paolo zampolli e amanda ungaro con melania e donald trump

"LA GENTE NON STA LASCIANDO L’AMMINISTRAZIONE TRUMP, STA SCAPPANDO" - PAOLO ZAMPOLLI, L'INVIATO SPECIALE “LICENZIATO” DA TRUMP DOPO GLI SCONTRI CON IL VICESEGRETARIO DI STATO LANDAU, SPARA SILURI AD ALTEZZA TRUMP, A CUI MANDA UN PIZZINO: "HO INFORMAZIONI RISERVATE DA RIVELARE? LE INFORMAZIONI VENGONO FUORI DA SOLE" (FU ZAMPOLLI A PRESENTARE MELANIA A DONALD) - LO SCAZZO CON LANDAU: "CON LUI HO LITIGATO PER IL FENTANYL. MI SOTTO ATTIVATO PER PROMUOVERE UNA RISOLUZIONE DELL’ ONU PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DI QUESTO VELENO CHE AMMAZZA TANTISSIME PERSONE E, A LUI, QUESTA IDEA NON È PIACIUTA" - "LA FRASE DI MELONI SULL'ACCORDO CON LA RUSSIA NON È PIACIUTA" -L’INCONTRO CON GIUSEPPE CONTE: "ABBIAMO DISCUSSO DELLA VENDITA DI UN ALBERGO (IL GRAND HOTEL PLAZA DI ROMA DI PROPRIETÀ DI SOCIETÀ CHE FANNO CAPO ALLA FAMIGLIA DI OLIVIA PALADINO, COMPAGNA DEL PRESIDENTE M5S). C’ERA UN POSSIBILE COMPRATORE, MA POI NON È SUCCESSO NIENTE"

ZAMPOLLI: “IO MOLLATO DA TRUMP, MA ORMAI PER PAURA DEL VOTO SCAPPANO TUTTI DA LUI”

Estratto dell'articolo di Paolo Mastrolilli per "la Repubblica"

 

MELANIA E DONALD TRUMP - PAOLO ZAMPOLLI E LA MOGLIE AMANDA

«La gente non sta lasciando l’amministrazione Trump, sta scappando». Paolo Zampolli non sembra troppo dispiaciuto di aver perso il posto di inviato speciale per le partnership globali, che attribuisce a una vendetta del vice segretario di Stato Christopher Landau. Vuole tornare agli affari nel settore privato, come quello discusso con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte durante la loro colazione del marzo scorso: «Avevo un acquirente per il loro albergo, ma è finita lì».

 

 

Lei conosce Trump da quando gli aveva presentato la futura moglie Melania. Perché il presidente ha deciso di lasciarla andare?

CASA ZAMPOLLI - EDITH MOLNAR - ROBERTO CAVALLI - CAMILLA OLSSON - MELANIA E DONALD TRUMP

«Era un po’ di tempo che ci parlavamo. L’incarico di inviato speciale dura un anno. Ci sono discussioni in corso anche per gli altri, come Grenell, Boulos, gli stessi Kushner e Witkoff, tutti irregolari. Il presidente mi aveva prorogato per sei mesi, ma a questo punto il dipartimento di Stato mi stava stretto». [...]

 

Cosa vi siete detti nella conversazione col presidente?

«Prima di tutto gli ho spiegato che i leak sugli scambi di email (quelli riportati da Politico che hanno scatenato la crisi culminata con le disimissioni di Zampolli, ndr) non erano venuti da me. Sono convinto che siano venuti da Landau, anche per esporre la situazione della figlia della capo di gabinetto Susie Wiles, pagata dalla Republika Srpska

 

Paolo Zampolli

(Katie Wiles era stata fotografata ad agosto nella regione serba filo-russa della Bosnia, dove Zampolli era andato in missione a febbraio, ricevendo un rimprovero di Landau, ndr). Anche Don junior ci era stato, e anche Grenell.

 

Il presidente odia i leak. Ci siano domandati cosa posso fare. Lui mi ha detto: “Al dipartimento di Stato l’incarico è finito, perché non vai a fare business, visto che sei capace? Almeno guadagni qualcosa”. Gli ho risposto: “Signor presidente, hai sempre ragione”».

