meloni amatrice

GLI APPLAUSI, COME I FISCHI, SONO QUAI SEMPRE “SPINTANEI” – IL FERVORE CON CUI È STATA ACCOLTA LA DUCETTA AD AMATRICE È STATO FRUTTO DI UN’ATTENTA REGIA. LO HA AMMESSO CANDIDAMENTE IL SINDACO DEL COMUNE TERREMOTATO: “HO DETTO ALLE FORZE DELL'ORDINE DI FERMARE I CONTESTATORI. A PALAZZO CHIGI ERANO PREOCCUPATI DAI FISCHI DI TARANTO E HO MANDATO UN REPORT SU CRITICITÀ E CONTESTAZIONI” – MA ANCHE I FISCHI A TARANTO, CHE L’OPPOSIZIONE HA CAVALCATO COME IL SEGNALE DELLA “FINE” DELLA MELONI, PUZZANO DI SCENETTA ORGANIZZATA, TANTO CHE IL SEGRETARIO DELLA FIOM, MICHELE DE PALMA, LI HA RIVENDICATI...

 

QUEGLI APPLAUSI A MELONI E L’ALERT DEL SINDACO A CHIGI “FERMATE I CONTESTATORI”

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

giorgia meloni amatrice foto lapresse

[...]  Giorgia Meloni osserva la frattura provocata dieci anni fa dal terremoto, fissando lo sguardo sui segni dello sconquasso. Atterra all'eliporto e pochi secondi dopo è di fronte al parco Don Minozzi. [...]  All'ingresso la attendono il questore meloniano della Camera Paolo Trancassini e tre ministri: Nello Musumeci, Gianmarco Mazzi e Andrea Abodi. Da queste parti Fratelli d'Italia è forte.

 

La premier viene accolta da diversi applausi, qualcuno le urla «forza Giorgia». Non si manifestano i comitati che avevano chiesto alla politica di non partecipare e minacciato proteste. Chi è arrivato assieme ai dirigenti meloniani ovviamente si fa sentire a sostegno, altri plaudono spontaneamente. Non si sentono fischi. E non è soltanto un caso [...].

 

giorgia meloni amatrice foto lapresse

[...] Quando la premier si volta, incrocia un anziano. «Ci hai onorato con la tua presenza, è la gioia più grande della mia vita», dice in lacrime. «Non mi fare commuovere», è la replica, mentre torna indietro ad accarezzargli il volto. La calca si stringe, Meloni si dirige verso il palazzetto. [...] Il cerimoniale presidenziale è soddisfatto. Niente fischi, come a Taranto, niente proteste, come era stato minacciato dai comitati alla vigilia.

 

Come dicevamo, non è solo un caso. Se la gente del posto sceglie di non partecipare in massa alla deposizione della corona, altri salutano la premier calorosamente. Alcuni tra loro, riferiscono diversi tra i presenti, mobilitati da Trancassini e dai sindaci del reatino a lui vicini. E qualcuno esagera un po': gli slogan di incoraggiamento stonano con il clima di ricordo mesto e raccolto degli altri presenti.

giorgia meloni sergio mattarella e ignazio la russa - inaugurazione giochi del mediterraneo a taranto

 

Ma c'è dell'altro. Lo confida candidamente ad alcuni cronisti il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, eletto con una civica tendenza Fratelli d'Italia, prima dell'arrivo di Meloni: «Ho detto alle forze dell'ordine di fermare i contestatori perché sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime», è la premessa.

 

E ancora: «A Palazzo Chigi erano preoccupati dai fischi di Taranto e ho mandato un report su criticità e contestazioni». È dunque il primo cittadino a confermare che al vertice del governo era arrivata voce di una possibile protesta e che lui si è mosso per gestire la situazione, evitare picchi polemici, informare del quadro generale la presidenza del Consiglio prima della missione nel reatino.

 

Da anni, d'altra parte, chi si batte per ottenere sostegno dopo il terremoto del 24 agosto 2016 si espone e si fa sentire. Alcuni tra loro, anche per rasserenare gli animi, vengono ricevuti proprio da Meloni prima della funzione religiosa. «L'emozione per l'incontro con loro è grande — dice la leader — ma è più grande l'impegno: noi vogliamo soprattutto continuare a dare risposte».

 

giorgia meloni amatrice foto lapresse

Tutto, comunque, fila liscio. Durante la messa un fan le urla: «Non mollare». «Promesso». Dopo essere andata via, Meloni scrive sui social: «Grazie per l'accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro. Siamo con voi. Con rispetto, gratitudine e impegno. Oggi e ogni giorno». [...]

 

QUEI FISCHI NON SEMPRE SPONTANEI

Estratto dell'articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

Hanno qualcosa di sorprendente, più che sorprendente, le reazioni per i fischi a Meloni a Taranto. Cioè in una delle piazze più difficili in cui un membro di governo, non solo di questo governo possa presentarsi, a causa dell'incapacità negli anni di affrontare la questione dell'Ilva.

 

giorgia meloni ignazio la russa e sergio mattarella - inaugurazione giochi del mediterraneo a taranto

[...] reazioni che, da parte delle opposizioni, hanno contrassegnato una supervalutazione degli stessi fischi, come se appunto il declino della premier e del suo governo fosse cominciato nella città un tempo capitale dell'acciaio italiano e a confronto con la consueta ovazione che accompagna le uscite del Presidente Mattarella.

 

Ma i fischi, va ricordato, fanno parte della vita politica. La forza di un/una leader, viene da dire, si vede anche dal modo di affrontarli. Inoltre una salve di fischi raramente è spontanea, e se lo è generalmente è meno fragorosa di quella, molto probabilmente organizzata, di cui Meloni è stata fatta obiettivo.

 

Un alto dirigente sindacale non a caso ne rivendicava l'importanza, avvertendo però il centrosinistra che avrebbe sbagliato a considerarli automaticamente come consensi per la propria parte. Perché i fischi, si sa, sono spesso mossi da disperazione.

 

giorgia meloni fischiata - inaugurazione giochi del mediterraneo a taranto

Viene da pensare a come si comportò Craxi, affrontando le monetine e facendosi fischiare ai tempi di Tangentopoli, e soprattutto rifiutandosi di scappare dalla porta secondaria del suo albergo. E anche a Fanfani già anziano, di cui forse nessuno si ricorda più, contestato al congresso Dc che traccheggiava sulla prima elezione di De Mita segretario, e che si rivolse così ai giovani delegati democristiani: «Non ho mai avuto paura dei fischi. Se avessi avuto paura dei fischi, voi, oggi, non sareste qui!».

 

giorgia meloni amatrice giorgia meloni amatrice foto lapresse

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