“IL LEADER E’ CHI VINCE AI GAZEBO O GUIDA IL PARTITO PIÙ VOTATO” – ELLY SCHLEIN TIRA DRITTA DOPO LA SORTITA DI CONTE CHE AVEVA EVOCATO UN “FEDERATORE MA SENZA TROVARE APERTURE NEL PD” – LA SEGRETARIA DEM E’ CONVINTA CHE TUTTO FACCIA PARTE DI UNA STRATEGIA DI PEPPINIELLO ENTRATO IN MODALITA’ PRIMARIE E PRONTO A METTERE UN DITO NEGLI OCCHI A ELLY OGNI VOLTA CHE SE NE PRESENTI L'OCCASIONE PER ROSICCHIARE CONSENSI E PEZZI DI ELETTORATO PD – MA I GAZEBO CONTINUANO A PROVOCARE MAL DI PANCIA AL DEM ORLANDO E AL VERDE BONELLI - LA DUCETTA DEL NAZARENO SI BLINDA. ALL’ASSEMBLEA DEL 18 VERRÀ STABILITO CHE IL CANDIDATO DEM SARÀ SOLTANTO LA LEADER, CON BUONA PACE DELL'ALA RIFORMISTA CHE PUNTAVA SU GIORGIO GORI...
1 – CONTE PUNGE IL PD “HO APERTO AL FEDERATORE MI HANNO DETTO DI NO”
Matteo Pucciarelli per “la Repubblica” - Estratti
Le primarie a questo punto sono lì, forse ormai inevitabili. Giuseppe Conte non si tira indietro, ma ci tiene a mettere agli atti che non era questa l'unica soluzione possibile.
(...)
Da via di Campo Marzio a Roma ribadiscono intanto un altro punto: per il Movimento non esiste l'automatismo secondo cui il partito della coalizione che prende un voto in più degli altri debba esprimere il candidato premier. Una regola sulla quale, spiegano, non c'è mai stata disponibilità.
La leadership va scelta con un meccanismo condiviso. E se non è passata l'ipotesi del nome terzo, restano appunto i gazebo. Che però continuano a non entusiasmare pezzi importanti della futura coalizione. Angelo Bonelli lo ha detto esplicitamente: per Avs sarebbe stato preferibile trovare «una terza figura» attraverso un'intesa politica, evitando una sfida tra Elly Schlein e Conte. E Nicola Fratoianni ha più volte manifestato dubbi sul rischio che una competizione tra i leader finisca per dividere anziché unire il campo progressista. Avs, se si arriverà davvero alle primarie, dovrà quindi decidere se e come schierarsi.
SCHLEIN MAGI FRATOIANNI CONTE BONELLI
Le perplessità attraversano anche il Pd. Andrea Orlando ha chiesto che l'opportunità stessa delle primarie venga discussa formalmente dentro il partito, senza considerarle un approdo inevitabile. «Penso che nella base del partito, nel popolo largo del centrosinistra, ci sia grandissima preoccupazione rispetto alla celebrazione delle primarie», le sue parole a Omnibus.
(…)
2 - SCHLEIN NON CAMBIA IDEA “LEADER CHI VINCE AI GAZEBO O GUIDA IL PARTITO PIÙ VOTATO”
Giovanna Vitale per “la Repubblica” - Estratti
nicola fratoianni elly schlein daniela preziosigiuseppe conte
Nessuna sorpresa. Al Nazareno, alle sortite di Giuseppe Conte, sono ormai abituati. Non è un caso se l'altra sera, nel corso della segreteria-fiume, Elly Schlein a un certo punto si è raccomandata: «Non cediamo alle provocazioni».
Pur senza nominarlo, era chiaro con chi ce l'avesse: con il capo del M5S, entrato da tempo in modalità primarie, al contrario di quanto vorrebbe far intendere l'ultima allusione a fantomatici nomi terzi. E perciò pronto a metterle un dito negli occhi ogni volta che se ne presenti l'occasione. Convinto — è questa l'opinione diffusa nei ranghi democratici — che gutta cavat lapidem: goccia dopo goccia riuscirà a sgretolare il fortino del Pd, conquistarne pezzi di elettorato e farsi incoronare, lui, candidato premier del campo progressista ai gazebo, grazie ai voti sottratti alla segretaria.
nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli
Una strategia. Da ignorare pubblicamente, evitando commenti a caldo per non avvalorare la tesi di uno scontro permanente tra partiti in teoria fratelli, in pratica coltelli. Ma da respingere con fermezza al momento opportuno.
(...)
Tutto è pronto per l'investitura ufficiale. «Tiriamo dritto», è l'ordine di scuderia: «Elly correrà alle primarie e le vincerà». Previa modifica statutaria per allungare il mandato della segretaria (in scadenza a marzo), da approvare nell'assemblea nazionale convocata per il 18 ottobre. Dove verrà anche stabilito che il candidato dem sarà soltanto la leader, con buona pace dell'ala riformista che puntava su Giorgio Gori.
(...)
conte schlein bonelli fratoianni
Fatto sta che l'uscita di Conte sul possibile federatore finisce per irritare persino la minoranza. Decisa ad avanzare in direzione una serie di obiezioni sul programma: a chiedere cioè se il Pd ne ha uno, se sì quale e chi lo ha scritto; ché se ancora non ce l'ha, è bene sapere chi se ne occuperà, aprendo al contributo di tutti ed evitando di inseguire pure su quello il junior partner progressista.
Ma al tempo stesso intenzionata a respingere la controffensiva dell'avvocato: «Mi pare che la disponibilità pelosa di Conte sul nome terzo sia un modo per denigrare la nostra segretaria», attacca il senatore Filippo Sensi.
«Cosa ci sta dicendo? Che lui sarebbe pronto a un passo indietro e che sarebbe Schlein a volere a tutti i costi le primarie perché vuole a tutti i costi palazzo Chigi», ricostruisce l'esponente riformista.
«L'ennesima, spregiudicata strambata per appiccicarle addosso l'immagine famelica di chi agisce solo per tornaconto personale», taglia corto. «Una manovra per screditare la sua disponibilità a correre in una competizione leale tra alleati». Chiaro il messaggio: se c'è da sbarrare la strada all'ex premier giallorosso, il Pd — ala critica inclusa — è compatto. Su tutto ci si potrà dividere, ma su questo mai.
Elly Schlein e Giuseppe Conte3
Elly Schlein e Giuseppe Conte2
schlein conte

