PENSIERI ARROGANT-ELLY! C'E' L'ACCORDO TRA SCHLEIN-CONTE: LE PRIMARIE SI FARANNO DOPO I RICORSI ALLA CONSULTA SULLA LEGGE ELETTORALE (CAMPA CAVILLO!) – PEPPINIELLO HA PROVATO A SONDARE LA DUCETTA DEL NAZARENO SU UN FEDERATORE MA HA TROVATO UN MURO. PER ELLY LE OPZIONI SUL TAVOLO SONO SOLTANTO DUE: O SI DESIGNA IL LEADER DELLA FORZA PIÙ VOTATA, OPPURE SI SCEGLIE IL CANDIDATO PREMIER AI GAZEBO – FOLLI: “NESSUNO SI STUPIREBBE SE CONTE RINUNCIASSE ALL'ULTIMO A PRENDER PARTE ALLE PRIMARIE. IL LEADER M5S TUTTO PUÒ DESIDERARE, TRANNE FARSI BATTERE DA SCHLEIN NELLE PRIMARIE, SAPENDO CHE I MILITANTI PENTASTELLATI, IN BUONA MISURA, NON AVREBBERO VOGLIA DI SOSTENERLA CONTRO GIORGIA MELONI..."
Giovanna Vitale per "la Repubblica" - Estratti
Si sono visti all'inizio della scorsa settimana. (...)
In quel faccia a faccia, caduto non per caso alla vigilia della direzione nazionale del Pd, Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno siglato un patto:
prima si aspettano i ricorsi alla Corte Costituzionale contro la legge elettorale che costringe le coalizioni a indicare il nome del candidato premier nel programma.
Poi, se questa novità (...) non verrà cancellata dalla Consulta, si allestiranno i gazebo per lasciare al popolo progressista la scelta del leader chiamato a sfidare Giorgia Meloni alle politiche.
Una strada, a questo punto, obbligata. Ancor prima di entrare nel merito, il presidente del M5S ha difatti chiesto dritto alla segretaria del Pd se fosse disposta al passo di lato, dichiarandosi pronto a fare lo stesso qualora avesse incontrato un'analoga disponibilità dall'altra parte. (...)
nicola fratoianni elly schlein daniela preziosigiuseppe conte
Il sondaggio, tuttavia, non sarebbe andato a buon fine. La risposta di Schlein è stata netta: non se ne parla. Come ha sempre detto e ripetuto, per lei le opzioni sul tavolo sono soltanto due: o si designa il leader della forza più votata, oppure si fanno le primarie. Il federatore non esiste, comunque si chiami: Roberto Gualtieri o Gaetano Manfredi, Silvia Salis o Antonio Decaro, per lei la discussione non va proprio aperta.
Un muro. Che Conte non riesce a scalfire. E siccome per lui la prima ipotesi non è praticabile perché, l'ha spiegato più volte, non riuscirebbe a farla digerire ai suoi, per scongiurare l'implosione della coalizione non resta che misurarsi ai gazebo. Dove comunque confida di poterla spuntare anche grazie al voto online, su cui il Nazareno — a dispetto del rischio ingerenze esterne denunciato dei riformisti — non avrebbe chiuso. Anzi.
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ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL MOVIMENTO - VIGNETTA ITALIA OGGI
PRIMARIE, UNA PARTITA ANCORA TUTTA DA SCRIVERE
Stefano Folli per la Repubblica - Estratto
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Se tuttavia, di qui a quattro-cinque mesi, la segretaria del Pd fosse sicura dei suoi voti e dell'appoggio degli elettori, nessuno si stupirebbe se Conte rinunciasse all'ultimo a prender parte alle primarie. Lo farebbe agitando qualche vessillo pacifista e ritirandosi nel perimetro dei 5S.
Il campo progressista andrebbe alle elezioni politiche con una candidata premier, sì, ma in una certa misura delegittimata. Conte tutto può desiderare, tranne farsi battere da Schlein nelle primarie, sapendo che i militanti pentastellati, in buona misura, non avrebbero voglia di sostenerla contro Giorgia Meloni.
In fondo una sconfitta del centrosinistra sarebbe caricata tutta o quasi sulle spalle del Pd. Che infatti considera il voto del 2027 una questione di vita o di morte. Conte vedrebbe invece aprirsi uno spazio considerevole davanti a sé per ricostruire un'opposizione a sua immagine.
VALORI NEL CAMPO LARGO - VIGNETTA BY GIANNELLI
E per negoziare quote di potere direttamente con il centrodestra.
IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI
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