 

Landau le ha rimproverato di essersi occupato di cose che non rientravano nel suo mandato, come l’energia. Voleva gestire lui queste attività?

«Sono andato nella Republika Srpska per affari sportivi. Gli altri non hanno alcun interesse per quella nazione, fanno solo i propri interessi. Io sono stato l’unico a portare soldi, non c’è una sola cosa fatta che non abbia generato ricavi per gli Usa. Gli unici problemi sono stati con la mia ex (Amanda Ungaro, deportata in Brasile per immigrazione irregolare, ndr)».

AMANDA UNGARO - DONALD TRUMP - MELANIA - ZAMPOLLI E SUO FIGLIO

 

Quindi Trump le ha suggerito di tornare al business?

«Mi ha chiesto: “Cosa vuoi fare?”. Io ho domandato: “Cosa c’è da fare?”. “Business”».

 

Ha detto che molte persone stanno lasciando l’amministrazione: temono la sconfitta alle elezioni di midterm?

«Certo, tutti stanno lasciando. Non lasciando, scappando».

 

È vero che l’ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta, si era lamentato delle sue invasioni di campo?

novella 2000 - zampolli donald e melania trump

 

«Questo era accaduto proprio all’inizio, ma in seguito tutto si era normalizzato. Poi è arrivato il casino della colazione con Conte, ma nessuno si è arrabbiato. Quindi gli attacchi di Report, che sono politici e finanziati, perciò mi sono dovuto difendere. Ma non ho mai detto che l’Italia era il mio territorio: non lo è mai stata, non l’ho mai chiesta. Questo è stato chiaro dal primo giorno».

 

Conserva un rapporto col governo italiano, la premier Meloni, il leader della Lega Salvini?

«Un rapporto cordialissimo. Ci salutiamo, punto e basta. Io non sono il loro referente per l’America. Non lo sono mai stato e non volevo esserlo».

 

AMANDA UNGARO E PAOLO ZAMPOLLI

Con Conte aveva discusso di affari?

«Una colazione. Abbiamo parlato cinque minuti di quel palazzo ed è finita li».

 

Si riferisce all’Hotel Plaza, che la famiglia Paladino voleva vendere?

«No, io avevo un acquirente. Poi è finita lì».

 

Secondo alcuni l’ex ambasciatrice in Grecia Kimberly Guilfoyle, appena dimessa, potrebbe avere informazioni dannose.

«Su cosa?».

 

L’amministrazione, cose imbarazzanti.

«Di sicuro non sul presidente. Magari ha informazioni su qualcuno al dipartimento di Stato».

 

donald trump paolo zampolli

Lei conosce Trump e la sua famiglia da molti anni. Potrebbe avere anche lei informazioni da rivelare?

«Le informazioni vengono fuori da sole».

 

ZAMPOLLI, L'INVIATO SPECIALE «LICENZIATO» DA TRUMP: «CON IL PRESIDENTE NESSUN PROBLEMA, HA DETTO: CERCHIAMO UNA SOLUZIONE PER PAOLO. CON LANDAU HO LITIGATO PER IL FENTANYL»

 

Giuseppe Guastella per  "il Corriere della Sera"

 

Il presidente degli Stati Uniti le ha chiesto di fare un passo indietro, signor Paolo Zampolli: ora non è più inviato speciale di Trump per le partenership globali. C’è rimasto male?  E' notte piena, Zampolli risponde dall’altra parte dell’Atlantico.

 

DONALD TRUMP PAOLO ZAMPOLLI

«Ma no. Parliamoci chiaro: è un incarico di prestigio che viene assegnato personalmente dal Presidente e di regola dura un anno. Era stato già prorogato di sei mesi. Il Presidente ha detto: “Dobbiamo trovare una soluzione per Paolo”».

 

Allora non è vero che dietro c’è uno scontro via email tra lei e il vicesegretario di stato Christofer Landau?

«Con questo Landau non ho mai avuto un buon rapporto, e certo non sono stato io a far uscire le e-mail».

 

Si riferisce alle mail pubblicate da Politico in cui Landau la accusa di essere andato oltre il suo incarico occupandosi di questioni commerciali e politiche.

