GIORGIA, LA SOLITA CAMALEONTE – OTTO PAESI, TRA CUI ITALIA, FRANCIA, GERMANIA, GIAPPONE E REGNO UNITO, SI SCHIERANO A DIFESA DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE, DOPO CHE TRUMP HA ANNUNCIATO SANZIONI CONTRO LA CPI PER L’ASSEGNAZIONE DEL NOBEL PER LA PACE A NAVI PILLAY – MELONI SI È RITROVATA CON LE SPALLE AL MURO: NON VORREBBE ESPORSI TROPPO NELLA DIFESA DELLA CORTE, CON CUI I RAPPORTI RESTANO TESI DOPO LA VICENDA ALMASRI, MA NON HA AVUTO ALTRA SCELTA VISTO CHE RESTARE A FIANCO DI WASHINGTON (E DI ISRAELE) POTREBBE COSTARLE CARO ALLE ELEZIONI…
1 - LA CASA BIANCA: SANZIONI ALLA CPI MA ITALIA E ALTRI 7 PAESI DICONO NO
Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”
Il Nobel per la pace alla giurista che ha accusato Israele di genocidio a Gaza scatena una guerra di sanzioni e uno scontro duro tra gli alleati atlantici. È Marco Rubio a sguainare la spada quando annuncia, poco dopo la proclamazione di Oslo, che Washington è determinata a imporre sanzioni di vasta portata alla Corte penale internazionale, il tribunale in cui ha lavorato Navi Pelley e che gli americani hanno già sanzionato.
«Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa», attacca il segretario di Stato americano. […]
Gli Stati Uniti avevano già sanzionato 17 funzionari della Corte, costringendoli persino a cambiare sistema operativo per avere un indirizzo di posta elettronica. […] Ma l'offensiva annunciata da Rubio mira a bloccare l'intero Tribunale.
La reazione internazionale è forte, almeno a parole. Otto Paesi - Italia, Canada, Danimarca, Germania, Francia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito - firmano una dichiarazione congiunta per ribadire «il sostegno incrollabile alla Cpi» ed esprimono «rammarico» per la decisione degli Stati Uniti. Il segretario Onu, Guterres, definisce l'iniziativa americana un «duro colpo» per il diritto internazionale, «inaccettabile». I vertici europei intanto cercano una mediazione.
Washington ha concesso un periodo di sei mesi prima che le misure entrino in vigore per permettere agli stati membri di affrontare la situazione e trovare un compromesso. «Il nostro impegno a proteggere la Cpi, i suoi membri e il suo personale è evidente, e adotteremo le misure idonee a continuare a tutelarli», annuncia il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
«La giustizia internazionale è essenziale per far rispettare il diritto internazionale, è l'unica alternativa alla vendetta». Bruxelles però non vuole rompere con l'alleato e «lavorerà per evitare che si rendano necessarie» contromisure.
Associazioni e parlamentari chiedono all'Europa di attivare il cosiddetto statuto di blocco, il regolamento Ue pensato per proteggere persone e imprese dagli effetti extraterritoriali di leggi di Paesi terzi.
[…] La Cpi è stata istituita nel 2002 e il suo dna è anche italiano: nacque dalla conferenza Onu di Roma che gettò le basi per la creazione di un tribunale in grado di processare crimini di guerra, crimini contro l'umanità, genocidio, aggressione contro un altro Stato. […]
Gli americani sono in conflitto con la Cpi da tempo, per un'inchiesta sui soldati Usa in Afghanistan, poi archiviata, e più di recente per i mandati di arresto contro il premier israeliano Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa Gallant.
2 - MELONI SI SMARCA LA SCELTA ANTI-TYCOON PER NON PERDERE VOTI
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
GIORGIA MELONI TRUMP ACCORDI DI PACE SHARM
La riflessione, a Palazzo Chigi, è stata breve. Il confronto con la Farnesina ancora più rapido.
Impossibile per l'Italia non partecipare alla dichiarazione congiunta con cui i membri del G7 (ad eccezione degli Stati Uniti) si sono schierati a favore della Corte penale internazionale e contro le sanzioni annunciate da Donald Trump.
Impossibile restare al fianco di Washington – in questa battaglia spalleggiata da Israele – senza pagare un prezzo politico devastante. Un costo che la premier non intende affrontare, a pochi mesi dalle elezioni.
[…] E così si spiega anche l'intervento di Antonio Tajani: «Il Nobel per la Pace è assegnato. È stata scelta una donna che ha una grande esperienza, è giusto che sia così. Non è che gli Usa devono commentare a chi si dà il premio».
[…] Lo scudo fornito dalle capitali europee e dagli altri partner del G7 rende la presa di posizione neanche troppo scomoda o scivolosa.
[…] E comunque, Palazzo Chigi eviterà di cavalcare la difesa della Cpi, a differenza di altri partner, anche perché con la Corte le relazioni restano fredde dopo il caso Al Masri. Semmai l'esecutivo batterà sulla necessità di provare a ricucire nel corso dei sei mesi che i contendenti hanno deciso di far trascorrere prima che le sanzioni entrino effettivamente in vigore.
[…] Altre elezioni, quelle che in Italia si terranno nel 2027, orientano le mosse di Palazzo Chigi. Da molti mesi ormai – e certamente dopo gli insulti pubblici ricevuti da Trump – la presidente del Consiglio evita di mettere troppo la faccia sulle decisioni del Presidente Usa. Di difenderlo, di sostenerlo. Ha pagato un prezzo con l'opinione pubblica, non intende replicare.
Certo, cerca di ripristinare relazioni civili. Ma per aiutarlo non intende rompere il fronte europeo, e men che meno mostrarsi conciliante con "Bibi": non conviene e fa perdere voti, è la lezione ormai chiara al vertice del governo.
trump rubio
DONALD TRUMP E MARCO RUBIO
GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU 1
GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU
DONALD TRUMP E MARCO RUBIO
GIORGIA MELONI TRUMP ACCORDI DI PACE SHARM
navi pillay.



