“PER AVERE UN’IDEA DEL GENERE DEVI ESSERE STRAFATTO E FUORI DI TESTA” – SUSAN SARANDON, OSPITE DI “ALICE NELLA CITTÀ” ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA, TUMULA TRUMP PER LA FUCILAZIONE IN STREAMING DI NIDAL MALIK HASAN: “QUESTA VICENDA METTE IN LUCE LA SUA MANCANZA DI MORALITÀ, DI SENSIBILITÀ E LA SUA MASCOLINITÀ TOSSICA E DIMOSTRI QUANTO SIA PROFONDA L'INFEZIONE CHE OGGI AFFLIGGE IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI METTENDO IN LUCE LA DEPRAVAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP” – “NON CREDO DI AVER VISTO QUALCOSA DI COSÌ SCONVOLGENTE DAI VIDEO DIFFUSI DELL’ISIS” - L'INCONTRO CON ELLY SCHLEIN E IL CONFRONTO SU GAZA - VIDEO
Lucrezia Leombruni per www.adnkronos.com
susan sarandon a roma per alice nella citta
“Penso che questa vicenda metta in luce la sua mancanza di moralità, di sensibilità e la sua mascolinità tossica e dimostri quanto sia profonda l'infezione che oggi affligge il governo degli Stati Uniti mettendo in luce la depravazione dell’amministrazione Trump. Per avere un’idea del genere devi essere strafatto e fuori di testa”.
Così l’attrice Susan Sarandon - in occasione della presentazione di ‘The Accompanist’ ad Alice nella Città, kermesse autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma - commenta la scelta dell'amministrazione Usa di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione di Nidal Malik Hasan, l'ex psichiatra militare autore della strage di Fort Hood del 2009.
DONALD TRUMP PRENDE LA MIRA CON UN FUCILE IMMAGINARIO
Un caso che, secondo l’attrice, “ha riaperto il dibattito sulla pena di morte e ha riportato l'attenzione sulla depravazione di questa amministrazione.
Gran parte del mondo, del resto, non pratica neppure la pena capitale. Non credo di aver visto qualcosa di così sconvolgente dai tempi dei video diffusi dall'Isis”. Sarandon poi ricorda: “Abbiamo già conosciuto un simile orrore durante la schiavitù, quando la gente si radunava per osservare uomini neri impiccati agli alberi. È qualcosa di estremamente pericoloso, terribile e profondamente disumano”.
"A Gaza troppi morti, importante farsi arrestare"
Sarandon interviene anche sulla guerra in corso a Gaza, a poche settimane dall'arresto lampo a New York durante una protesta organizzata in concomitanza con l'intervento del premier israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Non credo sia importante cosa sia successo a me per aver parlato di Gaza, ma sapere che, mentre parliamo, migliaia di persone, a cessate il fuoco in corso, continuino a essere uccise - scandisce - I bambini vengono ancora colpiti alla testa dai cecchini, vengono sepolti vivi, vengono lasciati morire di fame e non possiamo permettere che tutto questo venga normalizzato. Questo è uno dei motivi per cui è importante farsi arrestare".
susan sarandon a roma per alice nella citta
"La situazione va avanti da così tanto tempo che se ne parla fin troppo poco", sottolinea Sarandon, che indossa la spilletta di Artists4Ceasefire per il cessate il fuoco a Gaza. "Film come 'Naza' - aggiunge l'attrice - e l'impegno delle persone a scendere in piazza sono fondamentali". Così come "l'impegno dei giornalisti a mantenere sotto i riflettori le uccisioni. Bisogna fare il possibile per ottenere un vero cessate il fuoco".
"Ho ricevuto minacce e odio, ma continuerò ad espormi"
"Ho usato la mia visibilità per parlare di temi di cui molte persone non erano a conoscenza, soprattutto quando riguardavano persone che non avevano voce. Probabilmente una delle reazioni più forti arrivò quando, durante una cerimonia degli Oscar, ricordai che alcuni haitiani sieropositivi erano detenuti a Guantanamo.
Per quelle parole fui esclusa dall'Academy per diversi anni. E poiché quelle persone erano nere, e molti presumevano fossero anche omosessuali, ricevetti migliaia e migliaia di messaggi d'odio. E questo è successo anche quando ho parlato della guerra in Iraq, mi arrivarono perfino minacce di morte", dice Sarandon, parlando del suo attivismo dopo essere stata premiata con il Womenland Award, che non è soltanto un riconoscimento alla carriera, ma anche a un modo di attraversare il cinema: con libertà, autonomia e con il coraggio di scegliere chi essere, sullo schermo e fuori dallo schermo, con la disponibilità a continuare a cambiare.
"Il vero problema - sottolinea l'interprete di 'Thelma & Louise' - sarebbe non dire nulla quando ho la possibilità di puntare una piccola luce su informazioni che altrimenti non arriverebbero alle persone. Credo che, per me, fingere di essere qualcun altro sarebbe molto più dannoso. Non so spiegare il perché, ma non mi sembrerebbe autentico. E penso che la gentilezza e l'autenticità siano le due cose più importanti per me".
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