papa leone xiv donald trump

“LO SCONTRO TRA IL PAPA E L'ANTIPAPA CONTINUERÀ” – MARCELLO SORGI: “PER COMPRENDERE MEGLIO IL SENSO DELLE AFFERMAZIONI IN CUI TRUMP SI COLLOCA SULLO STESSO PIANO DEL PAPA, FORSE BISOGNEREBBE RILEGGERE IL TESTO DI QUELLE CONFERENZE SULL'AVVENTO DELL'ANTICRISTO CHE THIEL ERA VENUTO A FARE A ROMA UN PO' PIÙ DI UN MESE FA” – “TRUMP E I SUOI CONSIDERANO UN MODERATO VENUTO A RICUCIRE LE FERITE DELLA CHIESA COME PREVOST INADATTO A SOSTENERE LA SFIDA DELLA CULTURA WOKE E DELLA SECOLARIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ MODERNA…”

L'EGO DI TRUMP TRAVOLTO DA PREVOST

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP - PAPA LEONE XIV

[…] Trump non tollera la crescente popolarità di Papa Prevost, che va a toccare il suo ego smisurato. Il suo candidato, lo ha detto prima del Conclave, era il cardinale di New York, l'ultraconservatore Dolan, che immaginava chissà perché più sottomesso. Ed è stato invece congedato da Leone alla scadenza, per ragioni d'età, del mandato, senza alcuna proroga.

 

Inoltre Trump fa riferimento ai cattolici evangelici americani che sono andati a celebrarlo a domicilio: sono loro che condividono le immagini blasfeme di Trump travestito da Papa o addirittura da Gesù.

 

C'è ancora la questione della guerra e della pace.

papa leone xiv marco rubio

Così come la guerra per Leone è sempre ingiusta, la pace a prescindere non è sempre giusta per Trump.

 

Non lo è, ad esempio una pace all'ombra della quale gli iraniani continuino ad arricchire il loro uranio e siano presto in condizioni di dotarsi della bomba atomica.

 

Lo ha detto e ripetuto, spiegando che un Papa che non sappia distinguere tra una pace giusta e una ingiusta non merita il suo rispetto.

 

Per comprendere meglio il senso di queste affermazioni in cui Trump si colloca sullo stesso piano del Papa, forse bisognerebbe rileggere il testo di quelle conferenze sull'avvento dell'Anticristo che l'ideologo più accreditato del trumpismo, Thiel, era venuto a fare a Roma un po' più di un mese fa. Allora non era chiaro perché. Oggi sì.

 

DONALD TRUMP LEGGE LA BIBBIA

Trump e i suoi considerano un moderato venuto a ricucire le ferite della Chiesa come Prevost inadatto a sostenere la sfida della cultura woke e della secolarizzazione della società moderna. Così, anche se non è sicuro che l'Anticristo sia alle porte, è probabile che lo scontro tra il Papa e l'antipapa continuerà.

 

UN ANNO DI PREVOST LE (TANTE) PICCOLE MOSSE PER L’UNITÀ DELLA CHIESA E LA «SUA» AMERICA

Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

Fino a un paio di mesi fa il suo profilo appariva quasi sfuocato, almeno all’esterno. Era quello di un pontefice scelto dal Conclave per ricalibrare il ruolo papale; e riaffermare una collegialità della quale si sentiva il bisogno in un episcopato mondiale frustrato.

 

MEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIV

Gradualmente, senza fare rumore, Robert Prevost, figlio del South Side di Chicago e dell’esperienza missionaria a Chiclayo, in Perù, per un anno ha osservato la sua Chiesa.

 

Ha registrato quanto non lo convinceva, muovendo il minimo indispensabile. E quando è finito il Giubileo indetto dal predecessore, l’argentino Francesco, ha iniziato a ridisegnare il potere e le gerarchie non solo vaticane: a cominciare dalla sua America.

 

Un’opera prudente di ricostruzione, non di restaurazione, degli equilibri nel mondo cattolico. Senza creare tensioni e cercando di unire più che dividere.

