“CAPISCO L’OBBLIGO DI RIEMPIRE UNA PAGINA. MA TRA RIEMPIRLA E INFORMARE I LETTORI RESTA UNA DIFFERENZA. SOPRATTUTTO PER UN GIORNALE CHE SI CHIAMA LA VERITÀ” – L’EX CAPO DELLA POLIZIA FRANCO GABRIELLI, CHE SCENDE IN CAMPO CON IL MOVIMENTO DI RUFFINI, RISPONDE A MARIO GIORDANO CHE SU “LA VERITA’” LO AVEVA INSOLENTITO SUL FUNERALE DEI CASAMONICA (“SE IL CRITERIO È CHE IL PREFETTO RISPONDE AUTOMATICAMENTE DI TUTTO CIÒ CHE ACCADE NELLA SUA PROVINCIA, COSA DOVREMMO DIRE DELL’ASSALTO ALLA CGIL, QUANDO PREFETTO DI ROMA ERA MATTEO PIANTEDOSI? LE RESPONSABILITÀ RICHIEDONO FATTI E COMPETENZE, NON SIMPATIE POLITICHE”) E SUL CASO RAMY - LA REPLICA: “TANTE PAROLE PER NULLA, ILLUSTRE GABRIELLI. STAVOLTA NON SERVONO NEMMENO LE BATTUTE PERCHÉ LEI SI BATTE DA SÉ”
Lettera di Franco Gabrielli a Mario Giordano pubblicata da La Verità
FRANCO GABRIELLI ERNESTO MARIA RUFFINI
Illustre Giordano, se questo è tutto ciò che è riuscito a collazionare in 38 anni del mio servizio allo Stato, gli italiani possono stare tranquilli. Persino io, leggendo la sua requisitoria, mi sono rassicurato.
L’ironia è una bella cosa: quando riesce, fa sorridere; quando deve supplire alla debolezza degli argomenti, lascia soltanto qualche battuta e parecchi fatti da rimettere in ordine. Mi limito a tre.
Il funerale dei Casamonica. Prima di stabilire chi avrebbe dovuto impedirlo, sarebbe utile leggere il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: le competenze specifiche in materia di processioni e trasporti funebri non sono attribuite al prefetto. Se invece il criterio è che il prefetto risponde automaticamente di tutto ciò che accade nella sua provincia, cosa dovremmo dire dell’assalto alla Cgil, quando prefetto di Roma era Matteo Piantedosi? Le responsabilità richiedono fatti e competenze, non simpatie politiche.
I cosiddetti «putiniani». Quel monitoraggio riguardava la disinformazione e le minacce ibride, nel quadro delle iniziative sollecitate dall’Unione europea. Il tavolo era stato costituito nel 2019, prima del mio arrivo a Palazzo Chigi. E proprio per consentire a tutti di verificare quanto fossero infondati i sospetti di dossieraggio, ne feci declassificare il bollettino. Una precauzione piuttosto singolare, converrà, per uno «spione» intenzionato a nascondere qualcosa.
FRANCO GABRIELLI ERNESTO MARIA RUFFINI
Ramy. Sarebbe bastato ascoltare le mie dichiarazioni per capire che parlavo delle modalità dell’inseguimento e della proporzionalità dell’azione. Per inciso, lo feci a gennaio, non «subito dopo lo schianto» di novembre. La Procura di Milano ha poi chiesto il processo per il militare alla guida, contestando l’omicidio stradale con eccesso colposo nell’adempimento del dovere.
Saranno i giudici a decidere, ma quella contestazione riguarda proprio il limite tra un intervento doveroso e le modalità con cui viene eseguito. Gli esiti relativi alla resistenza del conducente dello scooter non risolvono la questione delle responsabilità per la morte del ragazzo. Confonderli aiuta la polemica, non i lettori. Infine, la politica. Lei mette insieme persone che hanno fondato partiti o guidano progetti politici. Io ho semplicemente aderito a un progetto già esistente, nel quale riconosco valori e obiettivi. Anche questa differenza meriterebbe qualche attenzione, magari sottraendo spazio a una battuta.
Capisco l’obbligo di riempire una pagina. Ma tra riempirla e informare i lettori resta una differenza. Soprattutto per un giornale che si chiama La Verità.
Franco Gabrielli
LA REPLICA DI MARIO GIORDANO
Tante parole per nulla, illustre Gabrielli. Stavolta non servono nemmeno le battute perché lei si batte da sé.
Mario Giordano.
FRANCO GABRIELLI ERNESTO MARIA RUFFINI
ERNESTO MARIA RUFFINI - FRANCO GABRIELLI - FOTO LAPRESSE.
FRANCO GABRIELLI