PAOLO ZAMPOLLI

«Ci sono 18 mesi di e-mail, sembrava che fosse stato tutto chiarito. Io non ho mai parlato di politica nei miei viaggi. Quando sono venuto in Italia ho sempre detto che l’ambasciatore degli Stati Uniti è Fertitta e che non entravo nelle questioni politiche italiane. Prima che fosse nominato Fertitta ho messo in contatto la Pirelli con il Dipartimento del Commercio. La società presieduta da Marco Tronchetti Provera, che è un amico di famiglia, ha uno stabilimento a Rome (Georgia) dove produce pneumantici e che sarà ingrandito».

 

E quando ad agosto ha incontrato Giuseppe Conte non avete parlato anche di politica?

«Abbiamo discusso della vendita di un albergo (il Grand hotel Plaza di Roma di proprietà di società che fanno capo alla famiglia di Olivia Paladino, compagna del presidente M5S, ndr.). C’era un possibile comprator, ma poi non è successo niente».

CHRISTOPHER LANDAU

 

Lei si è anche vantato di aver favorito accordi commerciali, come la vendita all’Uzbekistan di aerei Boeing per oltre 20 miliardi di dollari in soli 20 minuti.

«E anche 20 locomotive ad un altro Stato, ma ho anche fatto sport diplomacy».

 

Insomma, che problemi c’erano con Landau?

«Abbiamo litigato per il fentanyl».

 

La droga? In che senso?

«Dal 2017 mi occupo del fentanyl. È un problema che interessa molto al presidente. Mi sotto attivato per promuovere una risoluzione dell’ Onu per contrastare la diffusione di questo veleno che ammazza tantissime persone. A Landau questa idea non è piaciuta. Poi abbiamo capito che era stato ambasciatore in Messico e che c’era qualcosa dietro».

PAOLO ZAMPOLLI

 

Cosa?

«Non lo so, ma si capirà».

 

Perché è intervenuta la Casa Bianca?

«Ho chiamato il Presidente e lui mi ha detto: "Paolo, stai litigando con Landau”. Gli ho spiegato, e mi ha chiesto: “Cosa vuoi fare?"».

 

E lei?

«Che non lo sapevo e che non voglio fare l’ambasciatore perché mi piace stare in America. Al che il Presidente mi ha detto: “Sei capace nel chiudere accordi, perché non torni a fare affari?"».

 

Non per il governo, però.

«È bellissimo rappresentare il governo, ma non si guadagna facendo affari. Sarebbe illegale. Se lo faccio da fuori, magari riesco a fare qualche soldo per la mia famiglia».

 

E allora?

TILMAN FERTITTA SUL SUO YACHT BOARDWALK

«Non voglio fare il lobbista, ma ci sono tante società, molte italiane, che mi hanno chiesto di fare consulenza. A me piace l’aeronautica, la difesa, il nucleare e tante altre cose. Ho conosciuto tante persone che mi vogliono molto bene ed alle quali non ho mai chiesto niente».

 

Lavorerebbe per la Boeing?

«Di sicuro sono mie amici, essendo io il secondo venditore di aerei dopo il Presidente». 

 

Questa storia le ha creato problemi con il presidente?

«No, perché i problemi si creano se fai qualcosa di sbagliato. Io non ho fatto nulla».

 

Se potesse tornare indietro, c’è qualcosa che non rifarebbe?

«Assolutamente no».

CHRISTOPHER LANDAU

 

Qualche giorno fa Giorgia Meloni in Parlamento, criticando l’accordo Usa-Russia sul gasolio, ha fatto il suo nome affermando che Conte prima dice che gli americani sono imperialisti e poi corre a pranzo con lei.

«È stata una cosa carina. Sono lusingatissimo. Ho scritto al Presidente: Meloni parla del tuo Paolo».

 

Le ha risposto?

«No».

 

La Casa Bianca ha replicato a Meloni che si tratta di un grande accordo.

«La dichiarazione di Meloni non era piaciuta».

paolo zampolli e donald trump

 

Quando incontrerà il presidente?

«Spero il prima possibile». (…)

gianluca vacchi e paolo zampolli trump zampolliPaolo Zampolli - CLAUDIA CONTE - NIAFPAOLO ZAMPOLLI E BILL CLINTON

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