.
donald trump convention del partito repubblicano a dallas, texas
Nei podcast progressisti, invece, Trump resta stabilmente intorno alle 35 menzioni all’ora. [...] Anche al Congresso le crepe si allargano. Come ha scritto Semafor, diversi repubblicani impegnati in campagne molto incerte hanno chiesto la fine della guerra. Oltre a Rogers, lo hanno fatto le deputate dell’Iowa Mariannette Miller-Meeks e Ashley Hinson, che corre per il Senato, John James, candidato governatore in Michigan, e il senatore dell’Ohio Jon Husted, il cui seggio è a rischio. [...]
Il senatore dello Utah John Curtis ha chiesto alla commissione Giustizia di convocare Donald Trump Jr. per via dei suoi affari e del matrimonio in parte finanziato da un oligarca russo.
Il presidente della commissione Forze armate, Roger Wicker, ha criticato l’invito a Xi Jinping per una visita di Stato a Washington, descrivendo il leader cinese come un dittatore brutale che punta il suo arsenale contro gli Stati Uniti. Il capogruppo al Senato, John Thune, si è limitato ad auspicare che la squadra resti unita. [...]
Sul New Yorker Susan Glasser ha scritto che quella che sta finendo è la settimana in cui i repubblicani sono finalmente andati nel panico. A quaranta giorni dal voto, Washington sembra essersi resa conto che la resa dei conti è imminente, e per Trump sarà molto più dura di quanto si immaginasse pochi mesi fa. [...]
Xi Jinping Donald Trump Peng Liyuan e Melania Trump
xi jinping donald trump 2
Bettina Anderson Donald Trump Jr
donald trump nazioni unite 5
donald trump e jd vance
DONALD TRUMP - MEME BY FINANCIAL TIMES
donald trump mostra a xi jinping il ritratto di joe biden con l autopen alla casa bianca




