giancarlo giorgetti manovra legge di bilancio giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

IL GOVERNO HA PRESO FISCO PER FIASCHI – GIORGETTI E MELONI SI SONO ACCORTI CHE IL PROMESSO TAGLIO DELL’IRPEF PER IL CETO MEDIO NON DAREBBE UN GRANDE “RITORNO ELETTORALE”: L'APPLICAZIONE DELL'ALIQUOTA AL 33% AI REDDITI TRA 50 MILA E 60 MILA EURO RIGUARDEREBBE CIRCA TRE MILIONI DI CONTRIBUENTI – PALAZZO CHIGI VUOLE CONCENTRARSI SU QUALCOSA DI PIÙ SPENDIBILE NELLE URNE: ALZARE LA SOGLIA DELLA FLAT TAX PER LE PARTITE IVA FINO AI 100MILA EURO. MA PER FARLO SERVE L’OK DI BRUXELLES – GIORGETTI IN PARLAMENTO: “LA RICHIESTA DELLO SCOSTAMENTI DI BILANCIO PER L'ATTIVAZIONE DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA PER DIFESA ED ENERGIA È UN PASSO CONSAPEVOLE RISPETTO ALLA LINEA DI PRUDENZA…”

1. GIORGETTI, SCOSTAMENTO UN PASSO CONSAPEVOLE DALLA LINEA DI PRUDENZA

giancarlo giorgetti - Senato – discussione Documento programmatico di finanza pubblica - foto lapresse

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - La richiesta dello spostamento di bilancio per l'attivazione della clausola di salvaguardia Nec per difesa ed energia "è un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato".

 

Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in aula alla Camera. "Sono qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano".

 

2. GIORGETTI, NUVOLONI ALL'ORIZZONTE. PROSEGUIAMO SU CONSOLIDAMENTO

giancarlo giorgetti - Senato – discussione Documento programmatico di finanza pubblica - foto lapresse

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - "Programmare soprattutto a tre anni in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti, come dimostrano le rilevazioni del Fmi sono settimanali, per cui la decisione fondamentale che sottende" ai nostri ragionamenti è che "quando il bollettino meterologico annuncia tempesta prima di uscire un mare a aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell'imbarcazione ed è quello che abbiamo cercato di fare" in questi anni.

 

"Questa rotta - ha aggiunto - riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all'orizzonte e questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea e se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l'uscita dalla procedura a primavera".

 

3. MANOVRA, TEMPI LUNGHI A RISCHIO IL TAGLIO IRPEF IPOTESI ESTENSIONE FLAT TAX

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

CETO MEDIO TARTASSATO

Doveva essere la misura “regina” della manovra. E invece ora il taglio dell'Irpef per il ceto medio è in bilico. L'ipotesi che riscriverebbe la direzione politica della legge di bilancio elettorale rimbalza sul tavolo di una riunione tra governo e maggioranza a poche ore dalla riunione del Consiglio dei ministri che oggi approverà il Documento programmatico di bilancio (Dpb), lo scheletro della Finanziaria.

 

[…] Per l'applicazione dell'aliquota al 33% ai redditi tra 50mila e 60mila euro non ci sarebbe un problema di coperture (costa 2,7 miliardi). Certo, i margini sono risicatissimi, ma più volte la premier Giorgia Meloni ha indicato proprio la riduzione dell'Irpef come l'obiettivo prioritario della sua quinta manovra.

 

MAURIZIO LEO E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

La questione che adesso alimenta i dubbi è altrettanto politica. Riguarda l'efficacia della misura. I timori sono legati al numero dei beneficiari della riduzione delle tasse. Le simulazioni parlano di circa 3 milioni di contribuenti, una platea considerata «contenuta» rispetto alle esigenze, molto più ampie, del voto. Altra considerazione emersa alla riunione: il segnale rischia di risultare «poco tangibile».

 

Meglio, quindi, concentrarsi su qualcosa di più spendibile nelle urne. È intorno a questo ragionamento che emerge la possibilità di alzare la soglia della flat tax per le partite Iva.

Dopo averla portata da 65mila a 85mila euro, ora si punta a posizionare l'asticella intorno ai 100mila euro.

 

FLAT TAX

In tal senso, l'esecutivo è intenzionato a rilanciare la trattativa con Bruxelles dato che per l'allargamento occorrerebbe intervenire contestualmente sulla normativa Iva.

 

Anche in questo caso c'è un risvolto politico. Il centrodestra, infatti, darebbe un segnale a una fetta importante del suo elettorato. L'idea piace molto alla Lega, che ieri ha posto proprio la flat tax a 100mila euro in cima alle sue richieste, insieme alla pensione a 64 anni e all'abolizione del canone Rai, tutto da finanziare con un contributo a carico delle banche.

 

La soluzione sulla "tassa piatta" non dispiace neppure a FdI e FI, che comunque potrebbero rivendicare il risultato come un successo dell'intera coalizione. Ma i due partiti vogliono comunque lasciare il loro segno.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

L'esecutivo è orientato ad accogliere perciò l'idea di un bonus per i fragili: un contributo o uno sconto sulle prestazioni non coperte dal sistema sanitario nazionale. Si partirebbe dalle cure odontoiatriche, riducendo i costi dal dentista per gli anziani oltre una certa soglia di età e per le famiglie con minori a carico.

 

Allargata a tutte le prestazioni e i servizi del settore privato, la misura impatterebbe su una spesa annuale stimata in circa 40 miliardi. E andrebbe incontro a una delle richieste dei forzisti, insieme alla no tax area per gli under 30 con redditi fino a 35mila euro e allo stop al bollo auto per tutte le prime macchine.

 

ANTONIO TAJANI - MATTEO SALVINI

FdI punta anche sulla detassazione delle tredicesime. Selettiva, per i redditi bassi, è ritenuta comunque «più visibile» rispetto al taglio dell'Irpef. Si vedrà. La manovra, infatti, è solo abbozzata. Appesa alla trattativa con l'Europa sulle spese per l'energia.

 

[…]  Il governo aspetta una risposta da Bruxelles nei prossimi giorni. A cascata, l'approvazione della legge di bilancio entro la scadenza del 20 ottobre è a rischio. Il via libera in Cdm potrebbe arrivare il 23, mentre il testo in Parlamento è atteso intorno al 28. È la manovra lenta.

MAURIZIO LEO E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

 

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