elly schlein giuseppe conte

IL PD STA PER ESPLODERE? - IL SONDAGGIO DI PAGNONCELLI CHE DA’ I DEM AL 19,5%, LA PERCENTUALE DI QUANDO SCHLEIN VINSE LE PRIMARIE NEL 2023, PROVOCA UN TERREMOTO TRA DIRIGENTI E CAPATAZ ATTONITI PER LA CADUTA LIBERA DEL PARTITO - NEL CAMPO LARGO, CONTE SE LA COMANDA: DETTA L’AGENDA, INCALZA IL PD SULLE PRIMARIE, LO METTE SPALLE AL MURO SULLA POLITICA ESTERA (DAL RIARMO AGLI AIUTI ALL’UCRAINA). E ROSICCHIA VOTI: LA DISTANZA TRA I PD E M5S SCENDE A SOLI 5 PUNTI (NEL 2024 ERANO QUASI 15) - LA SOMMA DI M5S E AVS PER LA PRIMA VOLTA E' SUPERIORE ALLA PERCENTUALE DEL PD. CON QUESTI RISULTATI IL PD NON AVREBBE PIÙ L’EGEMONIA NELLA COALIZIONE DI GOVERNO – POLITO: “IL PD E’ UN PARTITO DI PLASTILINA COSTRETTO, DALLA SITUAZIONE IN CUI SI È MESSO, A MODELLARSI SUGLI ALLEATI. E PENSARE CHE ELLY SCHLEIN DIVENNE SEGRETARIA DEL PD GRAZIE AGLI ELETTORI DEI CINQUE STELLE. QUASI UN QUARTO DEI VOTI CON CUI SCONFISSE BONACCINI VENIVANO DA LÌ..."

conte schlein

Antonio Polito per il Corriere della Sera - Estratti

 

Quando Elly Schlein vinse le primarie nel febbraio del 2023, l’entusiasmo per il «nuovo corso» produsse un balzo nei sondaggi a favore del Pd che lo portò al 19,5% dei consensi. Un anno dopo, alle europee, arrivò fino al 24,1%, mettendo tra sé e i Cinquestelle quasi quindici punti di distacco: il partito di Conte era sceso sotto il 10%.

 

Oggi Pagnoncelli ci dice che quel divario si è ridotto di due terzi: solo cinque punti. E il Pd di Elly Schlein è tornato esattamente dove era partito, al 19,5%.

 

I numeri sono numeri, ma forse ancor di più contano le sensazioni. Da quando è tornato dalla malattia, l’«avvocato del popolo» è il mattatore assoluto della scena politica a sinistra. In una parola, detta l’agenda. Al Partito democratico, che dopo averle inventate tentenna sulle primarie, dice «o primarie o morte».

 

Elly Schlein alessandro Onorato Giuseppe Conte Gaetano Manfredi

A Elly Schlein, che ripete il mantra «prima il programma», risponde presentando il suo programma mentre quello del Pd non c’è ancora, mettendola con le spalle al muro sui punti cruciali della politica estera, del riarmo, degli aiuti all’Ucraina: per lui sono irrinunciabili a prescindere da chi vinca le primarie. O così o pomì.

 

(...)  Il potere di coalizione è ormai nelle sue mani. È il Ghino di Tacco del Campo largo, come Craxi lo fu del pentapartito. E pensare che Elly Schlein divenne segretaria del Pd grazie agli elettori dei Cinque Stelle. Quasi un quarto dei voti con cui sconfisse Bonaccini venivano da lì.

 

Forse ci avevano visto giusto.

 

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosigiuseppe conte

Il Pd è infatti finito in un vero e proprio «Comma 22», un paradosso logico che sembra senza via d’uscita. Elly Schlein ha costruito la linea politica sullo slogan del «testardamente unitari», consegnando così al maggiore alleato un diritto di veto. I sondaggi ne segnalano impietosamente gli effetti. Nell’ultimo sondaggio M5S e Avs sommati superano per la prima volta il Pd.

Con questi risultati il partito italiano del socialismo europeo non avrebbe più l’egemonia nella coalizione di governo, né il Tesoro o gli Esteri, se pure vincesse le elezioni. E questo, diciamoci la verità, sarebbe un problema per l’Italia oltre che per Elly Schlein.

 

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli

Lo stesso paradosso si riverbera sulle primarie, che difficilmente il Pd a questo punto può evitare. Se infatti per essere unitari si limano di continuo le differenze col principale concorrente, se cioè gli elettori si troveranno di fronte un’offerta simile se non identica, allora voteranno sulla persona, sarà un «beauty contest». E Conte può certamente vantare una maggiore esperienza e competenza, essendo stato due volte presidente del Consiglio, oltre a oratoria ed empatia superiori.

 

Un tempo ci fu il «partito di plastica» inventato da Berlusconi; oggi si può dire che c’è un «partito di plastilina»: il Pd è costretto, dalla situazione in cui si è messo, a modellarsi sugli alleati. (...)

 

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli (2)

In quel partito le primarie avevano un senso, così come ce l’hanno negli Stati Uniti. Ma ora il Pd non è altro che parte di una coalizione di partiti, e il suo pluralismo interno si trasforma in alibi per giustificare un’imbarazzante paralisi delle idee. E quando prova a fare una proposta di governo, come Elly Schlein sull’energia, gli alleati gli saltano subito alla gola, obiettando che non si dialoga con Giorgia Meloni e che comunque loro non sono d’accordo. Ci troviamo insomma di fronte al caso più unico che raro di un partito che non può avere idee sue, tranne quella di essere unitario.

 

SCHLEIN MAGI FRATOIANNI CONTE BONELLI

Che succederà adesso? Conte proseguirà sulla sua strada: è ampia, è dritta, è riconoscibile. È anche pericolosa per i conti dello Stato e la collocazione internazionale del Paese, ma di quello al momento non si occupa nessuno, primum vincere . Elly Schlein ha una sola possibilità: arrestare l’inerzia del movimento all’ingiù con un colpo di reni, una mossa del cavallo, qualcosa che ricordi agli italiani che il Pd è il partito più affidabile del Campo largo, non foss’altro perché dispone di un personale politico preparato e allenato al governo di città e regioni. Potrebbe, per esempio, sfruttare il pluralismo interno invece che subirlo.

 

conte schlein bonelli fratoianni

Nel 2012 Bersani accettò di cambiare lo statuto per consentire a un suo oppositore interno, al tempo Matteo Renzi, di correre alle primarie per la guida della coalizione. Alla fine non vinse le elezioni, ma nemmeno le perse, e il Pd tornò al governo. Forse Elly Schlein dovrebbe scommettere di più sul suo partito, e un po’ meno sulla lealtà degli altri.

 

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (3)ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL MOVIMENTO - VIGNETTA ITALIA OGGI giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni manifestazione del campo largo foto lapressegiuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni roberto fico manifestazione campo largo a napoli foto lapresse nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (2)

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