LE MINACCE DI TRUMP HANNO AVUTO IL LORO EFFETTO: L’AMERICA LATINA PREFERISCE LA CINA AGLI USA – SECONDO L’ULTIMO RAPPORTO “LATINOBAROMETRO”, NEGLI ULTIMI SEI ANNI LA VALUTAZIONE POSITIVA DELL’INFLUENZA STATUNITENSE È SCESA DAL 60 AL 57 PER CENTO, MENTRE QUELLA DI PECHINO È CRESCIUTA DAL 48 AL 65 PER CENTO – STORICAMENTE, IL SUD DEL CONTINENTE HA SEMPRE GUARDATO CON DIFFIDENZA ALL’INGOMBRANTE VICINO, MA CON TRUMP LE COSE SONO PEGGIORATE. IL PARADOSSO: NELL’ULTIMO ANNO E MEZZO LA DESTRA (CON CANDIDATI TRUMPIANI) HA VINTO SETTE ELEZIONI PRESIDENZIALI NELLA REGIONE...
Paolo Menchi per https://www.notiziegeopolitiche.net/
DONALD TRUMP IN VERSIONE MESSICANO - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK
Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e il battesimo della cosiddetta “dottrina Donroe” segnano una fase di rinnovato interventismo statunitense nell’emisfero occidentale. Tuttavia, l’attivismo di Washington si scontra con una realtà sociale e geopolitica profondamente mutata: per la prima volta nella storia recente, l’America Latina guarda a Pechino con maggior favore rispetto agli Stati Uniti.
A rivelarlo è l’ultimo rapporto Latinobarómetro 2026, condotto in 17 Paesi della regione, dal quale emerge un sorpasso storico nella percezione dell’influenza delle due superpotenze.
Negli ultimi sei anni la valutazione positiva dell’influenza statunitense in America Latina è scesa dal 60 al 57 per cento, mentre quella della Cina è passata dal 48 al 65 per cento.
Con uno scarto di otto punti a favore di Pechino, il rapporto indica quindi che l’influenza cinese viene oggi percepita più positivamente rispetto a quella statunitense. Soltanto in due Paesi della regione, Costa Rica e Repubblica Dominicana, Washington mantiene un vantaggio su Pechino negli indici di gradimento.
Secondo l’analisi di Marta Lagos, direttrice di Latinobarómetro, il fenomeno è il risultato di una progressiva frattura tra la Casa Bianca e l’America Latina che affonda le proprie radici all’inizio del secolo.
DONALD TRUMP VUOLE CAMBIARE IL NOME DEL NEW MEXICO IN NEW AMERICA - 2
Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno concentrato le proprie priorità strategiche sul Medio Oriente e su altre regioni, lasciando l’America Latina in una posizione relativamente marginale per oltre vent’anni.
Durante questo periodo, i Paesi latinoamericani hanno imparato a muoversi con maggiore autonomia, rafforzando i rapporti con l’Unione Europea, il Giappone e, soprattutto, la Cina. Il tentativo di Trump di riaffermare l’influenza geopolitica statunitense si confronta quindi con un’America Latina più indipendente e disincantata, nella quale il modello di sviluppo e gli investimenti cinesi esercitano una crescente attrazione.
Uno degli aspetti più significativi emersi dall’indagine è il disallineamento tra l’orientamento politico dei governi latinoamericani e i sentimenti dei loro cittadini. Nell’ultimo anno e mezzo la destra ha vinto sette elezioni presidenziali nella regione: Daniel Noboa in Ecuador nell’aprile 2025, Rodrigo Paz in Bolivia nell’ottobre 2025, Nasry Asfura in Honduras nel novembre 2025, José Antonio Kast in Cile nel dicembre 2025, Laura Fernández in Costa Rica nel febbraio 2026, Keiko Fujimori in Perù nel giugno 2026 e Abelardo de la Espriella in Colombia nello stesso mese.
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javier milei con donald trump
donald trump alla festa dei 250 dell'indipendenza americana foto lapresse 2

