IN EUROPA COMANDANO SEMPRE FRANCIA E GERMANIA (GIORGIA MELONI? NON PERVENUTA) – IL CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, E IL PRESIDENTE FRANCESE, EMMANUEL MACRON, SONO VICINI A UN ACCORDO PER IL BILANCIO EUROPEO – I DUE LEADER POTREBBERO TROVARE UNA SOLUZIONE ENTRO DICEMBRE. IL NODO È TROVARE UN EQUILIBRIO TRA IL RIGORISMO TEDESCO (INSUFFLATO DAI PAESI “FRUGALI”) E LE NECESSITÀ DI FLESSIBILITÀ DELLA FRANCIA, CON UN DEFICIT E UN DEBITO FUORI CONTROLLO – MERZ AVREBBE SOSTENUTO LA PROPOSTA FRANCESE DI INTRODURRE NUOVE IMPOSTE A LIVELLO EUROPEO PER AUMENTARE LE ENTRATE DELL'UE E RIDURRE I CONTRIBUTI NAZIONALI. UNA POSSIBILE SOLUZIONE DI COMPROMESSO POTREBBE PREVEDERE TAGLI AL BILANCIO PER CIRCA 200 MILIARDI DI EURO, COMPENSATI DA UN CONSISTENTE AUMENTO DELLE RISORSE PROPRIE…
UE: "POLITICO", MERZ E MACRON SI AVVICINANO A UN ACCORDO SUL BILANCIO
emmanuel macron friedrich merz foto lapresse
(Agenzia_Nova) - Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno rilanciato le prospettive di un accordo sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp) dell'Unione europea entro dicembre, grazie a una convergenza sulla possibilita' di introdurre nuove risorse proprie per finanziare il bilancio comunitario.
Lo riferisce l'edizione europea del portale "Politico", citando cinque diplomatici europei a conoscenza delle discussioni svoltesi durante il Consiglio europeo della scorsa settimana. Merz e Macron, che hanno avuto anche un incontro bilaterale a margine del vertice, si sarebbero entrambi espressi a favore della conclusione dei negoziati entro la fine dell'anno, contribuendo a rilanciare le speranze di un compromesso dopo mesi di stallo.
giorgia meloni con gli occhiali al senato foto lapresse
"Vediamo uno spazio per un accordo a dicembre. Se Merz e Macron sono d'accordo, possiamo farcela", ha dichiarato un diplomatico europeo. Secondo tre fonti diplomatiche, il cancelliere tedesco avrebbe inoltre sostenuto la proposta francese di introdurre nuove imposte a livello europeo per aumentare le entrate dell'Ue e ridurre i contributi nazionali, mostrando apertura verso tutte le misure prospettate, con l'eccezione della controversa imposta sulle imprese denominata Core.
Si tratterebbe di un cambiamento significativo rispetto alla precedente posizione di Berlino, che aveva escluso la possibilita' di sostituire con nuove entrate le necessarie riduzioni della spesa. Secondo uno dei diplomatici, una possibile soluzione di compromesso potrebbe prevedere tagli al bilancio per circa 200 miliardi di euro, compensati da un consistente aumento delle risorse proprie.
SELFIE DI EMMANUEL MACRON CON FRIEDRICH MERZ
Un funzionario tedesco ha tuttavia invitato alla cautela, precisando che "non sono state individuate soluzioni condivise e certamente non sono state concordate cifre specifiche". Lo stesso funzionario ha ribadito che "sono ancora necessari tagli significativi, che devono interessare tutti i settori" per raggiungere un accordo sostenibile.
Proprio la prospettiva di una riduzione generalizzata delle risorse sta alimentando le preoccupazioni dei responsabili della politica estera europea. L'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha infatti promosso un'iniziativa contro i tagli ai finanziamenti destinati all'azione esterna, sostenendo che comprometterebbero la capacita' dell'Unione di esercitare la propria influenza internazionale.
kaja kallas ursula von der leyen
In una lettera di quattro pagine indirizzata alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo, visionata da "Politico", Kallas e i commissari Marta Kos, Dubravka Suica, Jozef Sikela e Hadja Lahbib hanno contestato l'ipotesi di ridimensionare la dotazione di circa 200 miliardi di euro prevista per il programma Global Europe. Secondo i firmatari, le riduzioni avrebbero "conseguenze importanti" per l'Ue e i Paesi partner in termini di "resilienza, sicurezza, stabilita', prosperita', competitivita' e migrazione".
La posizione comune rappresenta anche un raro esempio di convergenza tra il Servizio europeo per l'azione esterna, guidato da Kallas, e la Commissione europea, dopo le divergenze emerse sulle proposte di riforma delle strutture diplomatiche comunitarie.
FRIEDRICH MERZ ACCOLTO ALL ELISEO DA EMMANUEL MACRON - FOTO LAPRESSE
In particolare, la riduzione del 17 per cento dei finanziamenti allo sviluppo proposta dall'Irlanda, che esercita la presidenza semestrale del Consiglio dell'Ue, avrebbe ripercussioni immediate anche sul personale delle strutture europee responsabili delle relazioni esterne. Ai dipendenti di questi uffici e' gia' stato chiesto di valutare le conseguenze di eventuali tagli fino al 40 per cento.
Alle preoccupazioni espresse dai vertici europei si aggiungono quelle del direttore esecutivo ad interim del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam), Carl Skau, secondo cui una riduzione degli aiuti umanitari finanziati dall'Unione finirebbe per indebolirne il peso nei negoziati e nelle discussioni internazionali.
kaja kallas rapita dai pistoloni dei militari
La ricerca di un compromesso tra Francia e Germania sul finanziamento del prossimo bilancio si intreccia dunque con le resistenze di una parte delle istituzioni europee a ridimensionare le risorse destinate alla cooperazione internazionale e alla politica estera, considerate essenziali per preservare il ruolo dell'Ue sulla scena globale.