L'ENNESIMA CANTONATA STORICA DI FRANCESCA ALBANESE: “LA GERMANIA NAZISTA ODIAVA TUTTI I SEMITI, NON SOLO GLI EBREI”: LA ROCKSTAR DELL’INTIFADA, RELATRICE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI UMANI NEI TERRITORI PALESTINESI, PROVA A FAR CREDERE CHE LA PAROLA “ANTISEMITISMO” NON SI RIFERISSE SOLO AGLI EBREI MA A TUTTI I POPOLI DI ORIGINE SEMITICA. ERGO, SECONDO IL SUO RAGIONAMENTO, ANCHE GLI ARABI - LE SUE PAROLE SCATENANO UN PUTIFERIO - IL "JERUSALEM POST": “UN FALSO STORICO” - IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EBRAICA CONTEMPORANEA: “UNA DEFINIZIONE SBAGLIATA, CONFUSA, CATASTROFICA” - LA FILOSOFA DONATELLA DI CESARE: “UN TENTATIVO DI RISCRIVERE IL SIGNIFICATO DI ANTISEMITISMO, SMINUENDO IL RUOLO DEGLI EBREI COME VITTIME…” - ALLA FINE "NOSTRA SIGNORA DEI PROPAL" E' COSTRETTA ALLE SCUSE
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Enrico Franceschini per repubblica.it - Estratti
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La Germania nazista sterminò sei milioni di ebrei nei campi di concentramento non per odio specifico nei confronti di quel popolo, ma come parte di una più ampia discriminazione “contro tutti i semiti”, ovvero le popolazioni non europee: l’antisemitismo si è poi diretto in particolare contro gli ebrei, solo perché erano “il gruppo etnico più numeroso di questo tipo” in Europa.
Parole di Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati, in un’intervista a Clate, pubblicazione della Latin American and Carribbean Confederation of State Workers, che scatena nuove accuse e polemiche contro la giurista italiana.
“Un falso storico”, afferma il Jerusalem Post. “Una definizione sbagliata, confusa, catastrofica”, concorda Gadi Luzzatto Voghera, direttore del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. “Un tentativo di riscrivere il significato di antisemitismo, sminuendo il ruolo degli ebrei come vittime”, commenta la filosofa Donatella Di Cesare, autrice di numerosi studi sull’Olocausto.
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Nel suo intervento la relatrice speciale dell’Onu afferma in particolare che, quando fu coniata, la parola antisemitismo si riferiva “a chiunque non era europeo e proveniva dal Medio Oriente”, e che solo in un secondo tempo si è evoluta fino a sovrapporsi al concetto di antigiudaismo, per poi più tardi indicare specificatamente il pregiudizio contro gli ebrei. “Perciò”, prosegue Albanese, “c’era un odio razzista dei non bianchi, dei non puri, dei non cristiani, che si è in seguito cristallizzato in antisemitismo come odio degli ebrei”.
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Contrariamente alle sue affermazioni, obietta il Jerusalem Post, “il termine antisemitismo fu creato per riferirsi specificatamente all’ostilità verso gli ebrei”: il quotidiano ebraico cita come fonte l’International Holocaust Remembrance Alliance, secondo cui la parola è stata coniata nel 1879 dal giornalista tedesco Wilhelm Marr “per designare le campagne anti-ebraiche e si è diffusa nell’uso comune attraverso movimento politici antiebraici”. Il dizionario Merriam-Webster definisce l’antisemitismo come “ostilità o discriminazione contro gli ebrei, intesi come gruppo religioso, etnico o razziale”.
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Quanto all’idea espressa da Albanese che l’antisemitismo si è sovrapposto in un secondo tempo all’antigiudaismo, il direttore del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea dissente: “Antigiudaismo è il termine con cui si indica l’antica ostilità antiebraica sviluppatasi in ambienti religiosi cristiani e islamici”, dichiara Luzzatto Voghera. “La sovrapposizione semmai è rovesciata: è l’antisemitismo che, come teoria politica, si è nutrito delle forme tradizionali dell’antigiudaismo, modernizzandole e rendendole operative”.
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Relatrice dell’Onu per i territori palestinesi dal 2022, nel 2025 Albanese è stata colpita da sanzioni degli Stati Uniti con l’accusa di “fomentare l’antisemitismo, esprimere sostegno al terrorismo e disprezzare l’America e Israele”, una serie di misure che le hanno impedito di accedere a conti bancari e altri strumenti finanziari negli Usa e in Europa. La studiosa italiana ha accusato Israele di genocidio e crimini contro l’umanità per la guerra a Gaza, sostenendo che le sue critiche allo Stato ebraico vertono soltanto sull’occupazione dei territori palestinesi.
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