giorgia meloni africa piano mattei.

CHE FLOP PER GIORGIA L’AFRICANA! I NUMERI PARLANO CHIARO: IL PIANO MATTEI SBANDIERATO DALLA MELONI È SOLO UN’OPERAZIONE DI MARKETING DIPLOMATICA SENZA SOSTANZA O QUASI. SONO SOLO TRE I PROGETTI CONCLUSI SUI 76 ANNUNCIATI (TRA L’ALTRO CON LE RISORSE DEL PNRR), POCHI FONDI OTTENUTI DA ALTRI PAESI E POCA TRASPARENZA – NONOSTANTE IL PIANO SIA RACCONTATO PER L’AFRICA E “NON PREDATORIO”, NON CI SONO MISURE DI SALVAGUARDIA PER GLI AFRICANI – L’ACCUSA DELLA ONG ACTIONAID: “RISCHIA DI ESSERE SOLTANTO UN TRAMPOLINO DI LANCIO E DI POSIZIONAMENTO PER LE AZIENDE STRATEGICHE ITALIANE NEL CONTESTO GEOPOLITICO ED ECONOMICO AFRICANO…”

Estratto dell’articolo di Youssef Hassan Holgado per “Domani”

 

URSULA VON DER LEYEN E GIORGIA MELONI - VERTICE SUL PIANO MATTEI PER L AFRICA - FOTO LAPRESSE

Cinque miliardi e mezzo annunciati, 18 paesi partecipanti, 76 progetti messi sotto un’unica etichetta e una promessa ambiziosa: cambiare il rapporto tra Italia e Africa con l’obiettivo anche di arginare i flussi migratori.

 

Ma a quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, che si appresta a diventare l’esecutivo più longevo della storia, il prossimo 4 settembre, il Piano Mattei sembra essere più un’operazione diplomatica e di brandizzazione […]

 

Solo tre i progetti conclusi (tra l’altro con le risorse del Pnrr), pochi fondi ottenuti da altri paesi e più di qualche deficit per quanto riguarda la trasparenza. […]

 

giorgia meloni piano mattei

«Il Piano rischia di essere soltanto un trampolino di lancio e di posizionamento per le aziende strategiche italiane nel contesto geopolitico ed economico africano», spiega Cristiano Maugeri di ActionAid.

 

Un approccio, tra l’altro, in linea con la strategia Global Gateway dell’Unione europea adottata nel 2021 e con cui il Piano Mattei ha trovato una sinergia nel giugno del 2025: undici accordi firmati a Villa Pamphilj dal valore complessivo di 1,2 miliardi di euro per realizzare progetti in Africa. Un modo per ovviare ai pochi finanziamenti pubblici a disposizione e trarre vantaggio dalla dotazione di 150 miliardi di euro dell’ambizioso piano Europeo in Africa.

 

Giorgia Meloni e primo ministro etiope Abiy Ahmed

Un po’ come accaduto nel progetto del corridoio Lobito dove l’Italia ha garantito un finanziamento di 250 milioni di euro a fronte di investimenti internazionali di 6 miliardi di dollari.

 

Il Piano Mattei è stato menzionato nelle visite estere di Meloni e dei suoi ministri come un progetto che aveva anche raccolto consensi da partner internazionali, soprattutto tra le ricche monarchie del Golfo Persico. Ma a oggi solo due Stati, almeno stando a quanto si legge nella relazione fatta al Parlamento, hanno fornito finanziamenti al fondo multilaterale “Mattei Plan-Rome process financing facility”: gli Emirati Arabi Uniti e la Danimarca.

 

annamaria bernini foto di bacco

Abu Dhabi ha deciso di stanziare solo 25 milioni di dollari a fronte dei possibili 100 milioni annunciati nel luglio del 2023; mentre Copenaghen ha concesso 10 milioni. Ovvero briciole.

 

Il governo si muove quindi con una dotazione di 5,5 miliardi. Al momento i progetti sono 76 (15 approvati, 3 conclusi, 3 formulati, uno identificato e i restanti ancora in corso) e variano su sei direttrici: formazione, energia, infrastrutture fisiche e digitali, agricoltura, acqua, salute.

 

La formazione occupa gran parte dei progetti e non è un caso se in questi anni la ministra dell’Università, Annamaria Bernini, è stata tra gli esponenti di governo che più hanno viaggiato in Africa per firmare accordi. A livello narrativo, l’obiettivo dichiarato del governo è di garantire corsi di formazione con la speranza anche di arginare i flussi. Ma se si guarda bene ai dati, questi assorbono solo 115 milioni, ovvero poco più del 4 per cento delle risorse totali.

 

Giorgia Meloni e Moussa Faki - foto lapresse

 In totale solo tre progetti sono conclusi, riguardano la formazione e sono stati finanziati con risorse del Pnrr. Indicativo per far capire dove è concentrato il peso reale del Piano, ovvero nei progetti energetici e agricoli, quelli più remunerativi per le aziende italiane.

 

Lo scorso luglio, in concomitanza con la terza relazione annuale al Parlamento, sul sito del governo è apparsa una pagina dedicata al Piano Mattei. Ci sono numeri sui fondi a disposizione, sulle nazioni coinvolte e sui progetti in corso.

 

A guardarla sembrerebbe un’operazione trasparenza a tutti gli effetti e su tanti punti è oggettivo che il governo è riuscito a colmare parte dei deficit lamentati negli anni da ong e osservatori che monitorano l’avanzamento del Piano.

 

URSULA VON DER LEYEN E GIORGIA MELONI - VERTICE SUL PIANO MATTEI PER L AFRICA - FOTO LAPRESSE

Ma non è ancora sufficiente. «La relazione è arrivata puntuale quest’anno, ma non basta dare dei numeri in più. Servono elementi tecnici, indicatori, delibere dei progetti, documenti che fanno capire come questi finanziamenti stanno avanzando», spiega Cristiano Maugeri di ActionAid.

 

Nonostante il piano sia raccontato per l’Africa e non predatorio, non ci sono misure di salvaguardia per gli africani. «Mancano riferimenti a due diligence o alla possibilità per le popolazioni eventualmente coinvolte per presentare reclami ai finanziatori dei progetti», aggiunge Maugeri.

 

Giorgia Meloni e primo ministro etiope Abiy Ahmed

«Il filo conduttore è una narrazione autocelebrativa ma di poca trasparenza. Basta pensare che l’ultima relazione è stata presentata alla cabina di regia, e quindi anche ai diversi soggetti coinvolti tra cui la rete delle ong, soltanto il 26 giugno scorso con eventuali osservazioni da fare al testo entro il 30 giugno», racconta Cristiano Maugeri.

 

[…]  a capo della missione è stato messo un diplomatico come Fabrizio Saggio, che segue la linea impartita, e non una figura politica. Quest’accentramento è eloquente se si guarda a come sono gestiti i soldi del Fondo italiano per il clima, che finora ha deliberato 1,2 miliardi per il Piano Mattei.

 

Con la nuova governance, la regia sulla quota del Fondo per il clima destinata al Piano Mattei si è spostata dal Mase verso Palazzo Chigi. Il governo definisce il suo progetto più ambizioso come «operativo e funzionante» e con «risultati reali e misurabili». Ma sulla carta è solo un ottimo brand.

URSULA VON DER LEYEN E GIORGIA MELONI - VERTICE SUL PIANO MATTEI PER L AFRICA - FOTO LAPRESSE

 

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