CON L’ACCORDO SUL GASOLIO, TRUMP E PUTIN STRANGOLANO L’EUROPA - ETTORE SEQUI: “: WASHINGTON AUMENTA LA PRESSIONE SULL'UCRAINA MENTRE LA ALLEGGERISCE SULLA RUSSIA. LA SPIEGAZIONE È IN IRAN. LA GUERRA HA FATTO SALIRE I PREZZI ENERGETICI E TRUMP, CON LE ELEZIONI AMERICANE ALLE PORTE, CERCA DIESEL RUSSO PER CONTENERLI. L’EUROPA RISCHIA DI PAGARE DUE VOLTE. DEVE AUMENTARE LE SPESE PER SOSTENERE L’UCRAINA MENTRE WASHINGTON ALLENTA ALCUNE RESTRIZIONI ECONOMICHE ALLA RUSSIA. GLI EUROPEI CERCANO DI RENDERE PIÙ COSTOSA LA GUERRA PER PUTIN; TRUMP, PER ABBASSARE IL PREZZO DEL DIESEL, RISCHIA DI RENDERLA MENO COSTOSA. LA SICUREZZA EUROPEA FINISCE COSÌ PER DIPENDERE ANCHE DAL PREZZO DEL CARBURANTE AMERICANO”
Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “La Stampa”
Dopo l'accordo con Putin sul diesel russo, Trump mette apertamente in discussione la permanenza di Zelensky alla guida dell'Ucraina. Non contesta più soltanto gli attacchi alle raffinerie russe: contesta la leadership politica di Kiev. Mosca applaude immediatamente e definisce parole di Trump «iconiche e storiche». Il segnale è eloquente: Washington aumenta la pressione sull'Ucraina mentre la alleggerisce sulla Russia.
La spiegazione è in Iran. La guerra ha fatto salire i prezzi energetici e Trump, con le elezioni americane alle porte, cerca diesel russo per contenerli. Putin può fornirlo ma Zelensky colpisce le raffinerie che lo producono indebolendo l'economia russa. Per contenere il costo della guerra in Iran, Washington rischia di ridurre quello della guerra di Putin (…). Le implicazioni sono profonde.
Primo. Cambia il rapporto di forza negoziale. Trump offre a Mosca un beneficio economico senza ottenere concessioni sulla guerra. A Kiev chiede invece di rinunciare agli attacchi alle raffinerie (…)
Secondo. Putin può trovare più conveniente aspettare. Se diminuisce la pressione economica sulla Russia e aumenta quella politica sull'Ucraina, perché Putin dovrebbe affrettarsi a trattare? Il paradosso è che Trump cerca di convincere Putin a fermare la guerra rendendo meno costoso per la Russia continuare a combatterla.
Terzo. La pressione investe la sovranità politica ucraina. Il Cremlino contesta da tempo la legittimità di Zelensky e ora vede Washington mettere in discussione lo stesso interlocutore (…)
Le elezioni ucraine, rese difficili dalla guerra, restano una decisione degli ucraini, non una concessione da negoziare. L'attacco di Trump a Zelensky appare come una punizione politica per il rifiuto di sospendere gli attacchi alle raffinerie russe. Ma è anche una autoassoluzione per non avere ancora saputo mettere fine alla guerra.
Quarto. Le sanzioni rischiano di perdere credibilità. La deroga americana sul diesel non abolisce il regime sanzionatorio, ma ne mette alla prova la coerenza (…)
Quinto. L'Europa rischia di pagare due volte. Deve aumentare le spese per sostenere l'Ucraina mentre Washington allenta alcune restrizioni economiche alla Russia. Gli europei cercano di rendere più costosa la guerra per Putin; Trump, per abbassare il prezzo del diesel, rischia di renderla meno costosa. La sicurezza europea finisce così per dipendere anche dal prezzo del carburante americano. Senza maggiore autonomia strategica, l'Europa continuerà a pagare per decisioni che contribuisce troppo poco a determinare. Resta la questione decisiva: quale pace? Putin non cerca soltanto territori. Vuole limitare la sovranità ucraina e condizionare la sicurezza europea.



