giuliano amato giorgia meloni

"NON SI PUÒ DIRE 'SI' ALLA COSTITUZIONE E 'NO' ALLA RESISTENZA" - LA STILETTATA DI GIULIANO AMATO A GIORGIA MELONI: "SENZA LA RESISTENZA, GLI ANGLO-AMERICANI MAI AVREBBERO RICONOSCIUTO ALL'ITALIA LA SOVRANITÀ NECESSARIA PER ELEGGERE E GESTIRE LA COSTITUENTE" - "IL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO (FONDATO DA ALMIRANTE) NON È MAI RIENTRATO NEL PERIMETRO DELL'ARCO COSTITUZIONALE DURANTE LA SUA ESISTENZA. RUPPE IL SUO ISOLAMENTO STORICO QUANDO SI SCIOLSE PER CONFLUIRE IN ALLEANZA NAZIONALE" - "LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE HA FUNZIONATO AL MEGLIO, SINO A QUANDO NON SI SONO AMMALATI, FINO A ESSICCARSI, I VECCHI PARTITI" - E SUL RISULTATO DEL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA: "I GIOVANI HANNO CAPITO CHE LA POLITICA PUÒ ESSERE LORO UTILE..." - IL LIBRO

Estratto dell'articolo di Mirella Serri per "la Stampa"

 

giuliano amato 22

Tanti sentiti auguri alla nostra Repubblica: non sono una data qualsiasi gli 80 anni della Repubblica italiana nata con il referendum del 2 giugno 1946 che sancì l'addio alla monarchia. In contemporanea si insediò l'Assemblea (restò in carica fino al 31 gennaio 1948) con il compito di redigere la nuova Costituzione repubblicana: negli ultimi anni, mentre lievita la mole di memorie e ricostruzioni, il ricordo si edulcora e l'impegno dei padri e delle madri costituenti appare sempre più avvolto da una atmosfera mitizzata, epurata da conflitti, scontri, contrasti e fatta soprattutto di convergenze e di concordia.

 

Adesso, per ricordare l'anniversario demistificando però apologie e idealizzazioni, arriva l'importante lavoro Le stagioni della Repubblica (il Mulino, pp. 240, euro 23): il volume è redatto a quattro mani da Giuliano Amato, due volte presidente del Consiglio, ex presidente della Consulta nonché ingegnere di tante riforme costituzionali e non solo, e da Giovanni Tarli Barbieri, docente di Diritto costituzionale all'Università di Firenze. Il libro ricostruisce il lungo viaggio della Repubblica e della suprema Carta fino ai nostri giorni.

 

Le stagioni della Repubblica

[...] Le vostre "Stagioni" parlano di tempeste, di turbinosi cambiamenti, ma anche di primavere in un percorso repubblicano fin dall'inizio altalenante, fatto di avvii, di rientri e di capovolgimenti. A cosa vi riferite?

«Abbiamo voluto demolire un altro stereotipo: gran parte della storiografia celebra la nascita della Repubblica ma tratta il dopo, al più, come una sequenza di occasioni perdute. Si occupa assai meno delle conquiste di questa nostra Italia che nel 1946 appare così fragile e inesperta dal punto di vista democratico. Con la caduta del regime facevano il loro esordio i partiti di massa antifascisti.

 

Molti elettori della Dc erano ancora legati al passato e alla figura di Benito Mussolini, mentre parte di coloro che votavano per il Pci erano attirati dalla Repubblica dei Soviet. Gli italiani però non furono soli nel prendere le distanze da nostalgie e totalitarismi ma furono accompagnati proprio dai partiti usciti dalla Resistenza.

 

giuliano amato - convegno per i 100 anni di Giorgio napolitano al senato

Le organizzazioni politiche, con il loro impegno e con la loro rete territoriale, ebbero una funzione decisiva. Sono convinto che la democrazia parlamentare ha funzionato al meglio, sino a quando non si sono ammalati, fino a essiccarsi, i vecchi partiti».

 

Di questo progressivo radicamento democratico e dei suoi risultati di solito si parla assai poco. Un esempio sono gli anni Settanta-Ottanta di cui si evocano soprattutto le stragi, gli assalti, le bombe. È vero, ma qual'è l'altra faccia della medaglia?

«Sono le riforme che furono un numero altissimo proprio nei cosiddetti anni di piombo. Che vanno dall'eccidio di piazza Fontana del dicembre 1969, di matrice fascista, e arrivano all'assassinio di Aldo Moro nel 1978 per mano delle Brigate Rosse. Di questo periodo sono stati spesso oscurati i connotati positivi.

 

giorgio almirante

Abbiamo avuto allora: Statuto dei lavoratori, divorzio, nuovo diritto di famiglia, ordinamento penitenziario, aborto, servizio sanitario nazionale, abolizione dei manicomi. Un raccolto reso possibile dal radicamento della democrazia grazie al precedente governo di Aldo Moro e di Pietro Nenni, ricordato soltanto per l'annacquamento delle sue riforme».

 

Di fronte alle minacce e ai tentativi di violare le regole democratiche quale fu il contributo della Costituzione?

ASSEMBLEA COSTITUENTE

«Se nel dopoguerra l'instabilità politica della Penisola la rendeva un terreno appetibile per ogni tipo di sovversione, le nostre istituzioni dimostrarono al contempo la loro saldezza. Furono le regole della Costituzione portate nella coscienza degli italiani il vero antidoto: per questo fallirono i tentativi eversivi, per questo non vi fu bisogno per fermarli di leggi straordinarie. Di questo va riconosciuto il merito a chi a quel radicamento ha saputo provvedere».

 

In questi giorni sentiamo levarsi accuse nei confronti di politici, storici e costituzionalisti, rei di voler strumentalizzare la Carta e di considerarla un prodotto politico della sinistra. Che ne pensa?

partigiani

«È giusto dire che la Costituzione non è di sinistra. Non si può dire però "si" alla Costituzione e "no" alla Resistenza: senza la quale e senza la nuova classe dirigente che ne è uscita gli anglo-americani mai avrebbero riconosciuto all'Italia la sovranità necessaria per eleggere e gestire la Costituente.

 

Basta ricordare che in Germania, la Grundgesetz, la legge fondamentale della Repubblica, venne redatta da una piccola assemblea dei Länder, sotto la vigilanza degli Alleati.

 

È vero che il Movimento sociale italiano non è mai rientrato ufficialmente nel perimetro dell'"arco costituzionale" durante la sua esistenza. Ruppe il suo isolamento storico quando si sciolse per confluire in Alleanza Nazionale. Oggi dunque c'è la consapevolezza diffusa che la Costituzione è di tutti.

 

giorgio almirante

Questa convinzione ha portato molti giovani al seggio elettorale e a votare No nell'ultimo referendum costituzionale sulle carriere dei magistrati.

 

I ragazzi che sono andati alle urne, rompendo la pratica dell'assenteismo degli ultimi anni, non sono tutti di sinistra. Ma sono tutti schierati dalla parte della Costituzione. Questo è un cambiamento e una svolta radicale, poiché i giovani hanno capito che la politica può essere loro utile e che può difendere il loro futuro».

VLADIMIR PUTIN GIULIANO AMATO partigiani 5 partigiani2GIULIANO AMATO BILL CLINTON

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