“FAZZO” CON FILTRO – CI PENSA EMILIO SCALFAROTTO, CAPO DELLA SEGRETERIA TECNICA DEL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI, A TENERE LONTANO DA PALAZZO CHIGI LA FILA DEI QUESTUANTI CHE CHIEDE UDIENZA ALL'EMINENZA GRIGIA DI GIORGIA – “DOMANI”: “INCONTRA CHI GLI CHIEDE UDIENZA PER LE PIÙ DISPARATE RAGIONI. GRAND COMMIS, DIRIGENTI IN CERCA DI AUTORE, POLITICI A CACCIA DI FUTURO. SCALFAROTTO, PIGLIO DECISO MA SERAFICO, PRENDE NOTA E HA LA RISPOSTA PRONTA CHE RECITA COSÌ: ‘E' INUTILE ANDARE DA LA RUSSA O DA CROSETTO O DA LOLLOBRIGIDA: DENTRO FDI L’UNICA CHE COMANDA È MELONI’ - E TRA LA DUCETTA E IL ‘NIENTE’ C’È SOLO: ''FAZZO''...
Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”
Riceve varie persone, parla per nome e conto del potentissimo sottosegretario, Giovanbattista Fazzolari, e garantisce: inutile dimenarsi tanto, dentro Fratelli d’Italia decide Giorgia Meloni. E lei ascolta solo Fazzolari. Emilio Scalfarotto sta aumentando sempre più il proprio peso dentro Palazzo Chigi.
Non senza creare malumori. Alla presidenza del Consiglio è capo della segreteria tecnica di Fazzolari, meloniano che segue molti dossier delicati. È stato nominato, dal maggio 2025, nel consiglio di amministrazione di Fincantieri (nella stessa società siede pure nel comitato controllo interno e gestione rischi e nel comitato per la remunerazione) sponsorizzato dell’ideologo della strategia meloniana.
Ma il suo potere si esplica altrove, lontano dai luoghi e dalle sedi ufficiali del potere. Per non dare troppo nell’occhio. Secondo quanto è in grado di raccontare Domani, in un’ala di Palazzo Wedekind, sede del quotidiano Il Tempo [...] nel cuore di piazza Colonna, a Roma, Scalfarotto incontra chi gli chiede udienza [...]
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
Grand commis, dirigenti in cerca di autore, politici a caccia di futuro c’è sempre qualcuno che porta le proprie richieste o manifesta qualche lagnanza per dei problemi. Scalfarotto, piglio deciso ma serafico, prende nota e ha la risposta pronta che recita grossomodo così: «Dentro Fratelli d’Italia l’unica che comanda è Meloni. Nessun altro». Tra la leader del partito e il “niente” c’è solo un attendente, fa capire Scalfarotto: è il suo dante causa, Fazzolari.
Il sottosegretario è l’unico ad avere accesso simbolico nella testa e al cuore delle decisioni di Meloni, soprattutto quelle più delicate. Perciò, è il senso del messaggio che Scalfarotto consegna agli interlocutori, è inutile andare dal ministro dell’Agricoltura ed ex cognato della premier, Francesco Lollobrigida, sperando che possa perorare le singole cause.
Altrettanto vano sarebbe, secondo la sua logica, il tentativo di accreditarsi presso il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che pure vanta i galloni di essere uno dei “grandi vecchi” della vecchia fiamma.
Superfluo, infine, pure cercare sostegni dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, riconosciuto legittimamente come il terzo co fondatore, con Meloni e La Russa, di Fratelli d’Italia, l’unico a provenire da una storia diversa dalla tradizione post missina.
Nessuno ha voce in capitolo, tranne “Fazzo”. [...]


