L’ARMA DI CONTE PER LE PRIMARIE E’ IL NO ALLE ARMI ALL’UCRAINA (E PUTIN RINGRAZIA) - GLI AMBASCIATORI DEL PD NON CONVINCONO "GIUSEPPI" AD AMMORBIDIRE LA SUA POSIZIONE: NON HA VUOLE AVALLARE L'INVIO DI ARMAMENTI, ANCHE SE MOTIVATI DALLA DIFESA DEI CIVILI - CONTE SI FINGE DIALOGANTE MA SI CHIUDE DIETRO A UN "NO" ALLE ARMI: SPERA DI TRASFORMARE LE PRIMARIE IN UN REFERENDUM SUL SOSTEGNO ALL'UCRAINA - PER ELLY SCHLEIN SENZA UN ACCORDO SUL PROGRAMMA, E DUNQUE SUGLI AIUTI A KIEV, NIENTE GAZEBO. SI RISCHIA IL BIS DEL 2022, QUANDO LETTA PREFERI’ REGALARE PALAZZO CHIGI ALLA MELONI CHE ALLEARSI CON IL M5S…
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
Ambasciatori discreti e di massimo livello lo hanno avvicinato negli ultimi giorni, allarmati dalla linea dura con cui Giuseppe Conte continua a negare la possibilità di fornire aiuti militari all'Ucraina. Hanno tentato la carta della persuasione. Si sono appellati all'unità.
«Presidente, dobbiamo trovare un modo per inserire nel programma un accordo sull'Ucraina. Non possiamo organizzare primarie massacrandoci su questo punto». Il leader ha ascoltato. Poi ha assicurato che tutto, dunque anche la questione delle spedizioni militari a Kiev, dovrebbe far parte della base programmatica del campo largo. Ha anche giurato massimo impegno per raggiungere «un minimo comun denominatore».
Quando però gli stessi mediatori hanno provato a ipotizzare un compromesso, peraltro assai al ribasso, il leader del Movimento è stato categorico: non è questa la soluzione. Non ha intenzione di avallare l'invio di armamenti, anche se motivati con la difesa dei civili perché, secondo la linea M5S, questa soluzione non rappresenterebbe una discontinuità (…).
Ci hanno provato almeno in due negli ultimi cinque giorni. Conte, come detto, si è mostrato formalmente dialogante, garantendo di non voler tenere fuori Kiev dal patto. E però la formula per dare forma e sostanza a questo «minimo comun denominatore» è ancora tutta da definire. Anche l'ex premier ha ammesso che sì, «è complicato» trovare un'intesa. E che un fallimento rappresenterebbe un «problema molto serio».
Giuseppe Conte Vladimir Putin 2
Quello che il Nazareno e gli altri alleati temono è che l'ex premier non sia disposto a cedere, convinto che solo il "no" radicale alle armi gli possa permettere di ribaltare la sfida nei gazebo. Non sarebbe quindi disponibile a rinunciare all'unico vantaggio tattico di cui dispone (…) Trasformare i gazebo in un referendum sul sostegno militare all'Ucraina è un incubo per il Pd, ma anche per Avs (…)
Quando è stata avvertita della posizione di Conte, Schlein ha ribadito l'unico paletto invalicabile: prima la piattaforma programmatica, poi le primarie. Senza, non c'è spazio per i gazebo. Con una postilla, però, sempre testardamente unitaria: dobbiamo fare di tutto per restare uniti e convincere Conte ad accettare una mediazione.
ELLY SCHLEIN - DIREZIONE NAZIONALE DEL PD
Quella frutto del confronto tra dem e Avs sembrava poter rappresentare una buona base di partenza, perché vincolava le forniture di armi all'obiettivo della difesa dei civili ucraini. Visti i dubbi dei 5S, è stato tentato un rilancio: leghiamole alla protezione di scuole e ospedali. Neanche questo sforzo, però, sembra aver scalfito la posizione 5S. Primarie del genere, senza neanche questo terreno comune, non sarebbero accettabili e rischierebbero di lasciare scorie (..)

