giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

GIORGIA, T'AGGRAPPI AL GENERALE? – DAL PASTICCIO SULLA LEGGE ELETTORALE EMERGONO DUE DATI: 1) UNA PRIMA CONVERGENZA TRA FDI E VANNACCI, CON I MELONIANI CHE HANNO VOTATO L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE DI FUTURO NAZIONALE, A DIFFERENZA DI LEGA E FORZA ITALIA. 2) LA DIFFIDENZA DI MELONI VERSO MARINA BERLUSCONI, CONSIDERATA LA REGISTA OCCULTA DEI FRANCHI TIRATORI AZZURRI – GUARDANDO I SONDAGGI, LA DUCETTA HA CAPITO CHE SENZA L’EX PARÀ DELLA FOLGORE RISCHIA DI PERDERE LE ELEZIONI – LA PARANOIA MELONIANA: IERI A MONTECITORIO I MEMBRI DELL’UFFICIO STAMPA DI FDI  FILMAVANO I DEPUTATI DELLA MAGGIORANZA PER STANARE I “TRADITORI”…

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per "la Stampa"

 

Giorgia Meloni 2

Sulle tribune che sovrastano l'Aula di Montecitorio c'è una parte riservata ai cronisti parlamentari. È uno spazio dedicato al racconto del dettaglio rubato alla folla dei deputati, la smorfia, la lite, lo scambio di foglietti […]

 

Ieri, in mezzo ai cronisti, sono stati intravisti cinque collaboratori dell'ufficio stampa di Fratelli d'Italia mentre filmavano i deputati della maggioranza – uno per ogni gruppo parlamentare - per stanare i movimenti della mano degli eventuali franchi tiratori, al momento del voto segreto. Un'intrusione che ha scatenato l'indignazione dei giornalisti […]

 

roberto vannacci a in onda 2

È la prova del clima di paranoia in cui è sprofondato il centrodestra dopo la bocciatura dell'emendamento sulle quasi preferenze chiesto da Giorgia Meloni. Il voto segreto ha lasciato importanti strascichi sull'umore della coalizione di governo. I sospetti stanno sfibrando la fiducia reciproca tra i partiti e […]

 

È chiaro che riproporre la stessa modifica in Senato, come aveva suggerito il presidente Ignazio La Russa, esporrebbe la destra a una nuova clamorosa spaccatura. Per questo nessuno, tra i dirigenti di FdI, si dice più sicuro di nulla. Anzi: «Vedremo se ripresentarlo. Meloni ha detto che ora occorre una riflessione. La faremo anche su questo», è la risposta che ieri il responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli dava a chiunque in Transatlantico.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Prendere tempo, dunque. Per studiare la mossa migliore da fare, ed evitare di ripiombare in una faida tra alleati. Meloni tiene gli occhi fissi sui sondaggi, e analizza ogni minima oscillazione di Roberto Vannacci. Le ultime 48 ore hanno segnato una prima apparente convergenza tra i meloniani e gli uomini dell'ex generale.

 

Hanno votato assieme un emendamento sulle preferenze (vere, in questo caso) che non è passato. E hanno cominciato a lanciarsi segnali, anche sulla base di una rivelazione di YouTrend che certifica la necessità, con la nuova legge elettorale, di tenere dentro Vannacci se il centrodestra vorrà prevalere sul campo largo.

 

AULA DELLA CAMERA RESPINGE L'EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE

Il partito di Meloni è diviso tra chi pensa debba stare il più lontano possibile, e chi invece lo considera parte dello stesso indivisibile tronco di destra che ha messo radici in Europa, con gli estremisti dell'Afd ormai inamovibili al primo posto nei sondaggi in Germania e con Marine Le Pen lanciata verso una probabile vittoria in Francia nel 2027. Al momento la presidente del Consiglio continua a sostenere di non volere Vannacci in coalizione.

 

Lo considera una mina vagante, teme che una volta dentro possa immediatamente sgomitare tra gli alleati e che possa finire per compromettere tutto il suo lavoro accreditamento personale con l'Unione europea.

 

marina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 3

Detto questo, con le nuove regole del voto, quelle del Melonellum, pur di vincere, sostengono discretamente dentro FdI, Meloni potrebbe essere costretta a un accordo. Si capirà di più a settembre. Fino ad allora, l'ordine della premier è di stare addosso ai temi forti che sta cavalcando l'ex generale: parlare meno di armi e più di sicurezza e di baby gang, non lasciargli l'egemonia su argomenti popolari (come, appunto, le preferenze).

 

Nell'immediato, però, le prossime complicazioni, per la premier, arriveranno da Forza Italia. La frattura che si è consumata sulla legge elettorale ha fatto riaffiorare tutta la diffidenza verso Marina Berlusconi, considerata da Palazzo Chigi la regista occulta delle manovre degli azzurri. L'ultimo tassello di questa frammentazione a destra è sulla giustizia.

 

GIORGIA MELONI

Due giorni fa Stefania Craxi - capogruppo dei senatori che Marina ha imposto ad Antonio Tajani - ha ribadito il no di FI al tentativo di forzare sulle intercettazioni. Fratelli d'Italia ha presentato un emendamento al decreto giustizia per allargare la rete delle registrazioni a strascico, come chiesto dal Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Dopo la sconfitta al referendum, la virata dei meloniani, in senso meno garantista, ha scavato una distanza con i forzisti.

 

La norma per regolamentare il sequestro delle chat è ferma alla Camera. Stesso discorso per la riforma della prescrizione bloccata in Senato. Gli azzurri ora temono la rappresaglia. Marina ha chiesto di tenere il punto: «La giustizia è l'identità di Forza Italia - spiega il capogruppo alla Camera Enrico Costa - Non cambiamo perché abbiamo perso il referendum. Se FdI insiste sulle intercettazioni, se le vota con il M5s. Così di nuovo spaccheremo l'alleanza».

MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVOROGIORGIA MELONI PRIMA PAGINA IL MANIFESTOGIORGIA MELONI PRIMA PAGINA IL FATTO QUOTIDIANOroberto vannacci contro meloni sulle preferenze

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