HAFTAR SI PRENDE TRIPOLI E LA DIVIDE CON ERDOGAN – LA RATIFICA DEL MEMORANDUM CHE DELIMITA I CONFINI MARITTIMI TRA LIBIA E TURCHIA È LA SPINTA DEFINITIVA PER IL GENERALE, CHE PRESTO POTREBBE ESSERE ACCOLTO A TRIPOLI COME PRESIDENTE DELLA LIBIA UNIFICATA – UNA VOLTA GRANDI NEMICI, HAFTAR E ERDOGAN SONO ORA UNITI NELLA GEOPOLITICA E NEGLI AFFARI (IN BALLO CI SONO TANTI SOLDI PER ANKARA NELL’OFFSHORE) – IL CAPOLAVORO DI HAFTAR: PARTNER STORICO DELLA RUSSIA E DEGLI USA, MA ANCHE CON L’EUROPA, CON CUI COLLABORA SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA - L’ITALIA NE ESCE CON LE OSSA ROTTA: NON CONTA PIU' UN CAZZO IN LIBIA E, NONOSTANTE ABBIA SEMPRE RICONOSCIUTO IL PREMIER DBEIBEH, ORA E' OBBLIGATA A DIALOGARE CON HAFTAR…
Estratto dell’articolo di Luca Gambardella per “il Foglio”
Dopo sette anni di contese, minacce e polemiche, ieri il Parlamento libico di Tobruk ha ratificato all'unanimità il memorandum siglato nel 2019 che delimita i confini marittimi fra Libia e Turchia.
Per Saddam Haftar, è un passaggio cruciale che spiana la strada che a breve potrebbe condurlo a Tripoli, accolto da presidente di una Libia unificata. Almeno, questa è la speranza del vicecomandante generale di Bengasi, che in cambio della ratificazione dell'accordo marittimo, da ieri può contare anche sulla benedizione di Ankara come nuovo presidente in pectore della Libia.
Il memorandum sui confini marittimi era stato uno dei principali argomenti di divisione in Libia. Siglato dall’ovest e bloccato dall’est, dove ha sede il Parlamento, l’accordo era contestato da Egitto, Grecia, Cipro e Ue perché lasciava a turchi e libici la libertà di gestire lo sfruttamento energetico dei fondali di un tratto di mare enorme, inglobando pure Creta e Cipro.
Il Parlamento aveva bloccato tutto per la profonda avversione che all’epoca Haftar, sostenuto dal presidente della Camera Aguila Saleh, nutriva nei confronti della Turchia.
Oggi i tempi sono cambiati perché i turchi parlano con tutti a est come a ovest. Gli appalti per la costruzione delle grandi infrastrutture […] e l’addestramento dei soldati di Haftar finiscono per essere aggiudicati sempre più spesso ai turchi.
Il piano americano per l’unificazione del paese, promosso dall’inviato speciale della Casa Bianca Massad Boulos, prevede un accordo che superi le vecchie divisioni e si basa sul consenso di tutti gli attori principali, Emirati Arabi Uniti e Turchia in primis.
Haftar ha colto l’opportunità. A inizio di ottobre ha rimosso Saleh dalla guida del Parlamento, neutralizzando l’ultimo ostacolo politico all’approvazione del memorandum, sostituendolo con Al Salheen Abdel Nabi, un suo uomo.
RECEP TAYYIP ERDOGAN E VLADIMIR PUTIN AD ASTANA
In ballo ci sono tanti soldi per Ankara nell’offshore. Nel giugno 2025, la compagnia nazionale libica Noc e la società turca Tpao avevano firmato un memorandum relativo allo studio di quattro zone marittime.
Erano stati inoltre discussi rilievi sismici su 10.000 chilometri lineari. Ora il via libera del Parlamento facilita la realizzazione di questi progetti.
Dal canto suo, Haftar consegue una vittoria geopolitica enorme, dimostra che le vecchie geometrie sono saltate e di essere un leader capace di parlare con tutti.
libia - proteste contro il governo Dbeibah per la politica energetica
E’ partner della Russia, ma anche degli Stati Uniti – ha incontrato Marco Rubio lo scorso giugno e Vladimir Putin ad agosto. Dialoga con la Turchia, ma anche con l’Europa, di cui è partner in tema di immigrazione e sicurezza già da tempo. Saddam Haftar è l’esempio vivente dell’allineamento tacito che ha preso forma sull’asse Washington- Mosca con la seconda Amministrazione Trump.
Un asse sostenuto anche dall’Italia, che appoggia ogni sforzo americano per l’unificazione del paese con Haftar presidente. Le incognite sul futuro della Libia però sono tutt’altro che sparite. Resta da vedere come reagirà il premier dell’ovest Abdulhamid Dabaiba, fino a oggi l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.
SADDAM HAFTAR CON LUCIANO PORTOLANO
Il suo clan è diviso all’interno fra il nipote Ibrahim, favorevole all’accordo con Haftar in cambio di un ruolo di primo piano nel nuovo assetto americano, e il figlio Mohamed che invece sente i propri interessi economici minacciati. Ieri, in contemporanea col voto a Tobruk, il capo dei servizi segreti di Ankara, Ibrahim Kalin, è volato a Tripoli per un bilaterale con Dabaiba per discutere dei passi successivi. Poi c’è l’Egitto, che contesta la validità del memorandum fra Libia e Turchia e messo all’angolo dopo la rimozione di Saleh, che era il suo alfiere a Tobruk. Soprattutto ci sono la Grecia e Cipro e con loro l’Ue.
[…] Infine, da lontano, anche Israele osserva interessato gli ultimi sviluppi. Per Benjamin Netanyahu il contenimento della sfera di influenza di Ankara parte dalla Siria ma arriva sulle coste di Bengasi. L’incontro segreto fra Saddam e Bibi, che si è tenuto il mese scorso negli Emirati Arabi Uniti, serviva a ribadire che Israele guarda con attenzione al Mediterraneo orientale.
Gli ammiccamenti fra Haftar e lo stato ebraico continuano. Da ieri a Sirte è in corso un vertice internazionale su sicurezza e intelligence. Fra gli invitati c’è il rabbino israeliano David Rosen, figura di primo piano del dialogo interreligioso internazionale ed ex direttore dell’American Jewish Committee.
giorgia meloni a tripoli con Abdulhamid DBEIBAH
SADDAM HAFTAR E MATTEO PIANTEDOSI
a tripoli manifestazioni contro il premier Dbeibah
giorgia meloni a tripoli con Abdulhamid DBEIBAH
mohammed younis menfi giorgia meloni abdul hamid mohammed dbeibah
Khalifa Haftar matteo piantedosi a bengasi




