IL PIATTO PIANGE – GIORGETTI DEVE TROVARE ALMENO ALTRI 10-15 MILIARDI PER L'ULTIMA MANOVRA DEL GOVERNO MELONI, QUELLA ELETTORALE, CHE DOVRA’ ESSERE DA 25-30 MILIARDI, IN LINEA CON LE PRECEDENTI - MA DOVE PRENDERLI? LE OPZIONI: NUOVE TASSE, TAGLI ALLA SPESA, UNA STRETTA SULLA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI MEDIO-ALTE - LA PISTA ALTERNATIVA PIÙ BATTUTA RESTA UN NUOVO CONTRIBUTO DI BANCHE E SOCIETÀ ENERGETICHE (MA FORZA ITALIA DICE NO) - POI I CLASSICI: GIOCHI E TABACCHI, GIÀ UTILIZZATI IN PASSATO DA QUESTO GOVERNO - SULLO SFONDO SUGAR TAX E PLASTIC TAX, FINORA RINVIATE - SI CERCANO ANCHE RESIDUI UTILIZZABILI DEL PNRR, MA QUEI FONDI NON SONO UN SALVADANAIO SPENDIBILE AD MINCHIAM…
Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Servono almeno altri 10 miliardi per l'ultima manovra del governo Meloni. La quinta, quella elettorale. Meglio 15, per arrivare a una legge di bilancio da 25-30 miliardi, in linea con le precedenti. Ma dove prenderli? Il Documento programmatico di finanza pubblica, appena approvato, non lascia spazi. Restano tasse e tagli alla spesa. E il tempo stringe.
Nulla è escluso: anche tornare a prelevare dalle pensioni. […]
La prima è una tassa comune sugli extraprofitti delle società energetiche, per evitare una giungla di prelievi nazionali. Bruxelles però frena e invita i governi a muoversi da soli. La seconda è la flessibilità bis chiesta dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti: usare le maggiori entrate prodotte dall'inflazione per finanziare misure, anziché destinarle al risanamento dei conti. Anche qui la Commissione prende tempo. Il commissario Valdis Dombrovskis avverte che non si possono moltiplicare le deroghe al Patto. […]
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
Martedì il Consiglio dei ministri dovrà definire la cornice della manovra, da trasmettere a Bruxelles entro il 15: il Dpb, documento programmatico di bilancio. Entro il 20 la finanziaria dovrà arrivare alle Camere. Sempre martedì il Parlamento voterà lo scostamento da 29 miliardi in due anni, grazie alla clausola nazionale di salvaguardia (Nec) per energia e difesa. Una dote da 14,4 miliardi l'anno, anche se per la difesa una parte copre spese già in bilancio. Non basta.
Tra le ipotesi di lavoro circola una nuova stretta sulla rivalutazione delle pensioni medio-alte. L'idea è tornare alle fasce, anziché agli scaglioni come nell'Irpef: recupero parziale dell'inflazione sull'intero assegno, salvando le pensioni fino a tre volte il minimo. La Consulta ha fin qui ammesso sacrifici proporzionati e temporanei, con tutela delle pensioni basse. E i precedenti fanno gola: secondo la relazione tecnica alla manovra 2023, richiamata dalla stessa Corte, la vecchia stretta sulla perequazione produrrà 54 miliardi di risparmi lordi cumulati fino al 2032. Fare cassa qui rende molto.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
La pista alternativa più battuta resta un nuovo contributo di banche e società energetiche. […] Poi i classici: giochi e tabacchi, già utilizzati in passato da questo governo. Sullo sfondo sugar tax e plastic tax, finora rinviate. […] Si cercano anche residui utilizzabili del Pnrr, ma quei fondi non sono un salvadanaio liberamente spendibile.