NEL GIRO DI UNA SETTIMANA SAPREMO DI CHE MORTE MORIRÀ IL GOVERNO - GIOVEDÌ PROSSIMO CI SARÀ IL VOTO FINALE DELLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE: SE IL "MELONELLUM" VENISSE GIUBILATO NEL VOTO SEGRETO, LA LEGISLATURA SAREBBE FINITA E LA DUCETTA PORTEREBBE IL PAESE A ELEZIONI ANTICIPATE (IN MOLTI, NELL'OPPOSIZIONE, PENSANO SIA UN TRAPPOLONE ORCHESTRATO PROPRIO DALLA PREMIER, PER ACCELERARE E NEUTRALIZZARE LA CRESCITA DI VANNACCI) - SORGI: “SE SI RIAFFACCERANNO I FRANCHI TIRATORI COME A LUGLIO, SPECIE DOPO LA FIDUCIA (A SCRUTINIO PALESE) CHE MELONI HA INTENZIONE DI CHIEDERE, NON CI SARÀ PIÙ NULLA O QUASI NULLA DA FARE. LA PREMIER SALIRÀ AL QUIRINALE E PRESENTERÀ LE SUE DIMISSIONI. POI MOLTO PROBABILMENTE DIRÀ CHE IL SUO GOVERNO, 'SCELTO DAL POPOLO', È STATO AFFOSSATO DAI SOLITI GIOCHI DI PALAZZO, AI QUALI LEI NON INTENDE PIEGARSI..."
1 - SUL MELONELLUM SI GIOCA LA LEGISLATURA
Estratto dall’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”
Voto aula senato legge elettorale
Sono otto giorni, in realtà di meno, considerata la settimana corta parlamentare che raramente si allunga anche nelle grandi occasioni. E sono quelli in cui è in gioco il destino della legislatura: se giovedi 8, nella votazione segreta finale sulla legge elettorale, lo Stabilicum voluto dalla premier, ribattezzato Melonellum, si riaffacceranno i franchi tiratori come a luglio, specie dopo la fiducia (a scrutinio palese) che Meloni ha intenzione di chiedere per salvaguardare il nuovo sistema di voto, non ci sarà più nulla o quasi nulla da fare.
La premier salirà al Quirinale e presenterà le sue dimissioni al Capo dello Stato. Poi, all'uscita dal Colle, molto probabilmente dirà che il suo governo, "scelto dal popolo", è stato affossato dai soliti giochi di Palazzo, ai quali lei non intende piegarsi.
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
Mattarella quasi certamente la inviterà a presentarsi in Parlamento, per un chiarimento. E per mettersi in condizione, almeno, di adempiere alle scadenze di fine anno e all'approvazione della legge di stabilità.
Da allora in poi, scaduti i sessanta giorni di prammatica, già all'inizio di marzo gli elettori potrebbero essere richiamati alle urne, anche prima delle elezioni amministrative delle grandi città che non s'annunciano facili per il centrodestra.
giorgia meloni - sergio mattarella - foto lapresse
[...] La legge elettorale, si sa, era stata pensata prima dell'entrata in scena di Vannacci, che ha completamente mutato il quadro delle aspirazioni, soprattutto del centrodestra.
Oggi, per via della sottrazione di voti del partito del generale alla coalizione di governo, tutti i sondaggi danno in vantaggio il centrosinistra, malgrado lo stato ancora incerto dell'alleanza delle opposizioni. [...]
2 - LEGGE ELETTORALE, RUSH FINALE ALLA CAMERA LO SLALOM TRA 2 VOTI SEGRETI E 3 DI FIDUCIA
Estratto dall’articolo di Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera”
Banchi vuoti e schermaglie annunciate per il debutto della legge elettorale in Aula, per la terza e definitiva lettura alla Camera. Ieri la discussione generale che, come d’abitudine, non ha visto la partecipazione dei leader. L’attenzione resta alta ma concentrata sulle sedute in cui si voterà che destano una certa preoccupazione: i tre voti di fiducia e i due voti segreti.
riforma della legge elettorale
[...] Il voto finale, segreto e anticipato anch’esso dalla fiducia, è ipotizzato tra una settimana, giovedì 8. Ma il calendario sarà licenziato dalla conferenza dei capigruppo in programma per oggi.
[...] Tra i gruppi del Campo largo non si esclude — ma sembra più che altro un auspicio — anche un clamoroso autosabotaggio: l’affossamento della legge governato direttamente dalla premier, per andare al voto al più presto e con il sistema attualmente in vigore, per circa due terzi proporzionale, per un terzo maggioritario, in chiave anti Vannacci.
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
Un’ipotesi arricchita da un’altra previsione: che con una delibera degli uffici di presidenza di Camera e Senato si modifichi il regolamento per salvare le pensioni dei parlamentari al primo mandato (circa il 40 per cento) anche in caso di scioglimento anticipato, tramite la contribuzione volontaria.
Voci, incontrollate o interessate, che i deputati di maggioranza derubricano a «fantasie». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si augura «un iter senza forzature alla Camera, come avvenuto a Palazzo Madama».
[...] In tanti battono sul tasto delle preferenze che «con capilista bloccati e nessuna tutela dell’alternanza di genere sono una enorme sola», copyright di Roberto Giachetti (Iv), mentre Elena Bonetti (Azione) si appella alle colleghe deputate di maggioranza perché boccino la riforma che «penalizzerà la rappresentanza femminile».
Magi protesta in particolare contro la norma che quadruplica le firme per presentare liste: «Un colpo di Stato elettorale». Per ottenere da governo e Parlamento di far cadere il divieto di raccogliere le firme anche per via digitale, Magi, nella tradizione radicale, ha avviato ieri uno sciopero della fame: «Per me che ho il metabolismo rapido, una bella sfida».
il presidente della repubblica sergio mattarella
riforma della legge elettorale
EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE BOCCIATO ALLA CAMERA
protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse.
