GIU' LE MANI DALLA CIOCIARIA! “CARO FLORIANO DELLA BELLA, LA CIOCIARIA MERITA RISPETTO E NON PUO’ ESSERE UTILIZZATA COME CARICATURA. CI ASPETTIAMO LE SCUSE” – ANCHE IL PD DI FROSINONE CHIEDE DI FARE MEA CULPA AL CONSIGLIERE DEM DI PONTEDERA, FLORIANO DELLA BELLA, CHE AVEVA APOSTROFATO GIORGIA MELONI COME “CIOCIARA, NEL SENSO PIU’ DISPREGIATIVO" – FINITA? MACCHE’. IL SINDACO DI PONTEDERA MATTEO FRANCONI CORRE IN SOCCORSO DI DELLA BELLA: “IN REALTA’ VOLEVA DIRE CACIARONA” - SCENDE IN CAMPO PURE FRANCESCO ROCCA, PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO, CHE ESPRIME SOLIDARIETÀ A MELONI: "DEFINIRLA 'CIOCIARA' SIGNIFICA OFFENDERE, INSIEME A LEI, UN'INTERA COMUNITÀ. E’ INACCETTABILE” - VIDEO
Dall’account Facebook del Partito democratico – Fedeazione di Frosinone
Caro Floriano Della Bella, consigliere comunale di Pontedera, il Partito Democratico della provincia di Frosinone ti chiede di scusarti con la Ciociaria e con i ciociari.
Essere ciociari non è un’offesa e la Ciociaria non può essere utilizzata come una caricatura.
Questa è la terra di Marco Tullio Cicerone e Giovenale, di Vittorio De Sica e Nino Manfredi. Una terra che ha dato molto alla cultura italiana ed europea.
Al di là delle appartenenze, il confronto politico non può diventare il pretesto per offendere un territorio e la sua gente.
Noi non siamo come loro. Quando sbagliamo, sappiamo anche chiedere scusa. Ed è quello che ci aspettiamo.
Estratti da repubblica.it
Nel 1960 Vittorio De Sica gira "La ciociara", capolavoro con Sophia Loren. Nel 2026 'la ciociara' è oggetto di discussione tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e un consigliere del Partito Democratico di Pontedera, Floriano Della Bella. E, a quanto pare, tutto sarebbe nato da un clamoroso lapsus: nessun insulto alla Ciociaria, ma un qui pro quo da commedia, in realtà il consigliere "voleva dire 'caciarona'". Può sembrare una sceneggiatura da cinepanettone, ma è uno dei casi del momento a livello politico.
Mentre questa zona a sud del Lazio assurge agli onori della cronaca politica, a Pontedera si decide di rispondere. A farlo è Matteo Franconi, sindaco del comune della Valdera, il quale spiega che è tutto un "mero errore, poi ammesso" di Della Bella: ha detto 'ciociara' ma intendeva dire 'caciarona'. Un errore da ripasso del vocabolario, insomma, ma evidentemente ingannato dalla fonetica.
"Certo non un complimento né un termine da diplomazia bizantina - scrive Franconi - ma niente a che vedere con giudizi negativi sulla Ciociaria che, voglio rassicurarla, per me, per il consigliere Della Bella e per Pontedera tutta è, come lei dice, uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia.
Lo scambio involontario di una parola con un'altra è certamente stato un errore e scrivo questo commento per rispetto degli amici della straordinaria terra di Cicerone e Tommaso d'Aquino. Mi permetto di suggerirle, vista la sua attenzione al linguaggio pubblico, di ascoltare cosa dice, volontariamente, dentro quella stessa discussione, un consigliere comunale del suo partito [Gian Paolo Quercetani, ndr] su cosa pensa dei concerti di 'Elodie con perizoma a novanta gradi'. Viva la Ciociaria! Viva la libertà delle donne di vestirsi come vogliono!".
La solidarietà di Rocca
Finita? Macché. Scende in campo pure Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, che esprime solidarietà a Meloni.
"Definirla 'ciociara' precisando di intendere il termine nella sua accezione più dispregiativa significa offendere, insieme a lei, un'intera comunità. Da presidente della Regione Lazio, considero inaccettabile che l'appartenenza a questa terra venga utilizzata per denigrare una persona" scrive in una nota. Insomma, un lapsus che ha finito per buttare tutto in Ciociaria, pardon, in caciara.





