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LA GIRAVOLTA DEL “DELFINO” – IL GOVERNATORE DEL VENETO, ALBERTO STEFANI, SUL FINE VITA HA “TRADITO” LA PROMESSA FATTA AL SUO PADRINO POLITICO, MATTEO SALVINI, E AL PATRIARCA DI VENEZIA, FRANCESCO MORAGLIA: AVEVA GARANTITO CHE NON AVREBBE FATTO PASSARE ALCUNA LEGGE, MA POI HA DOVUTO CEDERE ALL’INGOMBRANTE EX “DOGE”, LUCA ZAIA – I COMITATI PRO LIFE E I FEDELISSIMI DEL SEGRETARIO FANNO CASINO NELLE CHAT, MENTRE ZAIA SI AVVICINA SEMPRE DI PIÙ A MARINA BERLUSCONI (MA AVRÀ MAI IL CORAGGIO DI USCIRE DALLA COMFORT ZONE DEL VENETO?)

Estratto dell’articolo di Ginevra Leganza per “il Foglio”

 

MATTEO SALVINI - ALBERTO STEFANI

Fine vita o morte a Venezia? Nella Serenissima raccontano della giravolta di Alberto Stefani. Il presidente di Regione, e successore di Luca Zaia, che aveva promesso al patriarca di Venezia e al partito di Matteo Salvini di tenere duro, bossianamente, di non mollare. E dunque di non lasciar passare nessuna legge.

 

La legge, invece – per anni auspicata proprio da Zaia – è poi stata approvata giovedì scorso. Sicché, nelle chat del Carroccio si è subito scritto che “quello di Alberto è un voltafaccia” (“voltafaccia”, hanno scritto, per non scrivere “tradimento”: stilema più post-missino).

 

LUCA ZAIA E ALBERTO STEFANI

Con la fine dell’estate, comunque, il giovane governatore leghista avrebbe disatteso la promessa fatta al potere spirituale del patriarca Moraglia e al potere temporale (e quantomai caduco) di Salvini.

 

Ogni promessa è debito, si sa, o almeno questa è la versione del Carroccio di governo, pro Capitano. Il quasi-anatema cattolico, invece, è arrivato ieri pomeriggio dopo una telefonata di Moraglia e un’altra di Monsignor Matteo Zuppi. “La Cei ha fatto di tutto – raccontano vicino al segretario – per sensibilizzare Alberto sull’abbraccio mortale che stava portando avanti contro la chiesa, venendo meno alle promesse fatte in fase pre-elettorale”. Alla fine, però, le promesse si sono infrante e ha vinto la linea del più carismatico “ex”.

 

FRANCESCO MORAGLIA

La legge “di Zaia” è passata e non è chiaro fino in fondo quanto Stefani l’abbia subita – essendo egli figlio politico e putativo di Salvini – o quanto, alla fine, l’abbia addirittura voluta. Certamente cruciali, per sbrecciare tra gli indecisi, sono stati comunque i dieci emendamenti a sua firma.

 

Dieci piccoli passi dell’enfant prodige, ma in una direzione assai diversa da quella del padre. Metamorfosi o debolezza? Chi ha visto e sentito Salvini nelle ultime ore – prima che ieri sera partisse per la festa regionale a Castegneto Carducci – lo ha raccontato combattivo ma pensieroso.

 

Sul fine vita, del resto, rischia di finire pure la sua Lega. Anche perché – al di là della “libertà di coscienza” – l’accordo di votare No con Fratelli d’Italia lascia traccia nel voto contrario non di un consigliere qualsiasi… Ma del capogruppo della Liga Riccardo Barbisan (insieme al consigliere Filippo Rigo). E dunque della testa del partito che però, sul Canal Grande, si ritrova ora acefalo.

 

Fine vita

[...] Stefani che diventa un punto interrogativo. E che, nelle prime reazioni, avrebbe stravolto i piani di Salvini.

 

Nel frattempo, le chat dei leghisti pro Matteo non sono meno avvelenate dei comitati pro-vita. Riceviamo la foto di un’anziana in piazza con manifesto: “Zaia, aspettavamo l’autonomia, invece ci dai l’eutanasia”. Poi l’analisi: “La trasformazione antropologica è giunta al suo compimento”. E infine un tweet di Simone Pillon: “Non ne verrà nulla di buono per te, Luca Zaia, né per il nostro movimento politico né soprattutto per i veneti più fragili”. Zaia, intanto, pare sia già altrove. Forse, come già accadde mesi fa, ancora più vicino a Marina. La figlia del Cav. che, giovedì, si è sentita veneta e serenissima.

Fine vita 23marina berlusconi - luca zaia - meme alberto stefani presidente della regione veneto

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