migranti barca giorgia meloni

PER GIORGIA MELONI LA LINEA DURA SUI MIGRANTI SI È RIVELATA UN BOOMERANG – DOPO LA GERMANIA, ANCHE LA SVIZZERA APRE AI TRASFERIMENTI DEI “DUBLINANTI” IN ITALIA E L’AUSTRIA RIMANDA NEL NOSTRO PAESE I MIGRANTI: SONO QUATTRO I TRASFERIMENTI ORDINATI DA VIENNA DAL 12 GIUGNO – È L’EFFETTO DELLA FORZATURA DEL PATTO PER L’ASILO EUROPEO, SUPPORTATO DALLA STESSA GIORGIA MELONI – ROMA TRATTA CON BERLINO: IL CANCELLIERE MERZ NON VUOLE FORZARE LA MANO, MA DEVE FARE I CONTI CON LA PROPAGANDA DELL’ESTREMA DESTRA DI AFD – LO SCAZZO CON LA SPAGNA È ANCORA ACCESO: LO STOP ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DURERÀ ANCORA QUALCHE GIORNO (SIA LA DUCETTA SIA SANCHEZ NON VOGLIONO CEDERE E MOSTRARSI DEBOLI)

MIGRANTI: AUSTRIA, 4 PERSONE TRASFERITE IN ITALIA CON PATTO UE =

confine austriaco

(AGI) - Bolzano, 19 ago. - Dal 12 giugno scorso sono state quattro le persone che l'Austria ha trasferito in Italia secondo quando previsto dal nuovo Patto dell'Unione Europea. Inoltre, come ha reso noto il ministero dell'Interno di Vienna, a livello europeo, l'Austria sta collaborando con Danimarca, Germania, Grecia e Paesi Bassi per l'attuazione del Patto europeo sull'asilo e del Regolamento sul ritorno.

 

Dal gennaio al luglio 2026, i rimpatri sono stati circa l'8% in piu' rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il ministro dell'Interno, Gerhard Karner, nel presentare i dati ha specificato che nel primo semestre del 2026, 8.856 persone sono state rimpatriate (4.615 in maniera coatta), quindi fatte uscire dall'Austria, mentre nello stesso periodo erano state 8.234 persone. "La migrazione illegale e' stata fortemente respinta e allo stesso tempo il numero di remigrazioni e' aumentato ulteriormente" ha detto Karner.

 

RIFUGIATI, SI APRE IL FRONTE SVIZZERO VIA LIBERA AI TRASFERIMENTI IN ITALIA

Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI CON DUE RAGAZZI DI COLORE - FOTO LAPRESSE

Il Patto per l'Asilo europeo propagandato da Giorgia Meloni come supremo argine contro le crisi migratorie sta cominciando a svelare il suo vero volto. Dopo la Germania anche la Svizzera ha annunciato che riprenderà i trasferimenti in Italia dei "dublinanti", i richiedenti asilo approdati nel nostro Paese ma che hanno proseguito la loro odissea verso il Nordeuropa.

 

 

Lo ha dichiarato alla tv elvetica Magdalena Baker, portavoce della Segretaria di Stato che si occupa di immigrazione (Sem): «I primi voli sono stati prenotati» per fine agosto, ha precisato. […]

 

Pur non facendo parte della Ue, la Svizzera ha sottoscritto alcuni aspetti della Riforma europea dell'asilo, e ha recepito anzitutto quel Regolamento di Dublino reso ancora più stringente dal nuovo Patto. Mentre si è guardata bene da prendere impegni sulle cosiddette "compensazioni". In altre parole: ieri Berna ha annunciato che ci rimanderà i "dublinanti", ma non è chiaro se si riprenderà migranti dall'Italia. Può farlo, ma su base volontaria.

 

Giorgia Meloni Friedrich Merz

Alla luce della novità annunciata dalla Svizzera e del contenzioso sui cosiddetti "flussi secondari" aperto già la scorsa settimana dalla Germania, Stephan Reichel, presidente dell'associazione tedesca cattolico-protestante "Matteo" che si occupa dei "dublinanti", si meraviglia della «scelta di Meloni di sottoscrivere una riforma che svantaggia anzitutto l'Italia e i Paesi di primo approdo come la Grecia o la Spagna.

 

Adesso il Regolamento di Dublino sarà applicato in modo molto più vincolante e stringente. E non si capisce cosa otterrà l'Italia in cambio». Reichel si è occupato in prima persona di Faduma Abdirisaq Warsame, la cittadina somala che la polizia avrebbe dovuto prelevare stamane all'alba in un centro di accoglienza in Baviera per trasferirla in Italia. Né lui né gli avvocati della "dublinante" si sono fidati della fumosa tregua Italia-Germania sui tre richiedenti asilo da espellere in Italia.

