MA IL "CAMPO LARGO" VUOLE VINCERE LE ELEZIONI O NO? - IL M5S SCAPRICCIA SULLA PRESENZA DI ITALIA VIVA NELLA COALIZIONE MA I SONDAGGI PARLANO CHIARO: RENZI E I CENTRISTI SONO INDISPENSABILI PER VINCERE LE ELEZIONI - EPPURE CONTE CHIEDE "GARANZIE", TEMENDO SGAMBETTI DA MATTEONZO (MA LA POLITICA NON E' COME ACQUISTARE UN TOSTAPANE: ANCHE CONTE E' ZOMPATO DAL GOVERNO CON LA LEGA A QUELLO CON IL PD. DOVREBBE DARE ANCHE LUI "GARANZIE"?) - LA DIFFERENZA TRA DESTRA E SINISTRA: MELONI & FRIENDS TROVANO NEL POTERE UN BEL COLLANTE, DALL'ALTRA PARTE CI SI DIVIDE PER TUTTO...
Tommaso Labate per il Corriere della Sera - Estratti
MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE - FOTO LAPRESSE
«In giro non ce ne sono…». Ecco, quando si entra dentro il dilemma del Cinquestelle sulla necessità o meno di «baciare il rospo Renzi», e quindi di accettare che Italia viva stia nel Campo largo, non si può fare a meno di citare la risposta che i vertici del Movimento si sono sentiti dare nelle ultime settimane, dopo aver commissionato informalmente la ricerca interna di alcuni sondaggi.
In particolare, si cercavano delle rilevazioni che certificassero la possibilità per il centrosinistra di superare la soglia del 42 percento nel nuovo premio di maggioranza senza l’apporto della pattuglia dell’ex premier fiorentino.
(...) Nessun sondaggio, insomma, consente a Giuseppe Conte e ai suoi di rivendicare presso Elly Schlein che Italia viva non è indispensabile per pensare di rivincere le elezioni.
Insomma, la perfetta descrizione del Cinquestelle alle prese col «rospo Renzi» è la stessa messa a fuoco dai celebri versi di Ovidio: «Non posso vivere né con te né senza di te».
Insieme a Italia viva, per ragioni storiche lunghe chilometri, Conte e soci non ci vogliono stare; senza, però, non possono nemmeno sognare di tornare a stare in una maggioranza di governo, almeno per adesso.
Dicono che a Conte sia tornato in mente, negli ultimi tempi, il primo e forse unico faccia a faccia avuto con Renzi a Palazzo Chigi, nel novembre 2020. Era la prima volta che il secondo tornava nella sede del governo dopo l’addio del 2016; fu la prima volta che il primo fece i conti con una nuova crisi di governo, che si sarebbe materializzata (anche per mano di Renzi) qualche settimana dopo con l’avvento di Draghi.
Senza un nuovo matrimonio, anche se per procura («Garantisce Schlein», è il mantra pentastellato), di Palazzo Chigi non esisterà per entrambi neanche il miraggio. E se tutto questo valga o meno il bacio di un rospo, ecco, solo la storia lo dirà .
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MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI
