giorgia meloni antonio tajani matteo salvini roberto vannacci

“NOI IL BALLOTTAGGIO NON LO VOTIAMO, NON SE NE PARLA” – IL NIET DELLA LEGA ALLA IDEA DI GIORGIA MELONI CHE PER ARGINARE VANNACCI PUNTA A INTRODURRE IL DOPPIO TURNO (SE LE DUE COALIZIONI SUPERERANNO IL 40% DEI VOTI): CON IL GENERALE CHE MINACCIA L'ESISTENZA DEL CARROCCIO, IL DOPPIO TURNO RAPPRESENTA IL COLPO FINALE PER AFFOSSARE IL PARTITO DI SALVINI – CON UN SOLO TURNO, L’ASCESA DELL’EX PARA’ E L'ASTICELLA PER IL PREMIO FISSATA AL 42%, LA COALIZIONE DI GOVERNO ANDREBBE INCONTRO A SCONFITTA QUASI CERTA (TANTO PIU’ CHE I SONDAGGI ATTESTANO IL SORPASSO DEL CENTROSINISTRA) - CHI PREME PER IL BALLOTTAGGIO È FORZA ITALIA CHE NON VUOLE UN ACCORDO ORGANICO CON VANNACCI. QUESTA SOLUZIONE RAPPRESENTA UNA DELLE CONTROPARTITE SOLLECITATE DAI SENATORI "TENDENZA MARINA" A TAJANI PER DIGERIRE LE PREFERENZE – LE 4 ORE DI VERTICE A CASA MELONI E LE DISCUSSIONI SUL CANDIDATO SINDACO A MILANO

Tommaso Ciriaco per la Repubblica - Estratti

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

L'ultimo video-collegamento sulla legge elettorale è servito a toccare con mano la disperazione della Lega. È stato Roberto Calderoli, riferiscono, a gelare gli altri sherpa. «Guardate che noi il ballottaggio non lo votiamo, proprio non se ne parla». Come dargli torto: con Roberto Vannacci che già minaccia l'esistenza del Carroccio, il doppio turno rappresenta il colpo finale per affossare il partito di Matteo Salvini.

 

Ciononostante, Giorgia Meloni ha permesso a Forza Italia di proporre la modifica con una soglia di accesso al 40%. E a un suo senatore, Marcello Pera, di scrivere una seconda proposta in questo senso - a sua volta ispirata da Stefano Ceccanti e Peppino Calderisi - con un limite addirittura più basso, il 38%.

roberto vannacci

 

La ragione è banale, oltreché cruda nella sua chiarezza: con un solo turno, l'ascesa dell'ex generale e l'asticella per il premio fissata al 42%, la coalizione di governo andrebbe incontro a sconfitta quasi certa.

 

Il tema è tornato ad agitare la coalizione anche ieri, durante un confronto tra i leader ufficialmente convocato per ragionare di benzina e sconti ai consumatori, ma anche del prossimo sindaco di Milano.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

(...)La presidente del Consiglio non ha però bloccato l'operazione. Il voto decisivo, d'altra parte, non sarà in commissione, ma in Aula: così impongono i tempi contingentati e il regolamento di Palazzo Madama. La presidente del Consiglio ha almeno una decina di giorni per ragionare sulla strategia migliore. E decidere se forzare davvero la mano.

 

Chi nelle ultime ore ha premuto ostinatamente verso questa soluzione è Forza Italia. Una strada inevitabile, perché il doppio turno rappresenta la garanzia più solida per impedire un accordo organico con Vannacci. E per drenare parte del suo consenso verso il centrodestra al ballottaggio. Questa soluzione rappresenta tra l'altro una delle contropartite sollecitate dai senatori "tendenza Marina" ad Antonio Tajani per digerire le preferenze.

 

roberto vannacci col cetriolo in mano 2

Chi continua a frenare è invece il Carroccio. Salvini lo ha spiegato di nuovo a Meloni, con somma preoccupazione: siccome il primo turno verrebbe giocato con logiche puramente proporzionali, "autorizzando" a destra il voto per Futuro nazionale, il danno imposto al Carroccio sarebbe evidente.

 

Per una formazione già in caduta libera, un autentico incubo. Ma è Meloni a decidere, si sa. Già a luglio Ignazio La Russa aveva spiegato alla premier che di fronte al consolidarsi dell'ex generale esiste un'unica strada: il ballottaggio. Anche a costo di far crescere al primo turno Fn. La leader ha reagito con scetticismo. E non perché non sappia che l'unica speranza di spuntarla sul campo largo, almeno a dare retta ai sondaggi, è il doppio turno.

 

Piuttosto per una questione strettamente politica: permettere a Vannacci di affermarsi al primo turno significa aprire anche in Italia allo schema delle "due destre". Una nemica dell'altra, una più radicale dell'altra. Schiacciando inevitabilmente verso il centro proprio Fratelli d'Italia. Rischiando, insomma, di far perdere alla creatura della premier identità e margini di consenso.

 

Eppure, di nuovo: gli emendamenti vengono presentati al Senato.

 

Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2

Le ultime rilevazioni hanno allargato il solco tra i due poli, soprattutto tra fine luglio e fine agosto. Sancendo una tendenza evidente da mesi: con Futuro nazionale che corre da sola, il centrodestra arranca e dista diversi punti percentuali dal 42% fissato dall'attuale versione della riforma come la soglia necessaria per competere alla conquista del premio.

 

A casa della presidente del Consiglio si è finito di discutere anche del candidato alle comunali di Milano.

Il nome su cui preme La Russa è sempre Maurizio Lupi. Ostili Fi e Lega.

Con un problema in più per Meloni: cercare una soluzione di maggioranza senza insistere troppo su un nome di FdI. (...)

marina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 2TAJANI MELONI SALVINImarina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 1INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINIroberto vannacci coi meloni in mano

 

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