GIORGIA CORRE AI RIPARI SUL MELONELLUM - NELL’AULA DELLA CAMERA IL GOVERNO PONE LA QUESTIONE DI FIDUCIA SUI PRIMI TRE ARTICOLI DELLA LEGGE ELETTORALE. SI TRATTA DI UN MODO PER IMPEDIRE IL VOTO DEGLI EMENDAMENTI DELLE OPPOSIZIONI CHE AVREBBERO POTUTO FAR ANDARE SOTTO LA MAGGIORANZA -L’UNICO VOTO SEGRETO CI SARÀ GIOVEDÌ, QUANDO L’AULA SI ESPRIMERÀ SUL TESTO - LE OPPOSIZIONI: “LA QUESTIONE DI FIDUCIA È UNO SCHIAFFO AL PARLAMENTO”
1. L.ELETTORALE: GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUI PRIMI TRE ARTICOLI
(Agenzia Agi) - Il governo, con il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha posto la fiducia sui primi tre articoli della riforma della legge elettorale. La fiducia e' posta sui testi modificati dal Senato: di conseguenza, gli emendamenti presentati dalle opposizioni non saranno esaminati.
I primi due articoli disciplinano il nuovo sistema di elezione della Camera e sistema di elezione del Senato, ovvero il 'cuore' della riforma, un sistema proporzionale con premio di maggioranza a chi ottiene almeno il 42% dei voti in entrambi i rami del Parlamento.
riforma della legge elettorale
Nei primi due articoli si prevedono, in particolare, i capilista bloccati con la possibilita' di dare fino a tre preferenze a partire dal secondo in lista e con l'alternanza di genere se l'elettore da' piu' di una preferenza e l'aumento della raccolta firme per i partiti non presenti in Parlamento, come da modifiche apportate durante l'esame al Senato. Il terzo articolo disciplina i nuovi collegi di Bolzano. La fiducia sui primi due articoli sara' votata domani, la fiducia sul terzo articolo mercoledi'.
I primi due articoli, riformando i sistemi di elezione di Camera e Senato, contengono le principali novita' introdotte nel sistema di voto proporzionale con correzione maggioritaria attraverso l'assegnazione di un premio (pari a 70 deputati e 35 senatori) a chi ottiene almeno il 42% dei voti in entrambi i rami, altrimenti scatta il proporzionale puro.
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Viene fissato un tetto massimo ai seggi di chi ottiene il premio (220 deputati e 113 senatori), mentre le soglie di sbarramento restano identiche (10% per le coalizioni e 3% per le liste). E' stata invece eliminata la soglia per contribuire al computo dei voti ai fini della cifra elettorale nazionale e dunque del premio di maggioranza: saranno conteggiati anche i voti dei partiti che non superano l'1%.
Accanto ai capilista bloccati e alle tre preferenze, si introduce l'obbligo di indicare il candidato premier (il cui nome pero' non comparira' sulla scheda elettorale) nel momento di deposito del programma, pena la inammissibilità della lista. Infine, vengono innalzate più del doppio le firme da raccogliere per i nuovi partiti: da 1.500 a 6.000 per collegio.
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE
2. LEGGE ELETTORALE, PD-M5S-AVS-+EU INTERVENGONO SU FIDUCIA: È SCHIAFFO A PARLAMENTO
(Public Policy) - "Signor ministro, lei è venuto a comunicarci questa decisione del Governo. Non passi sotto silenzio. Non è né un atto dovuto né un atto naturale". Le questioni di fiducia "si mettono per i decreti in scadenza, quando l’opposizione sceglie la strada legittima dell’ostruzionismo. Il Governo qui pone la fiducia di fronte a 53 emendamenti presentati da tutte le opposizioni.
Tutto fuorché un atteggiamento di ostruzionismo, così come è stato in commissione. Una postura in linea con la logica del dialogo e del confronto parlamentare che voi avete rifiutato. Oggi date uno schiaffo a mano aperta a questo Parlamento. Avete paura della tenuta della vostra maggioranza, avete paura del voto segreto che comunque per fortuna ci sarà sul voto finale, a garanzia di tutti".
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Lo ha detto il deputato del Pd Federico Fornaro, intervenendo sull'ordine dei lavori nell'aula della Camera dopo che il Governo ha posto la questione di fiducia sui primi tre articoli della legge elettorale.
"Avete fatto cambiare la posizione dei deputati, il gruppo dirigente di FdI si è posizionato per avere una visuale massima sui deputati del gruppo. È un pessimo modo di affrontare una legge elettorale, è figlio della chiusura totale che avete scelto". Per Fornaro "l'apposizione della questione di fiducia è l’indegna conclusione" dell'iter, di fronte al quale esprimere alla presidenza "disagio profondo".
Una posizione ribadita anche dal segretario di Più Europa Riccardo Magi, in sciopero della fame contro il testo da 6 giorni. “Per segnalare una gravità assoluta, e lo dico al Governo, che in questo momento si è assunto la responsabilità della fiducia: quella dello sbarramento nell’accesso alla competizione elettorale”, ha detto Magi.
Da Avs, Filiberto Zaratti cita Piero Calamandrei, e i banchi del Governo che, quando si tratta di legge elettorale, dovrebbero "restare vuoti". "È vero, altri prima di voi l’hanno posta, innovando una linea di comportamento che da sempre la evitava sulla legge elettorale. Meloni criticò in modo asprissimo il ricorso al voto di fiducia sull’Italicum. In questo caso la coerenza è smentita dai fatti.
E c’è qualcosa che nel regolamento andrebbe ripensato. Laddove è possibile porre la questione del voto segreto non è possibile che questo diritto venga inficiato dal Governo che pone la questione di fiducia, dovrebbe essere affrontato. Il ruolo del Governo è spropositato, con diktat sui parlamentari, anche per leggi che hanno valenza costituzionale come quelle elettorali", ha detto.
giorgia meloni all evento del gazzettino 1
Un intervento a cui si è aggiunta, dal M5s, Enrica Alifano: "Stiamo mettendo in soffitta la democrazia parlamentare". Il presidente di turno, Giorgio Mulè (FI), si è fatto carico di segnalare alla presidenza anche la questione regolamentare sottolineata da Zaratti.
L'aula è intanto stata sospesa, si riprende domani con le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sull'articolo 1 a partire dalle 12.10, con voto non prima delle 14. I lavori proseguiranno poi con le dichiarazioni di voto e il voto sulla fiducia posta sull'articolo 2. Mercoledì toccherà invece all'articolo 3, mentre il voto finale è atteso per giovedì.
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matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
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