“GLI SCATENO CONTRO GIORGIO, LO SENTO DUE VOLTE A SETTIMANA” – NELLE INTERCETTAZIONI DI ANTONIO SPALLETTA, IMPRENDITORE INDAGATO NELL’INCHIESTA SULLE MAZZETTE NELLA DIFESA, RICICCIA IL NOME DEL VICEPRESIDENTE FORZISTA DELLA CAMERA, ED EX SOTTOGRETARIO ALLA DIFESA, GIORGIO MULÈ (ESTRANEO ALL’INDAGINE) – “DOMANI”: “A MARZO SCORSO ERA EMERSO CHE L’IMPRENDITORE SAREBBE INTERVENUTO ‘ATTRAVERSO (IL REALE O MILLANTATO) INTERVENTO DI UN ESPONENTE POLITICO’ PER FAVORIRE LA PROMOZIONE (AVVENUTA) DI PIER FRANCESCO COPPOLA A GENERALE DELL’AERONAUTICA, IN MODO DA OTTENERE VANTAGGI E TENTARE DI AGGIUDICARSI APPALTI. E ANCORA, CHE QUEL POLIITICO POTESSE ESSERE PROPRIO MULÈ” – IN UN MESSAGGIO, MULÈ COMMENTAVA LA PROGRESSIONE DI CARRIERA DI COPPOLA “GAME SET MATCH, SI ATTENDE PATA NEGRA OTTANTA MESI”. IN UN ALTRO, SPALLETTA MENZIONAVA UN EVENTO CON IL SOTTOSEGRETARIO ALFREDO MANTOVANO, A CUI UN INTERLOCUTORE VOLEVA “CHIEDERE UN FAVORE”
Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”
«Giorgio? Lo sento due volte a settimana… Due o tre volte a settimana e lo vedo tutte le settimane». A parlare, intercettato, è Antonio Spalletta, l’imprenditore indagato nell’inchiesta della procura di Roma sul giro di mazzette e tangenti nel settore della Difesa.
Da un lato, infatti, c’è un gruppo di affaristi dal comportamento spregiudicato, pronto a tutto – anche a riciclare ingenti somme di denaro – pur di corrompere alcuni dei dipendenti delle più importanti società pubbliche nonché alti generali della Difesa e dell’Aeronautica.
E dall’altro proprio loro: funzionari di partecipate di Stato e militari di alto grado, disposti ad «agevolare» certe imprese «in commesse ed appalti nel settore informatico e digitale», ottenendo in cambio favori e vantaggi.
Ora, a pochi giorni dagli interrogatori preventivi dei venti indagati del procedimento per cui i pm capitolini hanno chiesto una serie di misure cautelari, Domani ha nuove carte giudiziarie in cui riemerge ancora il vicepresidente forzista della Camera dei Deputati ed ex sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè (estraneo totalmente all’indagine).
D’altronde a marzo scorso, nei giorni delle perquisizioni disposte dagli inquirenti, era emerso che l’imprenditore finito sotto ai fari dei pm, Spalletta, sarebbe intervenuto «attraverso (il reale o millantato) intervento di un esponente politico» per favorire la promozione (avvenuta) di Pier Francesco Coppola a generale dell’Aeronautica, in modo da ottenere vantaggi e tentare di aggiudicarsi appalti.
giorgio mule 30 anni dell agenzia headline giornalista
E, ancora, che quel politico potesse essere proprio Mulè. Che aveva subito commentato: «Il ruolo che ho svolto da sottosegretario alla Difesa e quello attuale in commissione Difesa mi ha portato e mi porta a fare un numero imprecisato di segnalazioni per trasferimenti o promozioni».
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Le intercettazioni adesso raccontano di più, non solo del messaggio in cui Mulè commenta la progressione di carriera di Coppola («Game set match, si attende Pata Negra ottanta mesi»).
In data 24 luglio 2024, si legge negli atti, «Spalletta commenta» con un militare «l’evento al quale erano presenti entrambi la sera prima e fa notare al suo interlocutore di avere indirizzato Mulè da lui per permettergli di salutarlo e sottolineando che, con l’occasione, il politico si sarebbe messo a disposizione per il suo trasferimento». «Ieri te l’ha detto anche Giorgio, te l’ha fatto capì in un modo traverso: “Quando vuoi facciamo l’azione”», dice, captato, Spalletta.
Non è chiaro quanto ci sia di millantato e quanto di reale. Sta di fatto che il nome dell’azzurro compare più volte nelle carte. Ad esempio quando lo stesso Spalletta informa un amico che «Giorgio» gli avrebbe fatto sapere «della nomina del nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito, Masiello».
E poi quando l’imprenditore, Spalletta per l’appunto, parla con un altro amico preoccupato che per un affare venga favorita Maticmind, la società di cui all’epoca era titolare l’ex amico del ministro della Difesa Crosetto, Carmine Saladino, oggi indagato nell’inchiesta romana sulla squadra Fiore.
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Ancora. Negli atti le promesse di Spalletta ai colleghi per fargli incontrare Mulè. «In data 19 maggio 2024 – scrivono i pm – Spalletta prenota un tavolo per la sera successiva, per tre persone specificando che con lui ci sarà anche Mulè: si tratta di una cena offerta da Spalletta di euro 527,27 euro».
giorgio mule durante i funerali di stato di arnaldo forlani
Infine, il 14 giugno di due anni fa un indagato dell’inchiesta nel corso di una telefonata intercettata riferisce che Spalletta avrebbe «mandato Mulè a parlare coi vertici di Leonardo per una gara, sostenendo altresì che Mulé vorrebbe costituire una società per l'Intelligenza Artificiale "perché dice che c'ha un sacco di fondi”».
Nelle carte, l’ultimo episodio di cui si fa menzione è quello che riguarda l’organizzazione di un evento da parte di Spalletta a cui sarebbero stati invitati «il sottosegretario Mantovano, Butti, l’ambasciatore americano e Mulè». In riferimento alle parole del suo interlocutore, che «gli riferisce di voler chiedere un favore a Mantovano», Spalletta chiosa: «Qui c’è la lista d’attesa amico mio, me dispiace, c’è chi ha iniziato prima, gli altri in lista d’attesa».
E conclude con un riferimento a Mulè: «Cioè se io dico a Giorgio guarda diamo na mano a lui, n’è che poi je posso di diamo na mano… perché il problema sai qual è? Quando tu chiedi due cose, il problema è che basta che ne fa una dice: “Una l’ho fatta”».
Contattato da questo giornale, Mulè ha detto di «non aver incontrato i vertici di Leonardo» e che «una cena non è un reato». «La procura non ha avuto interesse a sentirmi, quindi non c’è alcun interesse e io non ho niente da dire», ha commentato il vicepresidente. […]




