VIENI AVANTI, DECRETINO! – A FORZA DI APPROVARE DECRETI, IL GOVERNO HA PROVOCATO UN IMBUTO NEL DIBATTITO PARLAMENTARE: CON L’INFORNATA DI QUESTA SETTIMANA TRA SICUREZZA E CARBURANTI, CI SONO BEN DIECI TESTI IN ATTESA DI CONVERSIONE ALLE CAMERE – IL TUTTO, NEANCHE A SCAPITO DELLA DIALETTICA POLITICA E DELLE PREROGATIVE DEGLI ELETTI –IL DEM DARIO PARRINI: “ORMAI NON C’È LIMITE, NÉ QUANTITATIVO NÉ QUALITATIVO, ALLA MORTIFICAZIONE DEL PARLAMENTO PER MANO DEL GOVERNO. TUTTO SI DECIDE A PALAZZO CHIGI, LE CAMERE SONO RIDOTTE A UN RUOLO COREOGRAFICO E DI PURA RATIFICA. L’ABUSO DELLA DECRETAZIONE D’URGENZA NON È UN FENOMENO NUOVO, MA ADESSO SI È POLVERIZZATO OGNI RECORD…”
Estratto dell’articolo di Lorenzo Giarrelli per “il Fatto Quotidiano”
A forza di approvare decreti, il governo ha provocato un imbuto nel dibattito parlamentare: con l’infornata di questa settimana tra sicurezza e carburanti, ci sono ben dieci testi in attesa di conversione alle Camere.
Il tutto, neanche a dirlo, a scapito della dialettica politica e delle prerogative degli eletti, visto che oltre ai decreti a breve inizierà a Montecitorio la maratona delle legge di Bilancio e in più, per quanto la legislatura sia agli sgoccioli, per i partiti restano alcune bandierine da piantare come quella dell’autonomia differenziata da parte della Lega [...]
La compressione delle dinamiche parlamentari non è tema nuovo, ma rischia dunque di aggravarsi a colpi di voti di fiducia e monocameralismo di fatto. L’altro giorno in Commissione Affari costituzionali del Senato le opposizioni hanno lamentato di essersi trovate davanti un disegno di legge nel frattempo scavalcato dall’ennesimo decreto Sicurezza approvato in Consiglio dei ministri.
Il dem Dario Parrini allarga le braccia: “Ormai non c’è limite, né quantitativo né qualitativo, alla mortificazione del Parlamento per mano del governo. Tutto si decide a Palazzo Chigi, le Camere sono ridotte a un ruolo coreografico e di pura ratifica. L’abuso della decretazione d’urgenza non è un fenomeno nuovo, ma adesso si è polverizzato ogni record”.
Soltanto negli ultimi dieci giorni il governo ha partorito quattro nuovi decreti legge. Il 13 ottobre l’esecutivo ha approvato un primo dl con “misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva” e un altro decreto relativo di supporto per la popolazione dei Campi Flegrei.
Martedì, dopo gli scontri a Milano, è arrivato invece il decreto Sicurezza con tanto di introduzione di “nuovi” reati per chi organizza e partecipa a manifestazioni violente. Poi, giovedì, un altro testo urgente, questa volta per tamponare le proteste degli autotrasportatori soprattutto nel Sud Italia.
Questi quattro provvedimenti andranno convertiti in legge entro 60 giorni, quindi a ridosso del Natale, nei giorni febbrili della manovra che quest’anno inizia il proprio iter a Montecitorio.
Nel frattempo, Camera e Senato avranno da smaltire altri 6 decreti in attesa di conversione. Sarebbero stati sette, ma uno di quelli sul contrasto al caro-carbutanti è poi confluito in un’altra legge di conversione. [...]
Il risultato di un simile overbooking è facilmente pronosticabile, perché per stare nei tempi il governo sarà costretto a ricorrere ad altre questioni di fiducia, come avvenuto già 136 volte in questa legislatura, e a concentrare quel poco di dibattito parlamentare nella prima Camera a cui viene assegnato il provvedimento, lasciando alla seconda poco più di una bollinatura di testimonianza.