L'AMERICA DEGLI ESTREMI: DA UNA PARTE C'E' QUEL MATTO DI TRUMP, DALL'ALTRA C'E' LA SINISTRELLA OCASIO-CORTEZ E IL SUO FRONTE "PROGRESSISTA" (LA MIGLIORE ASSICURAZIONE DI VITTORIA PER "THE DONALD") - IN MICHIGAN, STATO CONSERVATORE, LA SOCIALISTA DEMOCRATICA ALEXANDRIA OCASIO-CORTEZ SPINGE ABDUL EL SAYED CHE, SE ELETTO, SAREBBE IL PRIMO SENATORE MUSULMANO NELLA STORIA USA - È STATA LEI A IMPORLO COME CANDIDATO AL POSTO DELLA DEPUTATA HALEY STEVENS: SE EL SAYED RICEVERA' UNA SCOPPOLA ELETTORALE, SARA' OCASIO-CORTEZ A PAGARNE LE CONSEGUENZE POLITICHE (E A DARE ADDIO A QUALSIASI VELLEITA' DI CORRERE PER LA CASA BIANCA)
Estratto dell'articolo di Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"
«Se Abdul può vincere in Michigan, noi della nuova generazione progressista possiamo vincere ovunque». Alexandria Ocasio-Cortez è venuta in questo Stato tradizionalmente democratico, ma conquistato da Donald Trump due anni fa, perché qui la sinistra Usa gioca una battaglia cruciale per la riconquista del Senato. Deve strappare ai repubblicani quattro collegi: missione difficile ma possibile grazie all’impopolarità del presidente.
Non deve, però, perdere nemmeno uno dei suoi seggi senatoriali. E proprio quello del Michigan, lasciato dal ritiro di un democratico, è in pericolo. Più ancora della forza del candidato repubblicano, Mike Rogers, un ex detective dell’Fbi ed ex deputato «legge e ordine», a tenere in ansia i democratici è la figura di Abdul El Sayed:
alexandria ocasio-cortez ABDUL EL-SAYED E BERNIE SANDERS
se eletto, sarebbe il primo senatore musulmano della storia americana. Il Michigan, dove anche chi vota democratico tende ad avere idee piuttosto conservatrici, è pronto ad eleggere un candidato di fede islamica con idee molto di sinistra, pur rifiutando l’etichetta di socialista?
Ocasio sa che non è facile, ma è stata lei, insieme ai leader della sinistra radicale, a volere questa sfida che ha spaccato il fronte democratico: Abdul contro la candidata ufficiale del partito, Haley Stevens, deputata al Congresso di Washington. L’ha spuntata El Sayed, dirigente sanitario che in anni di attivismo politico è diventato una figura carismatica [...]
Abdul è molto diretto e duro: questa fin qui è stata un’arma vincente per lui. Ora Ocasio torna a sostenerlo in un bus tour con soste a raffica in città e villaggi di questo Stato del midwest. Prima nelle contee rurali del nord cercando di conquistare col populismo economico di El Sayed elettori conservatori delusi da Trump: aveva promesso un’età dell’oro, gli ha dato prezzi alle stelle per benzina, diesel e fertilizzanti.
A Pontiac, periferia industriale (decaduta) di Detroit, Ocasio galvanizza una platea di giovani volontari della campagna democratica spiegando che nelle sale ovattate del Senato serve gente tosta, decisa a cambiare le cose senza troppe cerimonie. El Sayed, che dà del codardo al suo avversario repubblicano, lo definisce fotocopia di Trump e lo accusa di essere foraggiato dalle industrie farmaceutiche responsabili della strage per abuso di oppioidi che ha causato negli anni scorsi centinaia di migliaia di morti,
usa un linguaggio sferzante che ricorda più quello di The Donald che la retorica misurata dei democratici. Ma Ocasio lo vede in sintonia con un elettorato deluso e arrabbiato con l’establishment. Di tutti e due i partiti. Per questo ha scommesso su di lui e annuncia che dirotterà un milione di dollari dalla compagna elettorale dello Stato di New York per sostenere El Sayed: «Uno dei pochi parlamentari», dice, «che non accetta assegni dalle corporation».
Un impegno totale perché qui Ocasio si gioca un pezzo importante del suo futuro politico. Ha imposto una candidatura rischiosa e, se Abdul perderà, lei ne subirà le conseguenze politiche.
Ma se vincerà, sarà la vittoria del «progetto generazionale» dei progressisti: rinnovamento della dirigenza del partito e strada spianata verso una sua candidatura alla Casa Bianca. Ma El Sayed ce la può fare?
Il fuoco di sbarramento è pesante: il vicepresidente JD Vance arriva in Michigan per accusarlo addirittura di odiare l’America. Abdul replica che non fai per anni l’attivista e non lavori per migliorare la sanità di un Paese che non ami.
alexandria ocasio-cortez ABDUL EL-SAYED E BERNIE SANDERS
Poi un giornalista gli contesta a bruciapelo le simpatie della madre per la Fratellanza musulmana. E lui, che ha già raccontato di essere stato cresciuto dal padre e dai nonni e non dalla madre che tornò in Egitto, replica a brutto muso: «Imputi a me, nato nel 1984, quello che faceva lei negli anni Settanta?»
[...] Pare che funzioni: sale nei sondaggi, ma il lieve vantaggio su Rogers può ingannare. Molti democratici restano freddi e la folla che lo acclama a Flint, città prevalentemente nera, è al 90% bianca: per gli afroamericani è un alieno, anche perché lui nei comizi non parla mai di razzismo. Per questo è già venuta Kamala Harris ad aiutarlo. E la prossima settimana Barack Obama farà la prima sortita elettorale al suo fianco, qui in Michigan.
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