 

timothy dolan

Il protagonismo al quale Leone XIV è stato costretto dalle uscite sgangherate del presidente Usa Donald Trump lo ha indotto a rispondere. Ma quasi di mala voglia: se non altro perché rischia di sbilanciare un papato che fa dell’equilibrio e della distanza dalla politica il proprio baricentro.

 

Per paradosso quegli attacchi trumpiani contro parole che parlavano di pace e guerra, di immigrazione, di primato del diritto internazionale, hanno rivelato una fermezza e una moderazione prima solo intuibili. Hanno fatto scoprire una personalità impastata di tranquillità e di forza. […]

 

sarebbe sbagliato assecondare l’immagine di un pontefice anti-Trump, mettendo a forza Prevost dentro vecchi schemi. […]

 

ronald hicks

decifrare un cittadino degli Usa che per la prima volta nella storia diventa Papa è un esercizio difficile.

 

Tanto più quando viene definito «il meno americano degli americani» e il cardinale di New York, Timothy Dolan, confessa: «Non ho mai pensato a Prevost come un cittadino americano».

 

Ma anche queste affermazioni tradiscono una nuova fase alla quale tutti, ecclesiastici compresi, faticano ad adattarsi. In realtà, Leone XIV è molto americano: un figlio degli Usa e insieme «delle Americhe».

 

Il fatto che «copra tutte le basi», come dice di lui con il gergo del baseball padre Anthony Ligato del Pontificio Collegio Americano di Roma, fa ingiallire il dibattito su continuità o discontinuità con i predecessori.

 

PAPA LEONE XIV - DONALD TRUMP

Come è «oltre» Trump, il pontefice è «oltre» le distinzioni del passato tra progressisti e conservatori.

 

A New York ha scelto un vescovo quasi ignoto, Ronald Hicks, al posto di Dolan, «guerriero culturale» individuato inopinatamente da Trump come possibile papa. E questo conferma che una fase si è chiusa.

 

Hicks, infatti, è alieno dalle divisioni che hanno sfibrato il cattolicesimo a stelle e strisce. Ed esprime una scelta religiosa.

 

Allo stesso modo, nessuno ha gridato allo scandalo quando Leone XIV è tornato ad abitare nel Palazzo Apostolico, restituendo a Casa Santa Marta, residenza atipica di Francesco, il ruolo originario di albergo dentro le mura vaticane.

 

papa leone xiv marco rubio

Nessuno ha avuto da ridire nemmeno quando ha riaperto la residenza papale sul lago di Castel Gandolfo, dove ogni martedì va a riposare e magari a giocare a tennis, o quando ha detto che «la Curia è la memoria della Chiesa», mentre «i papi passano».

 

Perfino la messa in latino concessa al cardinale iper-conservatore americano Raymond Burke a San Pietro, dopo anni di ostracismo, è passata inosservata.

 

La stessa decisione di assegnare di nuovo un ruolo cruciale al Segretario di Stato, Pietro Parolin, è stata registrata come un semplice ritorno alla normalità. Prevost non perde occasione per ricordare con affetto Francesco. Ma anche lì va oltre, archiviando uno stile di governo e affermando il proprio.

 

Dopo appena un anno, è prematuro fare bilanci. Si possono solo individuare alcune sfide.

 

donald trump in versione papa leone xiv - meme creato con l'intelligenza artificiale

La prima è quella dell’unità di una Chiesa riemersa da due decenni di traumi: la rinuncia di Benedetto XVI nel 2015, poi il papato «rivoluzionario» di Francesco.

 

La seconda è sul governo di istituzioni vaticane messe a lungo in tensione.

 

La terza riguarda una riforma delle finanze provate da anni di squilibri e scandali.

 

[…] Sono soltanto flash di una «pax leoniana» allo stato iniziale; e minacciata dagli scossoni provenienti per paradosso dagli Stati Uniti: il Paese del film The Blues Brothers , della squadra dei White Sox di Chicago e delle torte di zucca, che Robert Prevost ama in misura quasi uguale. Oggi osserva gli Usa da Roma, però. Con uno sguardo magari poco decifrabile, ma sempre più papale e proiettato nel futuro.

 

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