“LE PRIMARIE DI COALIZIONE? UNA BELLA MASCHERATA” – LA EX MINISTRA DEM ROSY BINDI STRONCA I GAZEBO PER SCEGLIERE IL LEADER DEL CENTROSINISTRA (PUR AVENDO PARTECIPATO ALLE PRIMARIE CHE INCORONARONO PRODI PRIMA, E POI VELTRONI) – “ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE NON SI RICONOSCONO E NON SI LEGITTIMANO TRA DI LORO” – BINDI MOLLA UN CALCIONE A SILVIA SALIS: “SONO UN PO’ ESTERREFATTA DALLA DISPONIBILITÀ DI PERSONE FINO ALL’ALTROIERI CAMPIONESSE SPORTIVE E CHE POI DOPO UN ANNO CHE FANNO I SINDACI SONO PRONTE A GUIDARE UN PAESE IN UN MOMENTO DRAMMATICO COME QUESTO” – L’IDEA DI UN “FEDERATORE”, IN CUI IN MOLTI HANNO VISTO L’IDENTIKIT DI PIER LUIGI BERSANI (CHE PERO’ SI E’ TIRATO INDIETRO)...
Antonello Piroso per “La Verità” - Estratti
Cognome e nome: Bindi Rosaria. Aka Rosy.
«Nome da spogliarellista e carattere da sceriffa», così Giampaolo Pansa, sull’Espresso. E lei: «Passi pure per il nome, ma di sceriffi ne valgo tre».
Nata nel 1951 in quel di Siena. Per la precisione a Sinalunga. Che però fino al 1864 si chiamava Asinalonga.
Asina di certo non è mai stata, la Rosy.
Semmai una cavalla, non «di razza» (nella Dc la medaglia era riservata ad Amintore Fanfani e Aldo Moro, due statisti), ma di certo nevrile.
Scattante, eccitabile, reattiva, vigorosa.
Quando Roberto Speranza in versione Cesare Ragazzi si è messo in testa un’idea meravigliosa per risolvere il braccio di ferro sulla leadership del Camposanto centrosinistrato (scegliamo una figura terza, un Papa straniero, un diciottenne neoelettore oppure un vecchio capo partigiano) la Rosy - ospite de La7, dove è invitata molto spesso per interventi ex cathedra, sempre rigorosamente senza contraddittorio - si è astenuta dall’infierire: «Parliamo di cose serie, non mi fate commentare queste amenità estive, perché sono buona, in fondo», Specificando subito, a scanso di equivoci: «Molto in fondo».
Oggi contraria alle primarie di coalizione - perché sarebbero una «bella mascherata» per non prendersi la responsabilità di decidere sulle cose da fare, evitando la fatica di una sintesi politica -pur avendo partecipato a quelle che incoronarono Romano Prodi prima, e pure il primo segretario del Pd poi.
Dove si piazzò seconda alle spalle di Walter Veltroni, che stravinse a mani basse: il 76% contro il suo 13%.
Siccome il problema nel titanico scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte è che «non si riconoscono e non si legittimano tra di loro», ha fatto balenare l’idea di un «federatore», in cui in molti hanno visto l’identikit di Pier Luigi Bersani.
Che si è - apparentemente - chiamato fuori quando in tv martedì scorso Giovanni Floris gli ha chiesto: «Ma se alla sua verde età toccasse a lei?»: «È da escludere, sia da parte loro (cioè, che glielo chiedano, nda) sia da parte mia».
En passant, Bindi ha asfaltato le velleità di Silvia Salis: «Continuo ad essere un po’ esterrefatta, meravigliata, dalla disponibilità di persone fino all’altroieri campionesse sportive e che poi dopo un anno che fanno i sindaci sono pronte a guidare un Paese in un momento drammatico come questo».
E chissà cosa penserà la Rosy dell’odierna corrispondenza di amorosi sensi «leopoldiani» tra Vincenzo De Luca e Matteo Renzi.
Il Toscano del Grillo, «io so’ io» etc, non lo ama: «Il problema di Renzi è Renzi, la sua inaffidabilità. Se la tattica e il cinismo fossero il cuore della politica, Renzi sarebbe un premio Nobel» (settembre 2024).
rosy bindi e romano prodi ai funerali della moglie flavia franzoni
rosy bindi foto di bacco (2)
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