“ATTENTI ALLE RISPOSTE RADICALI, IL RISCHIO È SOGNARE MAMDANI E SVEGLIARSI CON MÉLENCHON” – L’EX PREMIER PAOLO GENTILONI MANDA UN AVVISO AL CAMPO LARGO E SULLE PRIMARIE FISSA I PALETTI: “BISOGNA FISSARE SUBITO UNA DATA. MEGLIO SE CI SIANO PIÙ CANDIDATI, NON SOLO PER RAPPRESENTARE LA PLURALITÀ DI CULTURE PRESENTI NEL PD, MA ANCHE PER EVITARE CHE LE PRIMARIE APPAIANO COME UN REFERENDUM TRA PD E CINQUE STELLE" - MASSIMO FRANCO: “SULLE PRIMARIE, E' REALE LA PROSPETTIVA DI UNA SPACCATURA DEL CORPO ELETTORALE DEL “CAMPO LARGO” DURANTE E DOPO LA DECISIONE SULLA CANDIDATURA A PALAZZO CHIGI..."
Paolo Valentino per il Corriere della Sera - Estratti
PAOLO GENTILONI OTTO E MEZZO - 2
Il rischio per il Pd in Italia, dice Paolo Gentiloni, è di «sognare Mamdani e risvegliarsi con Mélenchon», cioè di ispirarsi alle scelte radicali del sindaco socialista di New York per poi invece essere risucchiato nella demagogia qualunquista del capo degli Insoumis francesi.
L’ex premier propone di fissare fin da ora almeno una data per le primarie democratiche, per uscire dall’incertezza e chiudere il balletto dei retroscena.
(...) L’Italia non deve e non può rompere la solidarietà europea — politica, economica e militare — attorno a Kiev».
Dentro il Pd e in tutto il campo largo impazza la querelle sulle primarie: devono essere «lente» come dice Elly Schlein o «rapide» come sostiene Conte?
«Guardo a questa discussione più da tifoso che da giocatore. Mi viene da dire, dato che se ne parla da molti mesi, che sarebbe il momento di fissare almeno una data, per dare una prospettiva certa e per mettere fine al festival dei retroscena».
I riformisti del Pd hanno proposto che vi siano altri candidati del Pd, oltre a Elly Schlein. È d’accordo?
«Non penso sarebbe sbagliato avere più voci, non solo per rappresentare la pluralità di culture presenti nel Pd, ma anche per evitare che le primarie appaiano come un referendum tra Pd e Cinque Stelle, una gara a due dove uno vince e l’altro perde».
Ieri Giorgio Gori in una intervista ha parlato anche della necessità di dare già da ora una postura più governativa al Pd.
PAOLO GENTILONI GIUSEPPE CONTE
«Ho sentito argomentare che nell’epoca di Trump occorrono risposte radicali. Rimango perplesso. Si può esser netti nei confronti di Trump e non essere estremisti, come dimostra il premier canadese, l’ex banchiere Mark Carney. Penso che si debba convincere la maggioranza degli italiani e non soltanto alcuni settori più militanti. Altrimenti rischiamo di sognare Mamdani e poi di risvegliarci con Mélenchon ».
LA COMPETIZIONE AL RALLENTATORE CHE PUÒ ACUIRE LE DIVISIONI
Massimo Franco per il Corriere della Sera - Estratti
Chiedere, come fa il M5S, un’accelerazione sulle primarie «non oltre gennaio» fa capire implicitamente che è in atto una guerra sui tempi tra Giuseppe Conte e la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Ma anche la speranza di Conte che si presentino più candidati per evitare «un duello rusticano» tra i due partiti maggiori delle opposizioni è indicativa. Significa che la prospettiva di una spaccatura del corpo elettorale del «campo largo» durante e soprattutto dopo la decisione sulla candidatura a Palazzo Chigi, è reale.
La sensazione è che Schlein preferisca aspettare la sentenza della Corte costituzionale sulla riforma del voto approvata dal governo. Si è parlato di aprile, ma in realtà c’è chi ritiene che la sentenza possa arrivare a febbraio, in vista di elezioni anticipate. La certezza sulle regole renderebbe più facile plasmare lo schieramento: anche se l’attesa viene ritenuta un alibi per prendere tempo, in mancanza di un accordo anche sul programma.
PAOLO GENTILONI GIUSEPPE CONTE
Conte preme perché si faccia presto. E usa anche le tensioni e gli incidenti nelle grandi città a supporto della fretta. «Sulla crisi che sta infiammando il Paese il governo non risponde ma le opposizioni devono battere un colpo e anche presto», ha detto ieri.
Indirettamente, la leader del Pd risponde di lasciarla lavorare, «e il programma del centrosinistra arriverà presto». Come minimo, l’avverbio «presto» viene declinato diversamente dai due aspiranti premier delle opposizioni. Ma la lunga incubazione delle primarie sta accrescendo i malumori.
Lo stesso ex premier Paolo Gentiloni, nell’intervista al Corriere ribadisce che andrebbero celebrate subito; e con più di due candidati. Lasciarle in sospeso rischia di inquinare i rapporti tra alleati: tanto più che le prove di avvicinamento sulla politica estera hanno fatto registrare una disponibilità del Pd a glissare sugli aiuti militari all’Ucraina (...)
franceschini gentiloni
PAOLO GENTILONI - GIUSEPPE CONTE - MARIO DRAGHI - FUNERALE PAPA FRANCESCO
gentiloni prodi
gentiloni trump
PAOLO GENTILONI OTTO E MEZZO


