trump meloni g7

“GIORGIA  MELONI HA PERSO QUALSIASI CREDIBILITÀ” – MARCO DAMILANO METTE A NUDO TUTTE LE CONTRADDIZIONI DELLA DUCETTA, CHE PER ANNI HA LODATO E IMBRODATO TRUMP, SALVO ACCORGERSI SOLO ORA CHE È UN BULLO: “MELONI PROVA A CAMBIARE NARRAZIONE E A IDENTIFICARE SE STESSA CON LA NAZIONE, PER RISALIRE NEI SONDAGGI. L’ITALIA NON IMPLORA, CERTO. MA AVREBBE FATTO BENE A DIRLO QUANDO TRUMP HA IMPOSTO I DAZI CAPESTRO O QUANDO IL BOARD OF PEACE HA CERTIFICATO L’AZIONE DEVASTATRICE DI NETANYAHU A GAZA. IL SOSTEGNO MAGA E TRUMPIANO SI VOLTERÀ VERSO ALTRI SOGGETTI. MENTRE MELONI DOVRÀ TROVARE UNA POLITICA ESTERA NEO-EUROPEISTA, DOVRÀ SPIEGARLA, DIFENDERLA. CON QUALE CREDIBILITÀ?”

Estratto dell’articolo di Marco Damilano per “Domani”

 

donald trump giorgia meloni foto lapresse

Da Giorgia a Gigiorgia è un attimo. Ora che tutto è finito in una lite tra comari da far impallidire quelle (in realtà elegantissime) tra i ministri della Prima Repubblica, si fa presto a dire che «Trump è un coglione», come ha informato Alessandro Sallusti su Libero, che con il coglione di cui sopra ha condiviso la copertina dell'edizione americana del suo libro-intervista alla presidente del Consiglio, prefata J.D. Vance e pregiata di una frase lusinghiera del presidente americano: «Meloni è una dei più grandi leader del mondo».

 

marco damilano

Ma è anche grazie a Trump che Giorgia è diventata Meloni e poi premier. Non c’è solo l’appiattimento del governo italiano sugli Usa fino a pochi mesi fa. Ancora il 16 febbraio Meloni disse di non condividere gli attacchi del cancelliere tedesco Merz al movimento Maga.

 

Per non parlare del trattamento sprezzante riservato ai giornalisti che gli chiedevano di prendere le distanze da Trump: «Che facciamo? Usciamo dalla Nato, chiudiamo le basi americane? O assaltiamo i McDonald's?».

 

[...]

 

DONALD TRUMP ELON MUSK E GIORGIA MELONI A PARIGI PER L INAUGURAZIONE DI NOTRE DAME

Era il 2 marzo 2019, quando Meloni fu l’unica politica italiana chiamata a parlare al Conservative Political Action Conference (CPAC) a Washington: «Questo invito dimostra il crescente interesse attorno a noi», disse la leader di Fratelli d'Italia.

 

In quel momento Donald Trump era a metà del suo primo mandato alla Casa Bianca, il panel era dedicato al “futuro della democrazia in Europa e nel Venezuela”. Meloni non ritenne che accostare Maduro a Bruxelles fosse ridicolo, anzi.

 

 «In Venezuela, ma anche in Europa combattiamo una diversa battaglia per la libertà, meno eclatante ma ugualmente vitale», disse. «La democrazia in Europa è diventata un inganno. Si arriverà allo scontro finale tra la nostra Europa e l'Europa dei Macron e delle Merkel. Dobbiamo abbattere questa Unione europea per riconsegnare la sovranità ai popoli europei oggi usurpata dalla visione mondialista».

 

giorgia meloni risponde a donald trump 8

FdI era un piccolo partito all’opposizione, aveva il 4,3 per cento, meno di quello che oggi i sondaggi accreditano al generale Roberto Vannacci. La sua crescita comincia in quei mesi, quando fallisce il tentativo di Salvini (allora vicepremier di Conte) di agganciare Trump e Meloni diventa il punto di riferimento degli americani, con il gruppo dei conservatori europei.

 

Quanto ha contato questa vicinanza con Trump nell’ascesa di Meloni al potere, nella sua trasformazione in una specie di principessa dell’Internazionale sovranista, celebrata da Trump e da Elon Musk nel 2024 all’Atlantic Council: «È onesta, vera, autentica».

 

E poi l'invito a Mar a Lago per liberare Cecilia Sala. E la benedizione dell’ambasciatore Tilman Fertitta al ricevimento per la Festa dell’Indipendenza a Villa Taverna di un anno fa: «Giorgia Meloni è una leader forte e una grande amica degli Stati Uniti». [...]

 

Ora che Trump ha retrocesso Meloni da principessa a piccola fan reietta, i giornali della destra e i retroscenisti di Palazzo scoprono che Trump punta a picconare l’Europa con il sostegno nei vari paesi alle forze estremiste e anti-europeiste. Una scoperta tardiva: tra queste forze nell’ultimo decennio il più partito beneficiato in Italia è stato Fratelli d'Italia.

 

friedrich merz donald trump giorgia meloni g7 evian francia

Nel botta e risposta via social di sabato, in attesa della puntata successiva, la questione del consenso è stata brutalmente messa sul tavolo da Trump: «Meloni vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi numeri».

 

È vero il contrario, come ha replicato la stessa premier: «Essere tua amica non ha certo favorito la mia popolarità». Meloni prova a cambiare narrazione e a identificare se stessa con la Nazione, per risalire nei sondaggi. La dignità nazionale è una cosa molto seria. L’Italia non implora, certo.

 

Ma Meloni avrebbe fatto bene a dirlo quando Trump ha imposto i dazi capestro o quando il Board of Peace ha certificato l’azione devastatrice di Netanyahu a Gaza. Il sostegno Maga e trumpiano si volterà verso altri soggetti. Mentre Meloni dovrà rapidamente trovare una politica estera neo-europeista, dovrà spiegarla, difenderla. Dovrà raccontare la versione di Gigiorgia. Con quale credibilità?

 

Donald Trump Giorgia Meloni2

(Il centrosinistra di opposizione ha la possibilità di costruire una sua politica estera credibile e alternativa, evitando di ridursi a spettatori. Niente pop corn).

DONALD TRUMP - ELON MUSK - GIORGIA MELONImeme donald trump giorgia meloni 7MEME SU DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI

 

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