bruno antonio malatesta

BRUNO ANTONIO MALATESTA, ARRESTATO IN VAL DI SUSA CON L'ACCUSA DI RIDUZIONE IN SCHIAVITÙ, MALTRATTAMENTI, VIOLENZA SESSUALE E TRUFFA AGGRAVATA, AVEVA CREATO UNA SETTA-SPIRITUALE CON L'OBIETTIVO DI SODDISFARE LE SUE FREGOLE - SOSTENEVA CHE LE DONNE FOSSERO "STREGHE" CHE DOVEVANO FARE VOTO DI CASTITÀ. CON UNA SOLA ECCEZIONE: LUI STESSO - IL SANTONE-PORCONE SFRUTTAVA LE DEBOLEZZE DI CHI SI RIVOLGEVA A LUI: SOSTENEVA DI POTER CURARE "MALATTIE GRAVISSIME", COSTRINGEVA GLI ADEPTI "AD ASSECONDARLO" E A CONCEDERSI SESSUALMENTE - LE VITTIME GLI HANNO CONSEGNATO GIOIELLI E SVUOTATO CONTI CORRENTI PUR DI COMPIERE "RITI ESOTERICI" CON SALI, CRISTALLI E INCENSI - L'UNICO "MIRACOLO" LO HA COMPIUTO SU SE STESSO: PER OTTENERE LA PENSIONE DI INVALIDITA', BRUNO ANTONIO MALATESTA SI PRESENTAVA ALLE VISITE IN CARROZZINA, MA I CARABINIERI LO HANNO IMMORTALATO MENTRE CAMMINAVA SENZA PROBLEMI - IL RACCONTO DI UNA DELLE DONNE, FUGGITA DALLA COMUNITA': "NOI CI SPACCAVAMO LA SCHIENA MENTRE LUI..."

1 - SCHIAVITÙ E ABUSI SESSUALI ARRESTATO IN VAL SUSA IL “MAESTRO” DI UNA SETTA

Estratto dell'articolo di F.G. per “la Repubblica”

 

Bruno Antonio Malatesta

Per Bruno Malatesta le donne erano delle streghe che dovevano fare voto di povertà e soprattutto di castità. Con una sola eccezione, lui stesso: così il "maestro", 59 anni, è andato avanti dal 2008 a gestire la sua setta di Almese, alle porte di Torino. E a sfruttare «le difficoltà, le debolezze e le malattie di chi si affidava a lui», con l'obiettivo di «soddisfare i suoi appetiti sessuali, di guadagno e di sterile dominazione del prossimo, soprattutto se di sesso femminile».

 

Bruno Antonio Malatesta

Parola del giudice Andrea Bonato, che ha emesso l'ordinanza con cui è finito in carcere Malatesta, accusato di riduzione in schiavitù, maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

 

Oltre a lui, sono indagati tre presunti complici: il "monaco" Giulio Gibello, Paola Vit e Chiara Lisa, presidente e vice della fondazione Fiore della Pace. Nella serata di ieri la comunità è stata sequestrata e gli ospiti sono stati accompagnati in strutture protette.

 

Secondo l'accusa, dietro la fondazione si è nascosta per anni la setta guidata da Malatesta. Che è riuscito a ottenere «soggezione continuativa e supina accondiscendenza» dai suoi adepti, così sottomessi da non denunciare nulla. Poi, nel 2018, qualcuno ha trovato il coraggio di raccontare cosa accadeva dietro le villette a schiera in mezzo ai boschi di Almese.

 

Bruno Antonio Malatesta

Così le inchieste, archiviate e riaperte più volte, sono confluite in un'unica indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Torino e del pm Davide Pretti. Da lì è nata l'operazione "Asmodeo", dal nome del demone della cupidigia, dell'ira e della vendetta:

 

gli investigatori hanno scoperto che i corsi di yoga e di difesa personale della fondazione erano solo lo schermo di un gruppo a cui il maestro «inculcava la convinzione di essere dotato di poteri soprannaturali provenienti da entità superiori, come la "Madre Divina" o il "Guru Paramahansa Yogananda"».

 

Per questo sosteneva di poter liberare gli adepti da «malattie gravissime e altri eventi nefasti», costringendoli «ad assecondarlo per ottenere protezione e guarigione».

