ALLA LEOPOLDA RENZI SPARA IL COLPO A SORPRESA: VINCENZO DE LUCA – STASERA SI INAUGURA LA KERMESSE FIORENTINA CON UN DUETTO DA LECCARSI I BAFFI TRA MATTEONZO E IL SINDACO DI SALERNO – CON LO "SCERIFFO", L’EX PREMIER VUOLE SFILARE A CONTE IL TEMA "SICUREZZA" E INDEBOLIRE IL PROGETTO CIVICO NEO-CENTRISTA DELL'ASSESSORE CAPITOLINO ALESSANDRO ONORATO - RENZI GIOCA DI SPONDA CON ELLY SCHLEIN, CHE LO VUOLE IN COALIZIONE. IN CAMBIO LUI È PRONTO A SOSTENERLA ALLE PRIMARIE CONTRO CONTE (COME MAI NELL'AGENDA DELLA LEOPOLDA MANCA LA POLITICA ESTERA, INTESA COME UCRAINA? QUAL E’ LA POSIZIONE DI MATTEONZO?) - L’IDEA DI RENZI SU DE LUCA FRONTMAN DI CASA RIFORMISTA: DAGOREPORT
DAGOREPORT
1. LA POSTA IN GIOCO ALLA LEOPOLDA RENZIANA
Stefano Folli per “la Repubblica” - Estratti
(...)
Quindi un minimo di spazio per i gruppi moderati esiste nella mente della segretaria Schlein. Ma quali?
Qui l'affare si complica. E si apre la prospettiva della Leopolda, per come Renzi l'ha immaginata.
Punto primo: l'ex premier deve far dimenticare ai suoi elettori, pochi o tanti che siano, il ruolo cruciale di Conte e dei 5S. Deve cioè bilanciarlo su alcuni temi chiave. Per il convegno che si apre oggi ha individuato la sicurezza. Ossia il terreno dove il centrosinistra è più debole, ma nel quale proprio Conte si sta sforzando di usare accenti meno banali, conscio delle inquietudini della gente.
Ecco allora — punto secondo — che Renzi spara un colpo a sorpresa: il famoso Vincenzo De Luca, lo sceriffo di sinistra per eccellenza. È una trovata niente male, un'arma in grado di colpire due bersagli, forse tre.
Il primo è il solito Conte, a cui si vuole togliere un argomento. Il secondo è il progetto civico neo-centrista, in sostanza di supporto al partito contiano, dell'assessore al comune di Roma Alessandro Onorato. Per forza di cose, il sindaco De Luca diventa speculare ai sindaci che sostengono Onorato: i loro sentieri sono divergenti, almeno per ora. Renzi vuole ritagliare un ruolo per sé stesso ed è pronto a puntellare Elly Schlein contro Conte.
Anche se poi, in maniera astuta, si affretta a garantire appoggio al capo dei 5S nel caso in cui questi vincesse le primarie. Per le quali Renzi non si prodiga, perché nella sua logica è meglio che il candidato premier coincida con il leader del partito maggiore, il Pd.
Terzo e ultimo punto. Nell'agenda della Leopolda ci sono molti temi, ma manca la politica estera, intesa come Ucraina. Senza dubbio Renzi sa che è il punto più controverso, forse l'unico; come sa che Goffredo Bettini, sottile suggeritore di strategie politiche per l'asse Pd-5S, ha appena proposto una posizione su Kiev che certo non dispiace ai pacifisti filo-Putin.
(...)
2 - IL «KRAKEN», LO SCERIFFO E QUEL SOGNO (DIFFICILE) DI UNA CORSA INSIEME
Tommaso Labate per il “Corriere della Sera” - Estratti
(...)
«Ve lo immaginate lo Sceriffo candidato alle primarie o magari capolista di Casa Riformista alle elezioni?», è il sogno ai limiti dell’impossibile di qualche renziano di alto rango, alimentato dal fatto che i protagonisti hanno tenuto più che riservata la scaletta.
Sogni che hanno lo stesso coefficiente di difficoltà e fortuna di una cinquina al Lotto: lo schema di De Luca in campo alle primarie contro Schlein e Conte e alle elezioni con Italia viva non tiene conto del fatto che «don Vicenzo» è politico navigato, uomo di mondo e soprattutto papà del segretario regionale campano del Pd, Piero.
Mai dire mai però. La base di Iv si gode l’attesa all’insegna della liturgia social de «Il Kraken e lo Sceriffo», la strana coppia; il primo, mitologico mostro marino con sembianze a metà tra una piovra e un calamaro, è l’alter ego di cartoon dell’ex presidente del Consiglio; il secondo, manco a dirlo, è il sindaco di Salerno.
(...) Uniti sui valori di fondo ed entrambi autentici interpreti più di quanto non amino ammettere delle aree culturali di origine — democristiano Renzi, comunista De Luca — si dividono sul modo di vivere.
«Una volta — raccontò De Luca — Renzi mi invitò a pranzo a Palazzo Chigi e si permise di offrirmi una ribollita coi funghi, una cosa insipida. La volta dopo arrivai con le mozzarelle. Se le sconfanò tutte».
Tutte le volte che il dibattito «Renzi sì-Renzi mai più» si è affacciato dentro i confini del Campo largo, De Luca non ha mai avuto dubbi perché «un’alleanza col professor Renzi va aperta», segnalò due anni fa. L’ex presidente del Consiglio ha sempre ricambiato, spalleggiando De Luca anche nella ricorsa alla chimera del «terzo mandato».
Il referendum costituzionale del 2016 è rimasto come un chewing gum finito sotto le suole delle scarpe di entrambi.
Quelle di Renzi, perché lo perse e disse addio a Palazzo Chigi; quelle di De Luca, per l’esortazione (intercettata dalle telecamere) al suo fedelissimo Franco Alfieri — «Offri una frittura di pesce (...) una clientela come Cristo comanda» — alla ricerca di voti per il Sì che poi non si videro neanche col binocolo. Ma questo è il passato remoto di una politica che con i social ormai tritura con facilità anche quello prossimo. Per i sogni impossibili basta aspettare qualche ora.
Il sipario che si alza. Il Kraken. E pure lo Sceriffo.





