MI MANDA MARINA! FORZA ITALIA E’ DILANIATA DALLE FAIDE INTERNE: MARINA GIOCA LA CARTA DELLO ZIO PAOLO BERLUSCONI PER MEDIARE NELLA GUERRA TRA TAJANI E I SUOI AVVERSARI CAPITANATI DA OCCHIUTO - A SETTEMBRE GLI INCONTRI RISERVATI DEL 73ENNE FRATELLO DI SILVIO, CON STEFANIA CRAXI, ZANGRILLO E LETTA. E PRESTO POTREBBE TORNARE A ROMA. SECONDO "LA STAMPA" NON TUTTO STA ANDANDO COME VOLEVA LA CAVALIERA. ANZI: LA LEGGE ELETTORALE, CHE NON LE PIACEVA, È PASSATA, E LA COALIZIONE SI SPOSTA SEMPRE PIU’ A DESTRA PER INSEGUIRE VANNACCI – INOLTRE, IL CONFRONTO TRA OCCHIUTO E TAJANI E’ FINITO MALE. IL GOVERNATORE CALABRESE CONTINUA A LAVORARE SUI PUNTI DEBOLI DEL SEGRETARIO (LA COMUNICAZIONE, LA LEADERSHIP DA LUI DEFINITA “INGIALLITA”, L'APERTURA AI DIRITTI) MA NON È CHIARO FINO A DOVE LA FAMIGLIA VOGLIA CHE LUI SI SPINGA…
Estratti dall’articolo di Ilario Lombardo per La Stampa
All'incirca un mese fa Paolo Berlusconi era a Roma. Visita non annunciata e tenuta segreta ai più. Un viaggio di lavoro per conto della famiglia che cerca faticosamente di trovare nuova linfa, nuovi volti e nuove idee per Forza Italia, in nome del padre e – in questo caso - in nome del fratello maggiore (…)
Paolo Berlusconi sembra trovare oggi, a 76 anni, un riscatto politico nel ruolo che ha ritagliato su di lui la nipote Marina, allergica a Roma e alle telecamere. A metà settembre era nella Capitale, e ha incontrato, tra gli altri Stefania Craxi, capogruppo in Senato di Forza Italia, il ministro Paolo Zangrillo e ovviamente Gianni Letta, l'uomo che ha il compito di tessere relazioni e sopire i malumori, tanti, troppi che stanno avvelenando Forza Italia.
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Qualche giorno dopo la tappa romana, Paolo Berlusconi si è rivelato pubblicamente, durante la cerimonia di intitolazione dell'aeroporto di Malpensa al fratello Silvio. Ha ringraziato Antonio Tajani per aver traghettato il partito dopo la morte del fondatore ma ha aggiunto: «Oggi credo che sia giusto che Antonio condivida il nostro movimento anche con le forze più giovani, lui ne è assolutamente consapevole. Attendiamo che questo lavoro di Antonio porti i suoi frutti».
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Un avvertimento travestito da invito, così come lo hanno interpretato tutti dentro Forza Italia. Perché Paolo parla la stessa lingua di Marina e dell'altro nipote, Pier Silvio. Ed è su loro delega che è sceso a Roma e ci tornerà a breve, già la prossima settimana, se l'agenda sarà confermata.
La mediazione affidata allo zio è utile alla presidente di Fininvest in questo momento in cui ha poca voglia di esporsi personalmente e in cui regna grande confusione all'interno del partito. Non tutto sta andando come lei voleva. Anzi: la legge elettorale è passata, Giorgia Meloni ha forzato sugli alleati e ha prevalso, costringendo Forza Italia a cedere anche sul prelievo imposto alle banche, necessario per racimolare qualche miliardo da aggiungere alla manovra. Gli azzurri si trovano di fronte a un bivio esistenziale, perché la premier sembra intenzionata a orientare a destra la campagna elettorale, nella speranza di neutralizzare l'ex generale Roberto Vannacci
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Ma Marina deve fare i conti anche con la faida che sta lacerando FI e che ormai non sembra più in grado di controllare. Tajani resiste, ha blindato buona parte dei territori e si prepara a dominare sulle liste dei candidati. Il confronto con Roberto Occhiuto nell'ufficio romano di Gianni Letta è finito male. Il governatore calabrese continua a lavorare sui punti deboli del segretario – la comunicazione, la leadership da lui definita «ingiallita», l'apertura ai diritti - ma non è chiaro fino a dove la famiglia voglia che lui si spinga (…)
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