GENOVA NEL FANGO E L’ARISTO-SINDACO ARANCIONE SE NE VA IN WEEKEND A COURMAYEUR - BATTIBECCO CON UNA DONNA AL RISTORANTE: “LA SUA CITTÀ SOFFRE MENTRE LEI È QUI”

Marco Raffa per “la Stampa”

 

MARCO DORIA MARCO DORIA

Il sindaco di Genova Marco Doria, che sabato sera si trovava con moglie e figli in un ristorante di Courmayeur, il «Cadran Solaire», è stato contestato da un cliente del locale che, avendolo riconosciuto, gli ha rimproverato «di essere qui, mentre Genova soffre per le conseguenze dell’alluvione». Il sindaco non ha risposto, mentre la moglie ha replicato alla sconosciuta contestatrice «Si vergogni lei, io sono libera di portare i miei figli dove voglio». Controreplica della cliente: «Lei sì ma non il sindaco di Genova».
 

«Marco Doria è un nostro cliente da anni - ha confermato ieri il proprietario del “Cadran Solaire”, Domenico Pugliese - ma di questo presunto battibecco sabato sera nel locale non si è accorto nessuno, a cominciare dal sottoscritto».

 

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L’episodio, invece, è stato riferito ieri dal «Secolo XIX» e rilanciato anche - da un utente - sul profilo Facebook del primo cittadino di Genova. Il quale ha scelto, per commentare l’episodio tramite il suo portavoce, di rendere nota la sua agenda nei giorni che hanno preceduto il weekend. Senza negare, peraltro, «di aver dedicato il pomeriggio di sabato alla famiglia».

 

«Venerdì mattina alle 8, come sindaco della città metropolitana, Doria ha visitato Campoligure, Rossiglione e gli altri centri alluvionati della Valle Stura; alle 13 a Palazzo Spinola si è incontrato con il prefetto di Genova e ha quindi presenziato all’insediamento del nuovo Consiglio della città metropolitana.

 

Nel pomeriggio, a Palazzo Tursi, ha partecipato a varie riunioni con assessori e tecnici sull’emergenza rifiuti seguita alla chiusura della discarica comprensoriale di Scarpino; ha lavorato in ufficio fin quasi alle 22. Il giorno dopo, sabato, in mattinata si è di nuovo occupato del caso rifiuti e di ulteriori provvedimenti a favore degli alluvionati; il pomeriggio è stato dedicato alla famiglia.

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Ieri mattina, domenica, il sindaco ha visitato il civico museo di storia naturale di via Brigata Bisagno, il museo cittadino più pesantemente colpito dall’alluvione, e un laboratorio di analisi mediche della zona di Brignole a sua volta devastato dalle acque del Bisagno. Nel pomeriggio, Palazzo Ducale, ha rappresentato il Comune di Genova alla consegna del premio che il Centro culturale Primo Levi ha assegnato al genicologo congolese Denis Mukwege, da 14 anni in campo contro gli stupri di guerra».

 

Non è la prima volta che i principali amministratori di Genova e della Liguria sono contestati per impegni, familiari o non, che coincidono con le emergenze cittadine. Venerdì 9 ottobre, mentre Genova veniva sommersa dal fango per l’esondazione di Bisagno e Fereggiano, il sindaco Marco Doria era al teatro lirico Carlo Felice per l’apertura della stagione.
 

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«Un impegno istituzionale come presidente del teatro, in assenza di segnalazioni di pericolo da parte della Protezione civile» ha spiegato poi. Non riuscendo peraltro a cancellare la valanga di critiche che ne è seguita. Meno drammatico l’infortunio occorso al governatore della Liguria Claudio Burlando, che nel settembre 2013 «bigiò» una seduta del Consiglio regionale «per motivi personali», salvo poi postare su Facebook le foto dei funghi raccolti quel giorno in una scampagnata con la famiglia a Rondanina in val Trebbia.

 

 

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