 

raduno anti migranti in germania 1

Così nella tarda mattinata di ieri Abdirisaq Warsame, la ‘paziente zero' della ripresa dei respingimenti, è stata prelevata dal centro di accoglienza in Baviera e portata al sicuro a Norimberga, dove godrà dell'asilo ecclesiastico.

 

L'asilo ecclesiastico è legalmente una zona grigia, tollerato dalle autorità tedesche dal 2015, grazie a un accordo tra l'allora governo Merkel e le chiese tedesche. Consente ai ‘dublinanti' di superare, in casi gravi, il periodo in cui non possono chiedere asilo in Germania e devono essere respinti nei Paesi di primo approdo. Normalmente si tratta di sei mesi, ma se c'è un ordine esecutivo di trasferimento e il "dublinante" non si fa trovare, il periodo-ponte si allunga a tre anni. A meno che, appunto, il migrante non trovi rifugio nelle chiese. Perciò la custodia di Abdirisaq è stata ieri notificata subito alle autorità tedesche. I tre anni non valgono perché non è clandestina ma ufficialmente accudita da una parrocchia evangelica a Norimberga. [… ]

 

ORA LA PREMIER TEME L'EFFETTO VALANGA SI MEDIA CON BERLINO

GIORGIA MELONI E IL NERO DI WHATSAPP - MEME

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Potrebbe diventare un problema. Un fastidio per Palazzo Chigi, politicamente scomodo per Giorgia Meloni. Ai vertici dell'esecutivo si osservano con un misto di preoccupazione e seccatura le mosse sui migranti messe in atto dai Paesi più vicini ai confini italiani. Dopo la Germania, anche la Svizzera annuncia infatti di essere ripartita con le procedure per rimandare nella penisola chi approda in Europa attraverso l'Italia.

 

E la causa risiede nel regolamento di Dublino e nei nuovi patti Ue che potrebbero autorizzare questa possibilità per un tempo più lungo del passato. Un principio che fa parte del nuovo meccanismo fortemente voluto anche da Roma, che ha accettato di "scongelare" l'arrivo dei "dublinanti" dallo scorso 12 giugno.

 

migranti a ceuta

È, appunto, il timore del boomerang. La paura che il sistema congegnato dall'Europa […] possa aprire scenari parecchio scivolosi: dopo Berlino e Berna, anche altri governi – ad esempio quelli scandinavi di Svezia e Finlandia – potrebbero imitare la decisione tedesca.

 

E d'altra parte, già qualcosa si era intuito dopo che la Germania aveva annunciato di voler trasferire i primi tre migranti sul suolo italiano. È vero, la premier progetta di fare muro con gli altri Paesi mediterranei per ammortizzare conseguenze troppo sfavorevoli. Ma non sarà facile, adesso che la macchina dei rimpatri si è messa in moto.

 

KING ONG - MEME DI EMILIANO CARLI

Certo, pubblicamente la linea del governo italiano tende a ridimensionare il pericolo. Dall'esecutivo ricordano che fu proprio il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a congelare alla fine del 2022 le norme di Dublino, quelle ora riattivate dopo il via libera al pacchetto complessivo di riforme sancito da Bruxelles. […] Ma è altrettanto evidente che sarà difficile, per la destra di governo, gestire in campagna elettorale questo dossier.

 

Sono nodi che Meloni dovrà sciogliere nelle prossime settimane.

 

[…] Prenderà in mano la questione dopo che Piantedosi e il ministro degli Esteri Antonio Tajani – in contatto costante – raggiungeranno un compromesso con Berlino, che dovrà comunque essere siglato con il ministro dell'Interno tedesco. L'idea è un accordo in due tempi: prima un vertice telefonico, poi di persona nei giorni successivi.

 

migranti a ceuta

Un problema, almeno uno, sembra invece per il momento aggirato: finché Roma e Berlino non troveranno un'intesa, il governo guidato da Friedrich Merz, così almeno sostengono da Palazzo Chigi, dovrebbe evitare di forzare la mano provando a trasferire "dublinanti" in Italia. Ieri, non a caso, la prima migrante per la quale era stato previsto il ritorno nella penisola è stata invece accolta dalla chiesa evangelica tedesca.

 

Non sembra ancora alle viste, invece, la riapertura della libera circolazione con la Spagna. La sospensione di Schengen dovrebbe andare avanti ancora per qualche giorno. Ufficialmente, a causa delle immagini giunte da Ceuta anche nel giorno di Ferragosto. E per alcuni dati forniti dall'intelligence all'esecutivo, che indicherebbero il persistere di un rischio per la sicurezza nazionale. In realtà, il braccio di ferro è quasi esclusivamente politico. Non va infatti dimenticato che l'exclave spagnola non è territorio in cui valgono le norme di Schengen.

migranti a ceuta. migranti pregano a ceuta

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