 

Bruno Antonio Malatesta

Le donne, in particolare, finivano in una «voragine esistenziale in cui si sentivano sprofondare». D'altronde l'obiettivo principale del 59enne era ampliare il più possibile la platea di adepte: erano i suoi «oggetti del piacere» e, a rapporto sessuale consumato, dovevano diventare «lavoratrici indefesse al servizio esclusivo della comunità di Almese, oltre che le principali finanziatrici. Anche a costo di spogliarsi della maggior parte dei propri beni personali».

 

Per l'accusa, infatti, le vittime hanno consegnato gioielli e svuotato conti correnti per i «riti esoterici ingannatori» fatti di sali, cristalli e incensi, che potevano costare 10 euro come migliaia. Poi c'erano i quadri, per cui Malatesta arrivava a chiedere anche 150mila euro.

 

CARABINIERI NELLA SETTA DI Bruno Malatesta

A tutto questo si aggiunge la truffa aggravata ai danni dello Stato: dal 2020, secondo l'accusa, ha incassato 86mila euro di pensione d'invalidità perché diceva di soffrire di diabete. Alle visite mediche dell'Inps si presentava in carrozzina o con le stampelle ma i carabinieri lo hanno immortalato più volte a camminare senza problemi. [...]

 

2 - “NOI, MONACHE ARANCIONI RASATE A ZERO E QUELLE FERITE INFERTE AI BIMBI NEL BOSCO”

Estratto dell'articolo di Federico Gottardo per "la Repubblica"

 

"Ero una monaca e la mia vita era finita: avevo 15 anni e dovevo chiedere a Bruno il permesso per fare qualsiasi cosa. In cuor mio mi faceva venire un senso di ribrezzo ma era più forte il sollievo: ero salva da malattie mortali e incidenti tragici. La mia vita era affidata a un uomo di cui mi fidavo ciecamente".

RITI ESORCISMO

 

Bastano queste frasi per capire quanto il "maestro" Bruno Malatesta riuscisse a plagiare le adepte della "setta degli arancioni", da lui fondata nel 2008 ad Almese. Parole riportate in un memoriale, ora agli atti, da una delle giovanissime vittime del 59enne arrestato ieri. A lui si sono consegnate decine di donne, disperate dopo una diagnosi di tumore o di sclerosi multipla.

 

Oppure fragili dopo un lutto o un divorzio. Cercavano nella setta la guarigione o la serenità, arrivando ad annullarsi e a separarsi dalle loro famiglie per volere del guru. Ogni legame veniva spezzato. [...]

 

tantra

A convincere lei e gli altri seguaci era il carisma del guru. Barba lunga, tunica arancione e lunghe lezioni di spiritualità. All'inizio, nel 2008, «Bruno era una persona meravigliosa, sensibile, brillante. Poi divenne irriconoscibile: borioso, perverso, sadico, presuntuoso, rabbioso e manipolatore fino al midollo».

 

Decideva come doveva vivere il "cerchio magico": dieta vegana, scuole e lavoro di sua scelta, capelli rasati a zero. A volte non potevano chiudere occhio e dovevano raccogliere le verdure nell'orto: «Ha costretto una di noi a mangiare un pomodoro marcio fino al vomito "per darle una lezione"» racconta un'altra "monaca".

 

«Mentre tutte noi ci spaccavamo la schiena, Bruno se ne stava comodamente seduto o sdraiato a criticare il nostro lavoro». Non solo, si faceva vestire e legare le scarpe. E costringeva le aiutanti a passare la notte a terra, ai piedi del suo letto.

massaggio tantrico [1]

 

Nel suo ashram c'era lo yoga il venerdì e le lezioni di "tantra" il lunedì. Qui il guru si «mostrava forte, aggressivo e con capacità ultraterrene, come quella di liberare dal demonio. Le persone urlavano e piangevano». Per l'accusa, questi esercizi tantrici e purificatori erano violenze sessuali, anche di gruppo.

 

«Mi chiedeva sempre di più e, di fronte ai miei rifiuti, era implacabile. Diceva che era solo per il mio bene, altrimenti le energie negative mi avrebbero sopraffatto». La domenica, invece, Malatesta organizzava la "terapia dei figli della terra": camminate nei boschi per entrare in contatto con la natura in cima al monte Musiné. [...]

BRUNO ANTONIO MALATESTA

massaggio tantrico

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